fattura elettronica a pagamento

La fattura elettronica 2019 ha fatto il suo ingresso nel mondo degli adempimenti fiscali a partire dal 1° gennaio, e sta già gettando scompiglio ovunque: tra i negozianti e gli operatori del commercio, tra i commercialisti, nelle banche, tra i privati cittadini, che si sentono rispondere nei modi più disparati quando chiedono una fattura. Ultima frontiera della corsa ad accaparrarsi l’ultimo centesimo di euro possibile è la richiesta di denaro in cambio dell’emissione dell’e-fattura, ad esempio maggiorazioni di costo.

Sono cominciati cioè i primi intoppi, con esercenti che chiedono commissioni per questo adempimento, altri che non vogliono dare copia al cliente.

Siete andati quindi a comprare una lavastoviglie e, al momento della richiesta fattura, vi siete sentiti rispondere che c’è il prezzo maggiorato per la nuova fatturazione elettronica in vigore? È un’assoluta beffa, e un tentativo di guadagno facile su un semplice adempimento fiscale che al cittadino non deve costare nulla. Vediamo perché.

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Fattura elettronica 2019 a pagamento: è illegale

Chiunque tra gli esercenti e negozianti, chieda al cliente una maggiorazione o il pagamento di commissioni per emettere la fattura elettronica, si sta comportando in modo illegale. Va cioè contro la legge.

Una legge che vieta espressamente qualunque tipo di addebito o esborso economico al momento dell’emissione dalla fattura.

Ci riferiamo al Decreto Iva o Dpr numero 633 del 1972, modificato dalla legge del 2012 e poi dal Decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2019, che all’articolo 21 tratta appunto della Fatturazione delle operazioni.

Al comma 8 di questo articolo è espressamente ribadito che “le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo”.

Una frase molto chiara, che mette in evidenza come l’esercente che chiede addebiti o commissioni di sorta in cambio dell’emissione dell’e-fattura, sta agendo in modo illegale.

Fattura elettronica 2019: cosa prevede l’obbligo

Ricordiamo in breve di cosa si tratta quando parliamo di fatturazione elettronica. Si tratta di una piccola rivoluzione partita dal 1° gennaio 2019, che vede nell’fattura elettronica, l’unica modalità di fatturazione possibile.

Consulta lo speciale Fatturazione elettronica 2019

L’obbligo di e-fatturazione coinvolge una platea di diversi attori economici, secondo quanto stabilito per legge. A partire dal 1° gennaio 2019 quindi queste categorie non potranno sottrarsi all’invio e conservazione della e-fattura:

  • gli Operatori Iva – soggetti o stabiliti in Italia – che dovranno emettere e ricevere le proprie fatture per cessioni di beni e prestazioni di servizi esclusivamente in modalità elettronica;
  • gli Operatori Iva sia Business to Business sia Business to Consumer (cioè nei rapporti con i consumatori finali.

È un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture. Una misura che consente di mandare in pensione la carta, e velocizzare e digitalizzare gli adempimenti fiscali di fatturazione. Per emetterla, inviarla e conservarla da oggi si deve usare il pc (smartphone o tablet), un software apposito  e deve essere trasmessa al cliente tramite un sistema di interscambio (il postino digitale).

Il nuovo formato destinato alle e-fatture è un formato digitale chiamato xml (eXtensible Markup Language), coinvolgendo in questa danza diversi attori: il fornitore o il suo intermediario, il Sistema di Interscambio nazionale (SdI) e la Pubblica Amministrazione destinataria della fattura

Fattura elettronica 2019: cosa cambia per il cittadino

Per il cittadino non cambierà nulla, almeno non dovrebbe. Perché purtroppo i primi intoppi che si stanno riscontrando, colpiscono anche i poveri clienti privati che fanno acquisti nei negozi e richiedono la fattura, come loro diritto. Oltre ai negozianti che possono chiedere illegalmente commissioni infatti, ci sono anche quelli che non vogliono stampare la  copia cartacea della fattura al cliente o non vogliono spedirgliela in podf via email, nonostante l’Agenzia delle entrate abbia chiarito come sia diritto dei privati cittadini ricevere:

  • copia cartacea
  • copia in pdf via email

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