Salutata dal Governo come la Manovra del popolo e della crescita, la Legge di bilancio 2019 (firmata da Mattarella e in arrivo in Aula alla Camera tra il 29 e 30 novembre), oltre alle misure previste in tema di Regime forfetario, reddito di cittadinanza, quota 100, bonus assunzioni, taglio vitalizi, blocco aumenti Iva, ecc, contiene anche alcune novità, non proprio buone, in tema di Imu e sigarette, o meglio tasse locali. Si parla nello specifico di aumenti.

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Manovra, Sigarette: aumenti dal 2019

La prima stangata sarà quella sulle sigarette, sigari, tabacco trinciato, perché dal 2019 sono previsti aumenti della tassazione per 108 milioni di euro. In più  altri 22,5 milioni per il tabacco trinciato, circa 1,8 milioni per i sigari, per un totale di 132,6 milioni.

Significa che, come si legge nella relazione tecnica che accompagna la manovra, «l’incremento della fiscalità potrebbe essere recuperato dai produttori con un aumento dei prezzi di vendita di circa 10 centesimi a pacchetto, per tutte le fasce di prezzo».

Insomma, comprare un pacchetto di sigarette da 20, dal nuovo anno costerà 10 centesimi in più a ogni cittadino fumatore.

Manovra, slot e videolottery: aumenti dal 2019

Dal prossimo anno scatta anche un nuovo aumento della tassazione sui giochi di Monopolio, da sempre nel mirino del Movimento 5 stelle. Ci sarà un prelievo fiscale più alto sulle vincite. Nello specifico:

  • Un aumento delle imposte sulle vincite alle slot machine del 19,75 per cento;
  • Un aumento delle imposte sulle videolotteries del 6,75 per cento.

Questi aumenti porteranno tra i 239 e i 250 milioni di euro in più nelle casse dello Stato.

Imu e tasse locali: possibili aumenti dal 2019

Accanto a misure che aiutano il cittadino ce ne sono altre che potrebbero stangarlo, in particolare sul fronte dei tributi locali con cui si ha a che fare ogni anno. dal prossimo anno l’Imu e altre tasse locali potrebbero inevitabilmente aumentare, come ha denunciato il Presidente della commissione bilancio Francesco Boccia. Questo perché la Legge di bilancio 2019 rimuove il blocco agli aumenti introdotto nel 2016.

In pratica Regioni e Comuni potranno aumentare le aliquote di tassazione fino ai livelli massimi. Ovvero fino:

  • al 3,3 per cento per l’addizionale Irpef regionale,
  • allo 0,8 per cento per quella comunale (con l’eccezione di Roma che è già allo 0,9%),
  • allo 10,6 per mille per Tasi e Imu per seconde case.

Ad oggi 6.782 Comuni potrebbero rivedere al rialzo le addizionali perché non hanno ancora raggiunto il tetto massimo, mentre altri 6.516 possono rialzare l’Imu.

Manovra, stangata su banche e assicurazioni dal 2019

La stretta su banche e assicurazioni consentirà allo stato di risparmiare, nel 2019, oltre 4,2 miliardi. La relazione tecnica allegata alla manovra conferma le previsioni già indicate dal governo nel Draft Budgetary Plan (Dbp). L’aumento degli acconti per le assicurazioni, che nel 2019 passa dal 59% all’85% assicurerà 832 milioni mentre dal comparto del credito provengono invece oltre 3 miliardi. La rimodulazione delle Dta, cioè il differimento delle deduzioni sulla svalutazione dei crediti, porta a un recupero di gettito di 950 milioni.

Iva (imposta sul valore aggiunto: nessun aumento nel 2019

Come è stato già ribadito dal Governo, l’Iva non aumenterà il prossimo anno. Questo perché la Manovra 2019 contiene la sterilizzazione e il blocco dell’aumento. Ma solo nel 2019. L’Imposta sul valore aggiunto tornerà a crescere a partire dal 2020 e 2021, salendo:

  • All’11,5 per cento a partire dal 2020 (per quanto riguarda quella al 10 per cento);
  • Al 24,1 per cento dal 2020 e al 24,5 dal 2021 (per quanto riguarda quella ordinaria).

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