Non è stato un parto semplice, ma dopo intense ore di disaccordi, trattative e duelli (al velluto), il rispetto del contratto di Governo ha avuto la meglio e dal Consiglio dei ministri, nella tarda serata di ieri 15 ottobre, è nata la Manovra 2019.

Sono stati approvati sia il Decreto fiscale sia la Legge di bilancio, al cui interno sono state confermate tutte le misure abbondantemente annunciate nei mesi precedenti agli italiani. L’intesa dunque c’è stata.

All’interno della Manovra, presentata davanti ai giornalisti in conferenza stampa a Palazzo Chigi, è presente il Decreto Fiscale, con la discussa pace fiscale, salutata dai titoli di giornale come Condono, ma anche un altro Decreto a sorpresa: il Tagliascartoffie, con tutta una serie di misure pensate per sburocratizzare gli obblighi delle imprese.

Giuseppe Conte davanti ai giornalisti ha esordito orgogliosamente “il Governo ha mantenuto le promesse” e sbottando un po’ al sentore che i giornalisti definissero la pace fiscale partorita come condono.

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Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha smentito le ipotesi di dimissioni e puntato il dito sul fatto che tutto sommato il deficit al 2,4 per cento stabilito non è così eccessivo come può sembrare. Del resto questo Governo ha “ereditato un deficit al 2 per cento”.

Secondo il titolare del Tesoro: “il deficit al 2,4 per cento, non è quello in accordo con la commissione, ma non è esplosivo. Noi abbiamo ereditato un deficit al 2 per cento. Si è dunque alzato di poco. Fino ad oggi è dimostrato che di fronte a crescita bassa il debito non è mai diminuito. Di questo discuteremo con la Commissione europea. Poi si vedrà. Anche perché non è eccesso di deficit. L’idea che si voglia far saltare l’Europa è del tutto infondata. Ha dunque lasciato intendere che un dialogo con l’Europa è possibile.

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Ecco tutte le misure approvate nella Manovra 2019, che sarà ora inviata all’Europa e nel frattempo alle Camere, per l’esame a l’approvazione finale entro il 31 dicembre 2018.

Manovra, c’è il via libera: Quota 100 da febbraio 2019

Lega e 5stelle hanno rivendicato il successo con l’accorso sullo smantellamento della Fornero, che richiederà tempo, come affermato da Matteo Salvini ai giornalisti. Nel frattempo da febbraio 2019 parte l’anticipo pensionistico con Quota 100.

“Abbiamo stanziato 7 miliardi solo nel 2019 (e altri per gli anni a venire) da destinare a Quota 100, con l’obiettivo di un azzeramento della Legge Fornero e la possibilità di andare in pensione per tutti con 41 anni di contributi. Quest’anno con 7 miliardi pensione anticipata 400mila italiani, sceglieranno loro. Con 62 anni e 38 contributi”.

In sintesi dunque Quota 100 parte a febbraio e i requisiti per accedere sono 62 anni di età anagrafica e 38 anni di età contributiva. Obiettivo finale: Quota 41 pura.

Legge anche “Legge di bilancio, quando sarà definitiva? Iter di approvazione”

Manovra, c’è il via libera: pensione e reddito di cittadinanza

Altra bandiera (questa volta dei 5 stelle e del leader Luigi Di Maio) è l’introduzione di reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza.

Questi partiranno dalla primavera 2019. Per la bandiera del M5S servono 9 miliardi (di cui 2,6 da attingere dalle risorse già stanziate per il Rei) a cui aggiungere un ulteriore miliardo destinato al rafforzamento dei centri per l’impiego. L’attivazione vera e propria della misura scatterà nei primi tre mesi del 2019. L’assegno da 780 euro, secondo quanto annunciato finora, verrà caricato sul bancomat, con una sorta di monitoraggio degli acquisti. Il sostegno sarebbe garantito solo a patto di frequentare corsi di formazione e di prestare 8 ore a settimana di lavoro socialmente utile. Il reddito verrebbe meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro, ma con una specifica “geografica”, con l’obiettivo di non penalizzare cioè chi non accetterà come prima offerta un’occupazione al di fuori della propria città o Regione.

Manovra, c’è il via libera: Pace fiscale con stralcio e definizione agevolata

L’accordo raggiunto sul decreto fiscale collegato alla legge di bilancio stabilisce un’aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi. Sarà prevista l’opzione di dichiarazione integrativa ma con la possibilità di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque con un tetto di 100.000 euro.

Per ridurre il contenzioso, si potranno inoltre sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado (o il 50% in caso di vittoria in primo grado).

Manovra, c’è il via libera: rottamazione delle cartelle

Verranno rottamate le cartelle esattoriali, senza pagare interessi e sanzioni, con la previsione di una rateizzazione fino a 10 rate in cinque anni (più vantaggiosa dei due anni concessi nelle due edizioni precedenti). Intesa di massima anche per risolvere i problemi delle vecchie “mini” cartelle, quelle sotto i mille euro del periodo 2000-2010.

Manovra, c’è il via libera: taglio pensioni d’oro

Nella manovra 2019 approvata il 15 ottobre entrerà anche il taglio alle pensioni d’oro, che a detta di Di Maio dovrebbe restituire 1 miliardo in tre anni, che servirà per finanziare una parte della manovra. La misura dovrebbe riguardare gli assegni sopra i 4.500 euro netti.

Manovra, c’è il via libera: Flat Tax

Ci sarà anche la Flat Tax. L’aliquota forfetaria al 15% per i professionisti con ricavi fino a 30.000 euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50.000 euro è stata approvata in Manovra. L’obiettivo è estendere la platea ad autonomi, Snc, Sas e Srl che optano per il regime di trasparenza con ricavi fino a 65.000 euro. Dai 65.000 ai 100.000 euro si pagherebbe un 5% addizionale. Le start up e le attività avviate dagli under35 godrebbero di un supersconto al 5%. Il costo è di circa 600 milioni il primo anno e di 1,7 miliardi a regime.

Manovra, c’è il via libera: il Decreto Semplificazioni

Salutato da Luigi di Maio con il nome di Tagliascartoffie e Leggi inutili, è spuntato un Decreto che cancella oltre 100 adempimenti per le imprese e ingloba misure per garantire una r.c. auto più “equa”. Nel dl c’è anche l’abolizione della carica di Governatore regionale e commissario alla sanità.

Manovra: sgravi Ires per gli investimenti

L’aliquota al 24% scenderebbe di 9 punti sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in macchinari e in assunzioni stabili. Il costo sarebbe di 1,5 miliardi di euro. Dovrebbero essere anche confermati gli ammortamenti di Industria 4.0.

Manovra: i tagli su immigrazione

Anche le spese per l’immigrazione saranno riviste per finanzia. Per legge i ministeri devono operare tagli per un miliardo l’anno. Lo sforzo richiesto potrebbe essere però superiore, pari a 3-4 miliardi. Promesso un taglio di 1,3 miliardi in 3 anni sull’immigrazione, di cui 500 milioni nel 2019, derivanti, secondo Matteo Salvini, da minori sbarchi e dal taglio “dei famosi 35 euro al giorno”.

Manovra, c’è il via libera: stop a sconti Ace e Iri

Per finanziare le agevolazioni fiscali alle imprese saranno abolite l’Ace, l’Aiuto alla crescita economica, e la mai nata imposta ridotta Iri, destinata al mondo delle Pmi e attesa dal primo gennaio 2019. Si recupereranno finanziariamente 3 miliardi.

Manovra, c’è il via libera: il blocco agli aumenti Iva

Uno dei principali impegni che il Governo aveva preso era la sterilizzazione degli aumenti Iva. E così è stato: scattano dal 1° gennaio 2019. Dal 10 all’11,5 per cento per la l’aliquota più bassa e dal 22 al 24 per cento per l’aliquota più alta.

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1 COMMENTO

  1. Cosa è destinato per gli invalidi civili (reali) paeziali che totali, quale saranno i cambiamenti economici?

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