Home PrimoPiano Carta docente, il bonus va speso entro il 31 dicembre: come fare

Carta docente, il bonus va speso entro il 31 dicembre: come fare

Chiara Arroi
bonus carta docente

Il bonus erogato con la carta docente a tutti gli insegnanti della scuola pubblica deve essere speso entro 2 anni. Va da sé quindi che quello relativo al 2016/17 deve essere spento entro il 31 dicembre 2018, senza alcuna possibilità di proroga. La somma ammonta a 500 euro, meglio non lasciarsela scappare quindi. Nella pagina web dedicata, il Ministero dell’istruzione ha ricordato che le somme residue dell’anno scolastico 2016/17 vanno spese entro questa improrogabile data.

Nell’Avviso, si sottolinea che dal 1° gennaio 2019 la somma presente nello “storico portafoglio” non potrà superare 1000 euro.

Questo il contenuto dell’avviso in primo piano sul portale Miur:

“Il 31 dicembre 2018 è il termine ultimo per utilizzare gli importi relativi all’anno scolastico 2016/2017 (articolo 6, comma 3 – sexies del DL n. 91/2018 convertito con modificazioni in L. n. 21 settembre 2018, n. 108.). Dal 1° gennaio 2019 il valore del portafoglio non potrà essere superiore a 1000 euro”.

Vediamo in dettaglio le regole per spendere i 500 euro messi a disposizione degli insegnanti.

Carta docente: le regole di utilizzo

Oltre a esortare tutti gli insegnanti a spendere le somme del 2016/17 entro il 31 dicembre 2018, il Miur segnala anche che ai portafogli dei docenti saranno attribuiti anche i residui relativi agli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018.

Solo per i residui riferiti all’anno scolastico 2016/2017 gli importi disponibili possono essere utilizzati dai docenti e validati dagli esercenti entro e non oltre il 31 dicembre 2018.

In pratica, nel proprio storico portafoglio si vedranno accreditati 500 euro relativi all’anno 2016/17 e 500 euro relativi all’anno 2017/18. Un totale massimo disponibile di mille euro.

Di questi però solo i 500 euro dell’anno 2016/17 dovranno essere tassativamente spesi entro il prossimo 31 dicembre.

Carta docente: chi ha diritto al bonus

La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all’art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all’estero, delle scuole militari.

Il Miur sottolinea che tutti gli insegnanti della scuola pubblica in possesso di una utenza SPID possono accedere al bonus dei 500 euro previsti per l’anno scolastico 2017-2018 e, a seguito degli adeguamenti informatici, sono a disposizione anche le somme non spese e/o gli importi dei buoni non validati relativi all’anno scolastico 2016/17.

Ciascun insegnante può consultare la composizione del proprio borsellino elettronico attraverso la specifica funzione di “storico portafoglio”.

Carta docente: a quanto ammonta il bonus

La somma presente nella carta è di 500 euro per ciascun anno scolastico.

Carta docente: come utilizzare il bonus

Con i 500 euro del bonus Carta docente si possono acquistare:

  • bri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
  • hardware e software;
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015(Buona Scuola).

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