A due giorni dal parere finale della Commissione europea sull’intero impianto della Manovra 2019, che potrebbe anche portare subito all’apertura della procedura di infrazione verso l’Italia, torna anche il titolare dell’Inps (ancora per poco?) Tito Boeri, a tuonare e lanciare l’allarme sulla riforma delle Pensioni targata Governo Lega-5stelle. E lo fa a tutto spiano, denunciando anche gli attacchi subiti dal Governo.

I conti non tornano, secondo Boeri, che in un’intervista al Corriere della sera ha messo in discussione ancora una volta l’introduzione della Quota 100 e la tenuta dei conti a causa degli elevati costi che questa porterebbe, non solo nel primo anno, ma anche e soprattutto negli anni successivi.

Il presidente Inps ha affermato: “L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto”, dichiarandosi preoccupato dalla “delegittimazione sistematica di organi indipendenti, autorità di controllo, regolatori o pareri tecnici”.

Tutte le novità su Quota 100

Pensioni e quota 100, Boeri: non ci sono coperture

Nel corso dell’intervista Boeri ha denunciato la mancanza di coperture: “Il governo ci ha chiesto delle simulazioni e ne abbiamo fatte tantissime. Tutte implicano per forza che ci sia un forte incremento della spesa nei primi anni: all’inizio c’è un grande gruppo di persone che entra a carico del sistema pensionistico e ogni anno se ne aggiungono altre che maturano i requisiti, dunque la spesa non può che aumentare”, spiega Boeri, che poi aggiunge: “L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto. Ma quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi. A questo punto non vorrei si arrivasse a soluzioni incompatibili con le risorse accantonate.

Pensioni e Quota 100, Boeri: dal Governo solo attacchi

“Noi all’Inps per primi ci troveremmo in una posizione difficile”, tanto che il presidente Boeri ha avvisato: “Non vogliamo fare da parafulmine per reazioni a promesse non mantenute. I nostri dipendenti negli uffici territoriali subiscono quotidianamente aggressioni al punto che, Salvini lo sa bene, abbiamo dovuto chiedere di rafforzare la sorveglianza davanti alle sedi”.

In parole povere, il Governo ha chiesto all’Inps di effettuare diverse simulazioni sul futuro sistema previdenziale con l’inclusione di Quota 100, ma tutte le risposte che l’Inps ha dato non sono piaciute ai falchi del governo Conte, che se ne sono infischiati, hanno sferrato attacchi e proceduto a tirare fuori cifre ben lontane da quanto ha sempre dichiarato Inps.

Insomma un Boeri a tutto campo sui rapporti con il Governo, raffreddatisi in maniera forse ormai inconciliabili, dopo i diversi attacchi che il presidente Inps ha sferrato all’impianto pensionistico messo a punto dai Legastellati: affermando come Quota 100 farà crescere il debito a scapito delle generazioni future, oltre a come chi la sceglierà nel 2019 se ne andrà in pensione con assegni largamente ridotti. 

Pensioni e Quota 100, Boeri: non serve creare finestre

Alla domanda se non sia pensare a delle finestre per ovviare al problema costi, Boeri ha risposto seccamente: “Sarebbe un modo di ritardare la pensione senza dirlo e può generare risparmi il primo anno ma non il secondo, quando l’effetto di contenimento viene meno. Insomma in tutti gli scenari con 62 anni di vecchiaia e 38 di anzianità contributiva viene fuori una crescita della spesa nel tempo. L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto. Ma quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi. A questo punto non vorrei si arrivasse a soluzioni incompatibili con le risorse accantonate. Noi all’Inps per primi ci troveremmo in una posizione difficile”.

Pensioni, Di Maio risponde a Boeri: “basta inutili allarmismi, Quota 100 si farà”

“Eviterei allarmismi inutili. Quota 100 si farà”. Ha risposto così il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio sull’allarme sulle pensioni lanciato dal presidente Boeri. “Il prossimo anno andranno in pensione 620 mila persone, erano previste 200 mila uscite, ma con ‘quota 100’, che si farà, sono previsti tutti questi pensionamenti. Tante aziende ci stanno chiamando e ci stanno dicendo: ‘noi mandiamo in pensione le persone, ma assumiamo anche’, quindi serve personale e anche la pubblica amministrazione farà 30mila assunzioni nel 2019”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome