È una delle leggi bandiera del vicepremier leghista Matteo Salvini e ha ottenuto, tra mille polemiche e dissidenti della maggioranza che non hanno partecipato al voto, la fiducia del Senato, quindi il via libera con 163 voti favorevoli, 50 contrari e ben 19 astenuti: ora il testo del Decreto sicurezza e immigrazione n. 113/2018 deve effettuare il passaggio alla Camera dei deputati per il voto.

“Sono felice. Mi ero impegnato ad approvare questo decreto che porta più sicurezza nelle nostre città, che mette un argine all’immigrazione fuori controllo e rispedisce a casa furbetti e delinquenti. Ci siamo. C’è un decreto sicurezza e immigrazione che sarà un passo in avanti. C’è una maggioranza forte, stabile, coesa di cui vado orgoglioso”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista al Giornale Radio (Rai Radio1) questa mattina nell’edizione delle 8:00.

I tre parlamentari “dissidenti” del M5s, Gregorio De Falco, Paola Nugnes e Elena Fattori, confermano la loro contrarietà al provvedimento. Nei loro interventi affermano che, pur continuando a sostenere il governo, tuttavia non parteciperanno al voto perché in profondo disaccordo sui contenuti del decreto, considerato all’opposto rispetto alle politiche dei cinquestelle.

Ma cosa contiene davvero il discusso provvedimento? Diciamo innanzitutto che non si parla solo di immigrazione (anche se le norme contenute cambiano non poco l’attuale politica di accoglienza). All’interno di parla anche di elemosina, accattonaggio e sicurezza pubblica con utilizzo Taser, oltre che beni confiscati alla criminalità organizzata, sgomberi e daspo.

Sono 40 gli articoli del decreto che approderà ora alla Camera. Il testo, chiamato Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, indica le priorità d’intervento dell’esecutivo e del responsabile del Viminale, Matteo Salvini.

Vediamo di seguito le principali misure contenute nel Decreto sicurezza licenziato da Palazzo Madama.

Decreto sicurezza: stop al permesso di soggiorno umanitario

Una delle novità più importanti cconsiste nell’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari (articolo 1), che finora poteva essere concesso dal Questore per “seri motivi” o quando la competente commissione territoriale respinga la domanda di protezione internazionale ma confermi comunque la sussistenza di “gravi motivi di carattere umanitario”.

Decreto sicurezza: nuovi permessi di soggiorno

La protezione umanitari si baserà quindi su permessi specifici ed eccezionali. Si elimina “l’attuale esercizio discrezionale nella concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e si introduce una tipizzazione dei casi di tutela complementare, con precisi requisiti per i soggetti interessati”.

  • “protezione speciale” (1 anno, rinnovabile);
  • “per calamità” (6 mesi, rinnovabile);
  • “per cure mediche” (1 anno, rinnovabile);
  • “per atti di particolare valore civile”
  • “per casi speciali” (nelle altre ipotesi in cui fino ad oggi era rilasciato un permesso per motivi umanitari).

Decreto sicurezza: i casi di revoca protezione

Per i richiedenti asilo che compiono gravi reati è prevista la sospensione dell’esame della domanda di protezione ed è possibile l’obbligo di lasciare il territorio nazionale. In caso di condanna in primo grado è previsto che il questore ne dia tempestiva comunicazione alla Commissione territoriale competente, “che provvede nell’immediatezza all’audizione dell’interessato e adotta contestuale decisione”.

L’articolo 8 dispone la revoca della protezione umanitaria ai profughi che rientrano nel paese di origine – e da erano fuggiti per paura di essere perseguitati – una volta presentata richiesta di asilo. In pratica si mette in dubbio che si avesse effettiva necessità di protezione, se poi si rientra in patria.

Decreto sicurezza: superamento accoglienza Sprar

L’articolo 12 del Decreto dispone poi un netto taglio all’accoglienza secondo il sistema Sprar di protezione richiedenti asilo e rifugiati. D’ora in poi la logica Sprar sarà appannaggio solo di chi beneficia della protezione internazionale e dei minori non accompagnati.

I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati: i Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo).

Decreto sicurezza: lingua italiana obbligatoria per la cittadinanza

Chi vuole diventare per legge cittadino italiano deve conoscere l’Italiano. In pratica un emendamento del Governo subordina l’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio e per concessione di legge alla dimostrazione di conoscenza della lingua italiana, a un livello minimo 81 (b1).

Decreto sicurezza: niente patrocinio gratuito per ricorsi inammissibili

Niente patrocinio gratuito per i migranti il cui ricorso venga dichiarato dal Tribunale inammissibile o improcedibile. In questi le spese per la difesa legale della persona non dovranno più essere sostenute dallo Stato italiano.

Decreto sicurezza: Taser per la Polizia locale

Nuove armi in mano alla Polizia locale. In particolare la pistola elettronica Taser, la cui sperimentazione è già iniziata in alcune città italiane. L’articolo 19 rende possibile per sei mesi la “sperimentazione di armi ad impulsi elettrici”, da parte di due agenti appartenenti alla Polizia municipale degli Enti locali con più di 100mila abitanti.

Decreto sicurezza: Daspo urbano esteso

Giro di vite sul noleggio di tir e furgoni, utilizzati in passato in altri attentati all’estero. Inoltre, viene introdotta la misura del Daspo per i sospettati di terrorismo: creato per vietare gli ingressi agli eventi sportivi, sarà esteso a chi è sospettato di preparare un attentato o di fiancheggiare un’organizzazione terroristica. Lo stesso provvedimento diventa anche urbano, cioè riguarda la diffida al avvicinarsi a ospedali, scuole, aree dove si svolgano mercati o fiere per tutti gli indiziati di terrorismo.

Decreto sicurezza: braccialetto elettronico per stalking e maltrattamento

Il Decreto prevede anche altre novità su crimini e reati. In primo luogo il cosiddetto braccialetto elettronico potrebbe essere introdotto per reati quali stalking e maltrattamenti. L’articolo 16 inserisce i maltrattamenti in famiglia e lo stalking nel novero dei reati per i quali può essere applicato l’allontanamento dalla casa familiare, con il controllo effettuato mediante braccialetto elettronico.

Decreto sicurezza: blocco stradale e sgomberi

Il reato di blocco stradale è stato re-introdotto. Fino a oggi veniva sanzionato al pari di un illecito amministrativo. Con il Decreto sicurezza a regime sarà invece punibile con una pena da 1 a 6 anni.  

Si introducono inoltre pene più severe per chi occupa abusivamente immobili e proprietà private. Viene sanzionato con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 103 a 1.032 euro chi “invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto”. Contro chi promuove o organizza occupazioni gli inquirenti potranno anche fare ricorso alle intercettazioni telefoniche.

In tema di occupazioni, si prevede un vero e proprio piano nazionale con cui vengono stabilite le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazione. Entro 60 giorni poi dovranno essere definiti dei piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, anche mediante l’impiego della Forza Pubblica.

Decreto sicurezza: beni confiscati alla mafia venduti ai privati

Il Decreto sicurezza chiude con l’obbligo di vendere i beni confiscati solo a enti pubblici, alle associazioni di categoria e alle fondazioni bancarie, e apre alla vendita ai privati. In pratica i beni requisiti ai mafiosi verranno venduti a chi fa la migliore offerta, trattasi di ente pubblico o persona privata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


1 COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome