bonus bebè 2019

Il Bonus bebè 2019 rischia di saltare e non essere rinnovato per il prossimo. Almeno così pare, perché lultima bozza della Legge di bilancio atterrata sui tavoli della V commissione della Camera, non ne fa menzione. Ciò significa che il rinnovo non c’è e che chi vorrà diventare genitore nel 2019 non potrà usufruirne.

Almeno finché il Governo non correrà ai ripari inserendo un emendamento che ne proroghi la misura. Questa è l’intenzione, stando alle parole del ministro per la Famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana, con le quali ha annunciato che la misura sarà inserita nel testo della Legge.

Bonus bebè, il ministro Fontana: “presto un emendamento”

“La misura ha richiesto una più attenta verifica sulla sua operatività ed efficacia, all’esito della quale si è deciso di presentare alla Camera un emendamento governativo che miri a tenere conto e, a superare, talune inefficienze che erano emerse nella precedente versione”, ha affermato il ministro.

Ecco quindi che il Giallo del Bonus Bebè potrebbe essere presto risolto. Ma si deve appunto fare presto, perché c’è tempo solo fino a giovedì 15 novembre per proporre emendamenti al testo di bilancio 2019.

Resta quindi da capire se il Governo rispetterà questo termine, inserendo la misura del Bonus bebè nel provvedimento che dovrà essere poi discusso e approvato entro il 31 dicembre 2018 e, soprattutto, con quali modalità verrà introdotto: come darà rifinanziato, quali requisiti verranno introdotti.

Vediamo quindi come funziona oggi il Bonus Bebè e cosa prevede, per capire anche a cosa darà diritto, qualora venisse prorogato con le stesse modalità del Bonus per la famiglia 2018.

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Bonus bebè: cos’è

Il bonus bebè è una misura introdotta inizialmente nella Legge di Bilancio 2015 e prevedeva un bonus per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017: un assegno di importo annuo pari a 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. Si tratta di una misura temporanea destinata a sostegno della natalità corrisposta alle famiglie in situazione di maggior disagio sociale. Inizialmente durava per i tre anni di vita del bambino, scesi poi a un anno con il rinnovo nella Legge di bilancio 2018.

Bonus bebè: come funziona

L’assegno erogato a sostegno della famiglia, come anticipato, è destinato alle famiglie con ISEE non superiore a 25.000 euro, è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare, a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo.

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Bonus bebè: quanto spetta

La misura dell’assegno dipende dall’ ISEE minorenni del minore per il quale si richiede l’assegno:

  • con ISEE minorenni inferiore ai 7.000 euro la misura è di 1.920 euro;
  • con ISEE minorenni compreso tra 7.000 euro e 25.000 euro annui la misura è di 960 euro.

Il pagamento mensile dell’assegno è effettuato dall’INPS direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN intestati al richiedente.

Questo è quanto previsto dall’attuale misura, che scadrà a fine 2018, in attesa di capire come e se sarà davvero rinnovata, come detto dal ministro Fontana.

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