Proprio mentre il Reddito di cittadinanza scalda i motori, dall’Inps arrivano i dati sul Rei, il Reddito di inclusione: nel periodo gennaio-settembre 2018 sono stati erogati benefici economici legati a 379.000 famiglie coinvolgendo più di 1 milione di persone. Lo si legge nel Monitoraggio Inps, nel quale si spiega che “la maggior parte dei benefici vengono erogati nelle regioni del sud (69%)” per il 72% delle persone coinvolte. Il 47% dei nuclei beneficiari di Rei, che rappresentano oltre il 51% delle persone coinvolte, risiedono in sole due regioni: Campania e Sicilia.

Dal 1° gennaio 2018 il REI ha sostituito un’altra misura di contrasto alla povertà, il SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva).

Come spiega l’Inps, il tasso di inclusione del Rei, ovvero il numero di persone coinvolte ogni 10.000 abitanti, risulta nel periodo considerato a livello nazionale pari a 184; raggiunge i valori più alti nelle regioni Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente pari a 540, 517, 389) ed i valori minimi in Friuli Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige (pari in entrambi i casi a 23).

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Il 10% dei nuclei percettori di ReI risulta extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione, e di questi si evidenzia un’incidenza del 30% nelle regioni del Nord.

Rei: l’importo medio mensile

L’importo medio mensile erogato è pari a 305 euro, e risulta variabile a livello territoriale, con un intervallo tra i 239 euro della Valle d’Aosta ai 336 euro per la Campania.

I dati pubblicati si riferiscono al periodo gennaio-settembre dell’anno 2018, con evidenza delle domande decorrenti dal mese di luglio 2018, e si basano sulle domande trasmesse all’Istituto dai comuni di residenza dei nuclei richiedenti; viene fornito il numero di nuclei beneficiari e il numero dei soggetti interessati per: regione di residenza, numero di componenti il nucleo familiare, presenza di minori nel nucleo, presenza di soggetti disabili nel nucleo e cittadinanza del richiedente

Rei: cos’è

Il Reddito di inclusione (ReI) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica. Dal 1° gennaio 2018 il ReI ha sostituito un’altra misura di contrasto alla povertà, il SIA (Sostegno per l’inclusione attiva). Il ReI si compone di due parti:

  • un beneficio economico, erogato mensilmente
  • un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune. Il nucleo beneficiario deve soddisfare requisiti reddituali di cittadinanza e residenza, di compatibilità e, fino al 1° luglio 2018, anche requisiti familiari: presenza di un minorenne, di una persona disabile, di una donna in gravidanza, di un disoccupato ultra 55enne. Dal 1° luglio 2018 con l’abrogazione dei requisiti familiari la misura ha assunto pieno carattere di “universalità”.

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