Giornata campale oggi per il Governo sul campo di battaglia della Manovra 2019. È il fatico giorno in cui si scoprono le carte, perché oggi si deve approvare la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, che conterrà obiettivi e misure che compariranno poi in Legge di bilancio.

“Il CdM è oggi per quanto mi riguarda”, e non ci sono “rinvii” sul Def. Così ha risposto ai microfoni dai giornalisti il vicepremier Luigi Di Maio a Bruxelles. “Non c’è in programma nessuna richiesta di dimissioni” del ministro dell’economia Giovanni Tria, ha poi aggiunto Di Maio.

Si attende nella giornata di oggi, intorno alle ore 16, un Vertice di maggioranza prima del Consiglio dei ministri vero e proprio, previsto per le ore 20, che dovrà varare la nota di aggiornamento al Def.

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E si preannuncia uno scontro durissimo: da un lato i falchi politici di Lega e 5 stelle che vogliono portare a casa una Manovra completa di reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, pensioni, dall’altra il titolare dell’Economia – Giovanni Tria – che punta a mantenere il rapporto deficit pil a una soglia accettabile e ligia al rispetto dei vincoli di bilancio europei, cioè 1,6 per cento.

M5s invece cerca l’asse con la Lega per convincere il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a portare il rapporto deficit-pil al 2,4 per cento.

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Al momento, a quanto si apprende da fonti di governo, sarebbero 2 le ipotesi che vedrebbero impegnato Conte nel tentativo di mediare. La prima prevedrebbe l’1,9% con il recupero di qualche altro decimale nella manovra; la seconda fisserebbe il deficit poco sopra il 2 ma con una quota importante in investimenti.

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E da New York, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando dal floor del New York Stock Exchange, ai microfoni di Cnbc, sull’eventualità di un deficit oltre il 2%, risponde:  “Non do numeri sino a quando non delibereremo. Lo saprete dopo il Consiglio dei ministri”.

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