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Bonus Renzi 2019: limiti reddito, a chi spetta, esclusi, come funziona. Le novità

Daniele Bonaddio
bonus renzi 2019

Il Bonus Renzi 2019 rimane confermato in busta paga anche per il nuovo anno. L’ipotesi che vedeva riconosciuto il famoso bonus Irpef (meglio conosciuto come “bonus 80 euro”) in detrazione fiscale è stata totalmente smentita dalla recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018). Infatti, al fine di trovare le risorse finanziarie necessarie per sostenere l’impatto sulle casse dello Stato per effetto dell’introduzione della flat tax e del Reddito e pensione di cittadinanza, si era pensato di trasformare l’erogazione del bonus 80 euro. In pratica, anziché riconoscerlo mensilmente direttamente in un busta paga, per chi rispetta naturalmente tutte le condizioni e requisiti previsti dalla legge, s’intendeva riconoscerlo sotto forma di detrazione fiscale, attraverso una riduzione delle tasse da pagare.

Niente di tutto ciò è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2019, che riconosce anche per quest’anno le consuete modalità di erogazione del bonus 80 euro in busta paga. Vediamo quindi dettagliatamente il Bonus Renzi 2019: come funziona, limiti reddito, a chi spetta e a chi no, tutte le novità.

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Bonus Renzi 2019: a chi spetta

Il Bonus 80 euro (pari a 960 euro annui), introdotto dal Governo Renzi con Decreto-Legge 24 aprile 2014 n. 66 (decorrenza del bonus dal mese di maggio 2014) e reso strutturale dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, co. 12-15 della L. n. 190/2014), è un importo che spetta mensilmente in busta paga sia ai lavoratori del settore pubblico che a quelli del settore privato, entro certi limiti di reddito

Il credito Irpef, che viene erogato direttamente dal sostituto d’imposta e certificato al dipendente mediante la Certificazione Unica (CU), è riconosciuto unicamente ai lavoratori il cui reddito complessivo è formato:

  • dai redditi di lavoro dipendente (art. 49, c. 1 del TUIR);
  • dai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, c. 1 del TUIR), quali:
  • compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative (lett. a);
  • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità (lett. b);
  • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale (lett. c);
  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (lett. c-bis);
  • remunerazioni dei sacerdoti (lett. d);
  • le prestazioni pensionistiche di cui al D.Lgs. n. 124 del 1993 comunque erogate (lett. h-bis);
  • compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative (lett. l).

Bonus Renzi 2019: come funziona

Il Bonus 80 euro prevede un meccanismo di erogazione particolare. Innanzitutto, occorre specificare che esso è erogato a “importo fisso” (960 euro annui):

  • senza distinzioni, nella fascia tra gli 8.174 e i 24.600 euro di reddito annuo;
  • applicando il c.d. “meccanismo di décalage”, se il reddito è superiore ai 24.600 euro ma fino a 26.600 euro.

Il “meccanismo di décalage” si ottiene mediante l’applicazione della seguente formula:

  • 960 x [(26.600 – reddito complessivo) /2.000].

Si ricorda che le predette soglie (24.000 euro e 26.000 euro) sono state aumentate rispettivamente di 600 euro dalla Legge di Bilancio 2018.

Bonus Renzi 2019: gli esclusi 

Quindi, il bonus 80 euro non spetta:

  • per i redditi sotto gli 8.174 euro (c.d. incapienti);
  • e per i redditi che superano i 26.600 euro.

L’erogazione del bonus è automatico e viene concesso direttamente dal sostituto d’imposta. Il credito anticipato in busta paga dal datore di lavoro può essere poi recuperato dal monte ritenute fiscali, ossia mediante l’istituto della compensazione di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997. Se le ritenute fiscali non sono sufficienti a coprire il bonus, il datore di lavoro può recuperare la somma necessaria dai contributi previdenziali. Successivamente, l’INPS recupera i contributi non versati dai sostituti d’imposta alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’Erario nella sua qualità di sostituto d’imposta.

Da notare, inoltre, che il beneficio economico deve essere “rapportato al periodo di lavoro nell’anno”. Quindi, sarà riconosciuto per “intero” (960 euro) a chi ha lavorato tutto l’anno, mentre per chi ha lavorato per un periodo inferiore ai 12 mesi il bonus sarà proporzionato a tale periodo.

Bonus 80 euro in busta paga: come viene erogato

L’erogazione del bonus è automatico e viene concesso direttamente dal sostituto d’imposta. Il credito anticipato in busta paga dal datore di lavoro può essere poi recuperato dal monte ritenute fiscali, ossia mediante l’istituto della compensazione di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997. Se le ritenute fiscali non sono sufficienti a coprire il bonus, il datore di lavoro può recuperare la somma necessaria dai contributi previdenziali. Successivamente, l’INPS recupera i contributi non versati dai sostituti d’imposta alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’Erario nella sua qualità di sostituto d’imposta.

Da notare, inoltre, che il beneficio economico deve essere “rapportato al periodo di lavoro nell’anno”. Quindi, sarà riconosciuto per “intero” (960 euro) a chi ha lavorato tutto l’anno, mentre per chi ha lavorato per un periodo inferiore ai 12 mesi il bonus sarà proporzionato a tale periodo.

Quindi, per chi lavora tutto l’anno e percepisce un reddito che va da 8.174 euro a 24.600 euro, il bonus verrà erogato nella misura piena (960 euro), calcolati su base annuale. Quindi, considerato che il calco avviene rapportando l’importo della misura piena (960 euro) ai giorni dell’anno (365) per il numero di giorni di detrazione per lavoro dipendente del mese, avremo la seguente situazione:

  • 81,53 euro nei mesi dell’anno di 31 giorni (gennaio, marzo, maggio, luglio, agosto, ottobre e dicembre);
  • 78,90 euro nei mesi dell’anno di 30 giorni (aprile, giugno, settembre, novembre)
  • 73,64 euro nel mese di febbraio che è di 28 giorni.

Diritto al bonus Renzi 2019: verifiche e controlli

Ai fini dell’erogazione del beneficio, tuttavia, è necessario il verificarsi di due condizioni fondamentali:

  1. il reddito complessivo del lavoratore non deve essere superiore ad euro 26.600;
  2. l’IRPEF lorda dovuta dal lavoratore (sul reddito da lavoro dipendente ed assimilati) deve essere superiore alle detrazioni d’imposta per lavoro spettanti. In altre parole, le detrazioni da lavoro devono trovare capienza nell’IRPEF lorda dovuta sul reddito da lavoro dipendente e assimilati (la Circolare n. 8/E/2014 ha chiarito che rilevano solo le detrazioni da lavoro e non gli altri tipi di detrazione, come ad esempio, quelle per carichi di famiglia previste dall’art. 12 TUIR).

Bonus Renzi 2019: come fare la rinuncia 

Chi ritiene di non avere diritto al bonus 80 euro, poiché a conguaglio risulta incapiente o supera la soglia reddituale massima di 26.600 euro, può farlo presente compilando un apposito modulo da presentare al proprio datore di lavoro.

Nell’oggetto del modulo bisogna indicare “Rinuncia al Bonus Fiscale Anno 2019” e deve contenere:

  • i dati anagrafici;
  • i rapporti di lavoro intrattenuti, con i rispettivi redditi;
  • la qualifica professionale del soggetto rinunciatario.

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