Si profilano tempi duri per chi ha sposato la filosofia da furbetto del cartellino: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Decreto Concretezza annunciato il mese scorso da Giulia Bongiorno, ministra per la Pubblica amministrazione, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il provvedimento che prevede interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, collegato alla legge di bilancio 2019, è stato quindi approvato in via definitiva e promette tempi duri per i furbetti del cartellino, oltre che nuove assunzioni nella Pa.

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Il provvedimento licenziato contiene “interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo” ed è nato, come spiegato dalla ministra “dall’esigenza di dare una effettiva semplificazione alla Pa, in un’epoca di trasformazione digitale. L’idea è quella di lavorare sulle procedure concrete per rendere più efficiente la pubblica amministrazione”.

E non a caso, le parole d’ordine di questo Decreto sono: impronte digitali contro i furbetti del cartellino e sblocco del turn over, per dare vita al ricambio generazionale che dovrà portare a nuove assunzioni nelle amministrazioni pubbliche.

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Vediamo quindi le principali novità introdotte dal Decreto.

Decreto concretezza: impronte digitali per gli statali

“Abbiamo approvato la rilevazione biometrica delle presenze, non è punitivo, ma tutela i dipendenti che lavorano, quelli che non sono fannulloni», ha spiegato Bongiorno mentre presentava l’introduzione in Italia delle impronte digitali per identificare chi entra nel luogo di lavoro. Una misura che darà le ore contate ad assenteisti e furbetti, abituati a strani giochi con il timbro del proprio badge o quello dei colleghi. Via libera quindi a sistemi di rilevazione biometrica e videosorveglianza per monitorare l’ingresso a lavoro e il rispetto degli orari.

Decreto concretezza: in arrivo nuove assunzioni

Altro pilastro del provvedimento è proprio lo sblocco del turn over, che dovrà portare negli uffici della pubblica amministrazione nuova linfa vitale e nuovi assunti. “ Non un’infornata”,, ma “un bel ricambio generazionale di qualità con giovani che abbiano le professionalità mancanti. Da quelle a sostegno della digitalizzazione, al personale della giustizia (cancellieri e assistenti giudiziari). Dagli specialisti nell’utilizzo dei fondi europei agli ingegneri esperti in controllo di gestione, al personale tecnico”.

Si aprono le porte quindi al turnover con assunzioni di personale a tempo indeterminato, a partire dal 2019, nel limite del 100% della spesa relativa al personale di ruolo uscito nell’anno precedente. In pratica, non ci sarà un limite in termini di ‘teste’ ma di spesa e questo dovrebbe consentire di assumere, a fronte di uscite di personale anziano in genere più costoso di quello che entra, un numero più alto di giovani.

Bongiorno aveva già sottolineato: “l’anno scorso c’è stato il blocco del 25% del turn-over. Noi lo togliamo e prevediamo procedure semplificate. Una sorta di liberalizzazione delle assunzioni”. Da subito verrà dato il via libera all’80% delle assunzioni previste, considerando i pensionamenti. Ci saranno assunzioni “tramite apposite procedure concorsuali indette in deroga alla normativa vigente in materia di mobilità e senza la necessità della preventiva autorizzazione”. Con il maxi concorso previsto le 450.000 assunzioni previste per il prossimo triennio, potranno essere anticipate al 2019.

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Decreto concretezza: la black list dirigenziale

Chi non si adegua e non rispetta le misure annunciate dovrà scontrarsi con la responsabilità dirigenziale e disciplinare dei dirigenti.

Decreto concretezza: in arrivo il nucleo concretezza

Il decreto prevede quindi l’istituzione di una task force dedicata – chiamata “Nucleo concretezza” – che, collaborando con l’Ispettorato della funzione pubblica, effettuerà visite e sopralluoghi per verificare il rispetto degli obblighi di legge.

Decreto concretezza: buoni pasto

L’articolo 5 del Decreto prevede la sostituzione dei buoni pasto erogate in base alle convenzioni stipulate da Consip.

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3 COMMENTI

  1. Finalmente un po’ di equità e giustizia. Chi è un bravo cittadino sarà solo sicuro di non lavorare per gli altri. Chi si lamenta….. Sarà un bravo cittadino?

  2. Giusto contestare chi nn fa il proprio dovere ma nn siamo.macchine ma uomini.
    Perlopiù anche le sedi di lavoro andrebbero rimodernizzate..alcune volte difficili da raggiungere prive di collegamento e parcheggi..nn solo spesso gli uffici nn sono attrezzati adeguatamente quindi incerto il benessere del lavoratore..
    Giusto pensare ad un ricambio generazionale dopo aver dato dignità ai lavoratori storici trentennali del precariato..peraltro genitori di questi cari giovani..molta confusione !
    nn solo atti punitivi..che andrebbero divulgati a tutte le categorie anche a chi rappresentante al Governo e dorme stravaccato sulle poltrone rosse tanto ambite..cara ministra!

  3. Trattare come delinquenti e lavativi tutti i dipendenti pubblici per alcune pecore nere mi sembra un affronto a tanti onesti e alacri lavoratori pubblici. Cominciassero a fare la stessa cosa in parlamento cosicché si mettono tutti i cittadini allo stesso livello di giustizia.

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