reddito inclusione

È un’importante misura di sostegno e inclusione sociale per le famiglie con basso reddito: il reddito di inclusione è tutt’ora in vigore e permette a chi vive sotto la soglia di povertà di ricevere un contributo economico e, al tempo stesso, di entrare a far parte di un progetto di reinserimento socio-lavorativo della persona assistita dallo Stato. Si può dire che si tratta della misura embrionale (o se vogliamo molto simile) dell’atteso e discusso Reddito di cittadinanza 2019.

Secondo dati Inps, nel primo semestre del 2018 il Rei è stato percepito da 267 mila nuclei familiari, raggiungendo in totale 841 mila persone. Se a questa cifra si sommano i trattamenti Sia (che il Rei ha sostituito) erogati a ulteriori 44 mila nuclei familiari che non si sono ancora trasformati in Rei, risulta che nel primo semestre 2018 sono stati raggiunti dalle misure contro la povertà circa 311 mila nuclei, con il coinvolgimento di oltre un milione di persone.

L’entrata in vigore della bandiera pentastellata (reddito di cittadinanza) è però tutt’altro che semplice e immediata da realizzare. Lo stesso sottosegretario all’economia Giancarlo Giorgetti ha affermato poco tempo fa che la prestazione è molto complicata da attuare.

Quello che si sa, dagli attuali annunci di Governo, è che il Reddito di cittadinanza dovrebbe entrare in vigore da marzo 2019 e sostituirà il Reddito di inclusione. Viene allora spontanea la domanda: e nel frattempo? Quale misura coprirà il buco che si crea aspettando il nuovo sostegno al reddito Legastellato? Cosa succederà in quei 3 mesi al Reddito di inclusione?

È l’ultima bozza della Legge di bilancio, assegnata negli scorsi giorni alla V Commissione delle Camere, a rispondere a questa domanda, garantendo una sorta di staffetta tra le due misure: in pratica il Reddito di inclusione sarà prorogato e resterà attivo fino a quando non si avrà la certezza che il Reddito di cittadinanza non sarà entrato in vigore.

Le novità sulla Legge di bilancio 2019

Reddito di inclusione: cos’è e come funziona

Come anticipato a inizio articolo, il Reddito di Inclusione (REI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà. Il REI prevede due step di attuazione:

  • un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI);
  • e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.

Soddisfatto il requisito per il beneficio economico, il progetto viene predisposto con il supporto dei servizi sociali del Comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali (ad esempio Centri per l’Impiego, ASL, scuole, ecc.), nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit.

Il beneficio è concesso a decorrere dal 1° gennaio 2018, per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali non può essere rinnovato se non sono trascorsi almeno sei mesi.

Reddito di inclusione: a chi spetta

Per diventare beneficiari del Rei si deve dimostrare di essere in possesso di specifici requisiti:

  • Isee fino a 6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente;
  • Isre non supera i 3mila euro;
  • patrimonio immobiliare non superiore a 20mila euro al netto dell’abitazione principale;
  • patrimonio mobiliare massimo di 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;

L’importo del Reddito di inclusione varia in base al numero dei componenti della famiglia e al reddito: dai 187,50 per i monocomponenti fino ai 539,82 euro.

Leggi anche “Reddito di inclusione: nuovo modello di domanda”

Reddito di inclusione: sostituito dal Reddito di cittadinanza

Abbiamo elencato i principali requisiti e le modalità che consentono ai cittadini italiani più bisognosi di accedere al Reddito di inclusione. Prestazione che però da marzo 2019 sarà sostituita dal tanto atteso Reddito di cittadinanza, che dovrà coinvolgere fino a 9 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà: il cui reddito si attesta al di sotto della soglia di 780 euro.

Cambiano le condizioni, i requisiti e le somme di cui si beneficerà. Anche se in breve si può dire che questa misura futura garantirà a tutti i cittadini che non arrivano a questa soglia Istat di raggiungerla, con integrazioni economiche fino al raggiungimento dei 780 euro.

Leggi anche “Reddito di cittadinanza: quando parte e come funziona”

Reddito di inclusione: prorogato anche nel 2019

Dal momento che il Reddito di cittadinanza entrerà (presumibilmente e salvo intoppi) in vigore a marzo 2019, che succede prima? Succede che il Reddito di inclusione, come anticipato a inizio articolo, sarà prorogato fino all’ingresso nel sistema previdenziale italiano della nuova misura di sostegno al reddito. Questo grazie all’inserimento nella Legge di bilancio di una disposizione transitoria che ne assicura la proroga.

In breve quindi, nel 2019 il Rei continuerà a essere riconosciuto a chi ne ha diritto, almeno fino al momento in cui non partirà il Reddito di cittadinanza, con i nuovi requisiti e le nuove soglie.

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