nuovo 730

Il modello 730 del 2019, con la pubblicazione di alcuni giorni fa sul sito dell’Agenzia delle Entrate del modello e delle istruzioni seppur ancora in bozza, apre per il 2019 il consueto appuntamento con la pubblicazione dei modelli dichiarativi che preannunciano l’apertura della campagna fiscale. Le bozze sono consultabili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Il modello 730 come noto, riguarda principalmente i lavoratori dipendenti e i pensionati (in possesso di determinati redditi).

Il modello permette di ottenere l’eventuale rimborso direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre), e in caso di versamento, le somme vengono trattenute direttamente dalla busta paga o dalla pensione.

Scarica qui la bozza del nuovo Modello 730/2019

Come ogni anno, vi sono sempre novità che fanno riferimento a norme che prevedono agevolazioni come ad esempio le detrazioni d’imposta delle spese per l’abbonamento ai trasposti pubblici, quelle per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi, per gli strumenti e gli ausili in caso di disturbi dell’apprendimento, e per la sistemazione a verde di aree private.

Vanno menzionati anche gli sconti fiscali previsti dal Codice del Terzo Settore e per le erogazioni liberali in favore di Onlus, associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato. Novità infine per i crediti d’imposta. Vediamo alcune delle principali agevolazioni previste.

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Modello 730: detrazioni Abbonamenti al trasporto pubblico

Per incentivare ed agevolare l’utilizzo del trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale, la Legge di Bilancio 2018 ha previsto due differenti agevolazioni: una specifica detrazione Irpef e una ipotesi di esenzione fiscale (articolo 1, comma 28, Legge 205/2017).

Viene reintrodotta la detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti (effettuati nel 2018) ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, per un importo non superiore a 250 euro.

La detrazione era stata già prevista dalla Legge Finanziaria 2008 (Legge 244/2007) ed era stata prorogata dalla finanziaria dell’anno successivo.

Fermo restando il limite annuo di 250 euro, la detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico. La detrazione massima spettante è pari a 47,50 (19% di 250).

Per incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico, viene anche previsto un meccanismo di detassazione delle somme percepite, direttamente o indirettamente, dai lavoratori dipendenti dai propri datori di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti.

In particolare le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro, ovvero le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari fiscalmente a carico, non concorrono a formare il reddito di lavoro del dipendente.

Le somme dunque devono essere state erogate o rimborsate, ovvero le spese devono essere state sostenute, dal datore di lavoro, a favore dei dipendenti o di categorie omogenee di dipendenti.

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Modello 730: il Bonus Casa

La Legge di Bilancio 2018 ha sancito delle conferme (proroga per le detrazioni potenziate per gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici e per il “bonus mobili”) e previsto novità in materia di agevolazioni per la casa, che hanno trovato naturalmente collocazione nel 730/2019.

Oltre alla proroga, dei bonus rafforzati per i lavori di recupero del patrimonio edilizio, e quelli finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, nonché alla conferma del bonus mobili e grandi elettrodomestici, vi è la nuova detrazione Irpef del 19% dei premi assicurativi pagati in dipendenza di polizze su immobili ad uso abitativo contro le calamità naturali.

Modello 730: le nuove detrazioni 

Tra i nuovi ingressi si segnala inoltre, la detrazione del 36% delle spese sostenute, nel limite massimo di 5mila euro, per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, per gli impianti di irrigazione e per la realizzazione pozzi e di coperture a verde e di giardini pensili (“bonus verde”).

Per tali novità è stato integrato il quadro E “Oneri e Spese”.

Da segnalare la detrazione maggiorata per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati contemporaneamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, spettante nella misura dell’80%, se ne consegue il passaggio a una classe di rischio inferiore, ovvero dell’85%, se il passaggio è a due classi di rischio inferiori.

Altre detrazioni maggiorate riguardano come anche previsto dal Codice del Terzo settore, le erogazioni liberali in favore di Onlus e associazioni di promozione sociale (30%) e per quelle in favore delle organizzazioni di volontariato (35%).

Studenti con diagnosi di DSA

Tra le agevolazioni viene introdotta dalla Legge di Bilancio per il 2018, per gli studenti affetti da “disturbi specifici dell’apprendimento”, una detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute per:

  • l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento;
  • l’utilizzo di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.

Tra gli strumenti compensativi essenziali,  vi sono ad esempio:

  • la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  • il registratore, che evita all’alunno o allo studente di scrivere gli appunti della lezione;
  • i programmi di video scrittura con correttore ortografico, per la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento che comporterebbe la rilettura e la contestuale correzione degli errori;
  • la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
  • altri strumenti, come tabelle, formulari, mappe concettuali, eccetera.

Si considerano invece, sussidi tecnici e informatici, quelle apparecchiature e quei dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche.

La detrazione spetta fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado alle persone alle quali è stato diagnosticato uno dei disturbi specifici dell’apprendimento, sia che si tratti di minori, che di maggiorenni e può essere usufruita anche per le spese sostenute nell’interesse dei familiari a carico.

Per beneficiare dell’agevolazione, è necessario possedere un certificato che attesti per sé o per il proprio familiare la diagnosi di DSA, rilasciato dal Servizio sanitario nazionale.

Nel caso in cui nel territorio della regione non sia possibile effettuare la suddetta diagnosi, nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale, questa può essere effettuata da uno specialista o da una struttura privata accreditata.

Dalla certificazione, o dalla prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico, deve risultare il collegamento funzionale tra i sussidi e gli strumenti compensativi e il tipo di disturbo dell’apprendimento diagnosticato.

Per ottenere la detrazione, occorre documentare le spese sostenute con fattura o scontrino fiscale, riportante il codice fiscale della persona con disturbo specifico di apprendimento e la natura del prodotto acquistato o utilizzato.

Credito d’imposta e APE

Relativamente alla compilazione del modello 730, è opportuno segnalare la previsione di una sezione del  quadro G (Crediti d’imposta) che accoglierà il credito che l’Inps riconosce ai contribuenti che si sono avvalsi dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (Ape).

Il credito d’imposta dovrà essere indicato anche nella Certificazione Unica 2019 e per questo entra anche nei dati che saranno presenti nel modello 730.

L’Ape costituisce un prestito corrisposto per 12 mensilità che va restituito a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia con rate mensili.

A fronte degli interessi sul finanziamento e dei primi assicurativi, a copertura del rischio premorienza, corrisposti al soggetto erogatore, viene riconosciuto dall’Inps al pensionato un credito d’imposta annuo nella misura massima del 50% dell’importo pari a 1/20 degli interessi e premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti.

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