(Foto Ansa/Filippo Attili Ufficio stampa Palazzo Chigi) Disponibili a incrementare i propri piani di investimento nel prossimo triennio: a questo risultato si è giunti al termine della cabina di regia riunitasi nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi, con al tavolo il Governo e i rappresentanti delle maggiori società partecipate dello Stato sulla Manovra 2019.

Alla riunione, presieduta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, saranno presenti: l’amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris; l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo; l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo; l’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà; l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

E poi ancora: l’amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao; l’amministratore delegato di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini; l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace; l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante; l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono; l’amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo; l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti; l’amministratore delegato di Open Fiber, Elisabetta Ripa.

Tutti d’accordo sulla disponibilità a fare di più nei prossimi tre anni, coincidenti con l’avvio della misure presenti in Legge di bilancio.

“Oggi abbiamo avuto un’anticipazione di cosa significhi fare sistema al fine di rafforzare e incrementare il piano di investimenti in Italia”. Questo il commento dell’Esecutivo, soddisfatto evidentemente dall’esito della riunione.

Conte in riunione ha illustrato la Manovra economica riguardo agli investimenti e alle riforme strutturali (annunciate nel Def), soffermandosi in particolar modo sugli investimenti dedicati alle infrastrutture materiali e immateriali.

Risorse indicate in Legge di bilancio: investimenti pari a 15 miliardi nel prossimo triennio e oltre 5,7 miliardi già previsti in precedenza.

Così il Governo intende puntare sulla crescita. Del resto il ministro dell’economia Giovanni Tria da tempo punta il faro sulla necessità di incrementare gli investimenti pubblici (e privati) al fine di mettere in pratica una Manovra che salvi l’Italia in ottica di crescita economica e sociale.

Quello che Conte chiedeva da questa cabina di regia era dunque un primo riscontro dagli operatori economici privilegiati per lo Stato, sul fatto che questo Governo si stesse davvero muovendo bene per quanto riguarda la prossima Manovra finanziaria. A detta di Conte tutto è andato nella giusta direzione: “abbiamo raccolto una disponibilità veramente grande e avuto la sensazione vera che l’Italia può fare sistema”, ha confermato, affermando anche: “ne è derivato addirittura un piano di investimenti aggiuntivi per il prossimo quinquennio. 15 miliardi in più, che potrebbero anche arrivare a 20 se si riuscissero a fare tutte le riforme strutturali compresa la semplificazione burocratica”.

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