pensioni 2019

Il Governo da mesi ha iniziato a dipingere il quadro delle Pensioni 2019, per chi, stanco e provato dalle fatiche di anni di lavoro, si avvicina ai requisiti per la tanto agognata pensione. Che sia anticipata o secondo le normali tempistiche, l’uscita da lavoro nel nuovo anno seguirà canali standard e nuove modalità, introdotte (a breve ufficializzate) dal nuovo Governo targata Lega-5 stelle.

Vediamo in dettaglio in merito tutte le strade che i lavoratori italiani hanno per chiudere dietro di sé la porta di aziende, uffici, cantieri e inaugurare la loro nuova vita di pensionati.

Intanto l’Inps ha annunciato che entro l’anno spedirà circa 1 milione di buste arancioni agli italiani, estendendo il servizio online “La mia pensione futura” a una prima platea di 500 mila dipendenti pubblici.

Tutte le novità sulle Pensioni 

Diciamo innanzitutto che accanto alle modalità standard previste dal sistema previdenziale italiano, è in arrivo una rivoluzione sulla Pensione anticipata, che introdurrà (parallelamente all’approvazione della Legge di bilancio 2019) con apposito decreto la tanto attesa quota 100. Solo questa misura consentirà di allargare la platea dei futuri pensionati 2019: circa 400 mila lavoratori infatti potranno accedere a questa nuova forma di pensionamento anticipato.

Detto ciò, vediamo quindi in tema di Pensioni 2019: tutte le strade per l’uscita da lavoro nel nuovo anno.

Pensioni 2019: pensione di vecchiaia

Chi ha raggiunto tutti i requisiti richiesti dal sistema previdenziale, secondo l’attuale normativa, può andarsene in pensione utilizzando la normale strada della pensione di vecchiaia. A partire dal 1° gennaio 2019 si potrà accedere alla pensione di vecchiaia con 67 anni di età (5 mesi in più rispetto al 2018) e almeno 20 anni di contributi versati.

Chi ha questi requisiti quindi può già prepararsi per fare domanda. Si tratta di una prestazione economica erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata.

Scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, oppure, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i requisiti di anzianità assicurativa e contributiva, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti tali requisiti.

Pensioni 2019: pensione anticipata per raggiungimento contributi

Chi ha raggiunto tutti i requisiti contributivi richiesti, può invece andarsene in pensione anticipatamente rispetto ai requisiti di età richiesti dalla pensione di vecchiaia. Quindi anche se non ha ancora raggiunto i 67 anni.

Nel 2019 queste dovrebbero essere le soglie contributive da rispettare, che consentiranno ai lavoratori di salutare capi e colleghi e cominciare a godersi la vita:

  • Per gli uomini 43 anni e 3 mesi di contributi (rispetto agli attuali 42 anni e 10 mesi);
  • Per le donne 42 anni e 3 mesi di contributi (rispetto agli attuali 41 anni e 10 mesi)

C’è anche la possibilità però, con i provvedimenti allo studio del Governo che a gennaio resteranno i 42 anni e 10 mesi (41 e 10 per le donne) e chi maturerà il requisito avrà la decorrenza della pensione solo tre mesi dopo. L’adeguamento alla speranza di vita, per questo canale di uscita, dovrebbe tornare nel 2023.

Pensioni 2019: opzione donna

Ecco una misura pensionistica a favore delle donne lavoratrici, di cui si attende la definitiva proroga, che probabilmente avverrà nel 2019 e fino al 2021. Se sarà così, con Opzione donna potranno uscire da lavoro le lavoratrici dipendenti con 58 anni di età e 35 di contributi e le lavoratrici autonome con 58 anni. Queste potranno avere una pensione ricalcolata con il solo criterio contributivo e decorrenza posticipata di 12 mesi (18 per le autonome).

Pensioni 2019: Ape social

Anche qui, ancora in forse, ma con molta probabilità potrebbe essere prorogata per il 2019 l’Ape social: un’indennità a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in determinate condizioni di svantaggio previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

Come anticipato, lo strumento è riservato esclusivamente ai lavoratori che versano in condizione di difficoltà, ed in particolare a quattro profili di tutela:

  • disoccupati;
  • invalidi(superiore o uguale al 74%);
  • caregivers (soggetti che assistono parenti disabili da almeno sei mesi. Sono inclusi il coniuge o un parente di primo grado, parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti);
  • addetti a mansioni cd. gravose(contenuti nel Decreto 18 aprile 2018).

Pensioni 2019: lavori gravosi

Niente adeguamento alla speranza di vita per i dipendenti che svolgono lavori gravosi. Cosa significa? Significa che per loro non scatterà l’aumento a 67 anni di età il limite per accedere alla pensione di vecchiaia, ma resterà 66 anni e 7 mesi di età (oppure 41 anni e dieci mesi per le donne; 42 anni e 10 mesi per gli uomini).

Le domande vanno presentate online all’Inps, compilando un apposito modello, allegando la dichiarazione del datore di lavoro attestante i periodi di svolgimento delle professioni di cui all’allegato B del decreto ministeriale di cui all’articolo 1, comma 153, legge 205/2017, resi alle proprie dipendenze, il contratto collettivo applicato, il livello di inquadramento attribuito, le mansioni svolte, nonché il relativo codice professionale Istat, ove previsto. Per questa categoria si è in attesa della circolare dell’Inps con le istruzioni applicative.

Pensioni 2019: lavoratori precoci

I lavoratori precoci possono accedere alla quota 41+5 mesi di contributi, a prescindere dalla età anagrafica, a patto che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi effettivi, anche non continuativi. L’assegno spettante alle pensioni quota 41 viene calcolato con il sistema misto.

Pensioni 2019: la Quota 100

La vera rivoluzione pensionistica del Governo Conte sarà questa, Quota 100: la possibilità di andare in pensione al raggiungimento (salvo sorprese dell’ultima ora) di una soglia minima di 62 anni di età e 38 anni di contributi. Tenendo i 38 anni di contributi sempre obbligatori.

Pensione 2019: cumulo contributi

Questa è un’opportunità di pensionamento per chi ha carriere frammentate in più gestioni: la possibilità del cumulo gratuito di contributi previdenziali versati in più gestioni, che permetterà di andare prima in pensione e a costo zero. Anche coloro che hanno versato contributi alle casse dei professionisti sono inclusi nella possibilità di cumulo gratuito. Il cumulo permette di ottenere un assegno unitario, consentendo anche la conservazione delle regole di calcolo proprie di ciascuna gestione pensionistica.

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1 COMMENTO

  1. Sono una partita iva,in GENNAIO 2017 ho avuto un grave incidente sul lavoro che ha mi ha comportato un grave trauma cranico ed un mese di coma con perdita di memoria ,ho cercato di riprendere a lavorare ma questo a tutto oggi non mi è possibile perciò al momento sono disoccupato,Io sono nato il 29/04/1953 ed ho 44 anni di contributi versati.Che devo fare per sopravvivere in attesa della pensione?

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