nuovo codice crisi impresa

Va in pensione il termine fallimento con il nuovo Codice sulla crisi d’impresa, approvato in via definitiva dal Governo, nell’ultimo Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2019, su proposta del ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Pronto per il debutto quindi un decreto legislativo che, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155 che introduce la riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Obiettivo dichiarato: riformare in modo completo la disciplina dl fallimento delle imprese, mediante una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e la salvaguardia della capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

Vediamo un po’ più in dettaglio i contenuti del decreto e della riforma 2019.

Nuovo Codice crisi d’impresa 2019: cosa prevede

Lo ha comunicato lo stesso Governo diffondendo una nota stampa, in cui si chiarisce che:

  • si sostituisce il termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”;
  • si introduce un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori;
  • si dà priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
  • si privilegiano, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
  • si uniforma e si semplifica la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
  • si prevede la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
  • si istituisce presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
  • si armonizzano le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.

 

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