Luigi di Maio è stato categorico con i suoi compagni di Governo: la pensione di cittadinanza si deve fare, deve essere presente nella prossima Legge di bilancio e deve assolutamente essere avviata il prima possibile. Già dai primi mesi del 2019.

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Anche se gli esperti previdenziali, Alberto Brambilla in primis, la considerano troppo costosa per i bilanci statali, se sommata a tutte le altre misure che il Governo Conte sta pensando di inserire in Manovra, è allo studio, anzi di più: Di Maio non ne vuole fare a meno, e insieme al reddito di cittadinanza la considera una misura imprescindibile per ridare dignità ai cittadini italiani con redditi e pensioni bassi. Potrebbero essere circa 4 milioni e mezzo di pensionati a beneficiarne.

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Vediamo in dettaglio di cosa si tratta e chi ha diritto alla pensione di cittadinanza, uno dei più importanti banchi di prova dell’esecutivo Conte.

Pensione di cittadinanza: cos’è

È uno dei principali meccanismi di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale pensato e posto tra i primi obiettivi di governo del Movimento 5 stelle. La pensione di cittadinanza è sorella del reddito di cittadinanza.

Mentre il reddito di cittadinanza è pensato per chiunque non abbia reddito o ne possieda uno sotto la soglia minima (e comprende una serie di misure volte al reinserimento lavorativo dalla persona, passando per la riforma dei centri per l’impiego), la pensione di cittadinanza rappresenta una pensione minima con un gradino in più: è in pratica un’integrazione della pensione minima che dovrebbe portare tutti i pensionati che percepiscono l’attuale minima di poco sopra i 500 euro a percepire un nuovo assegno da 780 euro mensili.

Fanno entrambi parte dello stesso disegno di legge presentato dal Movimento 5 stelle e si propone di combattere la povertà e aiutare le fasce deboli.

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Pensione di cittadinanza: chi ne ha diritto

I requisiti necessari per potervi accedere si ipotizza siano appunto l’essere pensionati e avere una pensione molto bassa, al di sotto della soglia di povertà (ossia, 780 euro al mese). Nel programma del M5S però – si sottolinea sul portale – non sono specificati nel dettaglio i requisiti per la pensione di cittadinanza. A differenza invece dei requisiti necessari per poter accedere al reddito di cittadinanza, che risultano essere: avere più di 18 anni; essere disoccupati o inoccupati; avere un reddito da lavoro inferiore alla soglia di povertà stabilità dall’Istat”.

Ovviamente i primi due requisiti chiari a tutti sono:

  • Essere pensionati
  • Percepire una pensione minima sotto la soglia di povertà

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Pensione di cittadinanza: quanto spetta

La pensione di cittadinanza è quindi un’integrazione all’assegno minimo percepito oggi dai pensionati italiani che hanno un assegno al di sotto della soglia minima di povertà, ossia inferiore a 780 euro netti al mese per un singolo individuo e 1.170 euro netti per una coppia.

In pratica, se un pensionato da solo percepisce la pensione minima di 500 euro al mese, se entrasse in vigore la pensione di cittadinanza, questo pensionato percepirebbe un’integrazione di 250 euro, in modo che il suo assegno mensile corrisponda almeno a 780 euro netti al mese, e così via. Si va in pratica per integrazioni al fine di raggiungere questo importo.

Pensione di cittadinanza: quando entra in vigore

Qui viene il bello. In questi giorni e fino a novembre si decideranno le sorti della prossima Legge di Bilancio, quella che dovrà contenere tutte le misure economico-finanziarie decise per i prossimi tre anni di Governo. proprio in questa prossima Manovra il movimento 5 stelle punta all’introduzione della pensione di cittadinanza.

E oltre all’inserimento in Manovra, si punta anche a farla partire da quasi subito, dai primi mesi del 2019.

Pensione di cittadinanza: quanto costa allo Stato?

Secondo le stime, considerando solo l’integrazione dei pensionati che non superano i 500 euro di pensione minima (circa 2 milioni), il costo aggiuntivo potrebbe aggirarsi attorno ai 13,8 miliardi, spesa che potrebbe sforare i 20 miliardi se si portasse tutti a 780 euro.

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13 COMMENTI

  1. questo governo che parla di aumento delle pensioni a 780 euro la categoria dell’invalidità civile ne fa parte grazie una risposta.

  2. Buongiorno, io sono un invalido civile al 100×100 e percepisco un assegno di invalidita del lavoratore categoria IO di circa 600 euro e una invalidita cibile categoria INVCIV di 282 euro per un totale di 882 euro. Domanda, avro diritto all’aumento nel 2019 dei 180 euro sull’assegno IO di 600 euro? Fino ad oggi la INVCIV non veniva considerato reddito. Grazie
    Andrea

  3. Sarebbe bellissimo pensare che il nostro Paese possa risorgere dalle crisi, riaprire tutte quelle fabbriche che lungo le autostrade si vedono ormai chiuse o, ricollocate altrove, dare la possibilità a tutti di lavorare e pagare le giuste tasse con le quali gestire l’Italia al meglio e riportarla ai vecchi splendori.
    Si avrebbe voglia di fare piu’ figli, di accettare eventuali stranieri onesti, di lavorare pensando alla pensione ed ad aiutare i nipoti..
    Spendere sempre tutto quanto si guadagna poiché non i sarebbero problemi per il vivere, oe chi ha voglia di fare di piuì investire le differenze cosi migliora il proprio tenore di vita…

    La ricetta sarebbe anche semplice e percorribile ma attualmente lo scopo è di indebitarci di piu’ quindi le soluzioni si allontanano e le soluzioni momentanee non fanno altro che aggiungersi ai problemi che già abbiamo…

    Mi posso permettere di parlare avendo lavorato per oltre 45 anni quale dipendente e nonostante le problematiche mi piace continuare … non è disdicevole ma piacevole….

  4. Ho pagato 39 anni di contributi , percepisco una pensione di 790 euro, per pagare i miei contributo ho dovuto fare i salti mortal i,ed adesso sento dire che 780 per tutti,anche chi non ha mai pagato contributi, a che faranno salti di gioia giusto per noi cretini che abbiamo sempre pagato, penso ai furbi che anno lavorato in nero che faranno salti di gioia per avermi fregato 2 volte prima ed adesso, in Italia gli onesti lo prendono al quel posto. STUDIA GIGGINO

  5. voi pensato tanto di aumentare le pensioni
    giusto se uno ha 500 euro ma noi poveri invalidi con 280 euro mensili cosa facciamo fino a 70 anni quando forse avremo l’aumento o verra trasformata in pensione di vecchiaia?

    nessuno pensa agli invalidi grazxie

  6. Leggi fatte da studiosi che hanno perso la loro intelligenza, dove sono gli aiuti a chi non percepisce nulla come reddito,la pensione di cittadinanza è solo per aumentare i casi di suicidi di chi ha vissuto nella vera povertà è nessuno gli va incontro anche assegnando una misera pensione per far sì che riesce almeno di pagare la bolletta di energia elettrica oggi indispensabile per tutto
    Perché è impossibile dare una piccola pensione a chi supera i 60 anni di età che non ha un lavoro da anni che non ha nessuno come genitori per potersi sfamare
    Dov’è l’aiuto per la vera povertà che non può avere niente neanche la miseria che danno i comuni per aiuti a chi è in stato di disagio solo perché ha una casa che vive ed una vecchia casa come deposito che supera il reddito,volete dire vendile?
    Sarebbe come dire fai il senza tetto in modo che ci si crepa in fretta,dove sono di Maio è Salvini con la loro intelligenza perduta è non riescono a capire la vera povertà è chi veramente è in stato di povertà ed obbligati a pagare tasse ed altro senza avere neanche un reddito di neanche 100€ a mese,
    Come possono ancora avere fiducia queste persone affamate di tutto,finisco qui per non continuare ad innervosirmi è non commettere cose che possono distruggere la vita dei veri poveri,ma siamo sempre più sicuri che chi va ad amministrare va sempre per i propri interessi loro è di loro amici parenti è conoscenti fregando si di chi vive in miseria con sistemi di nervoso perché non sa più come andare avanti
    Ringrazio il governo perché sicuramente è uguale ad altri o addirittura peggio per continuare a far morire persone semplice è oneste

  7. L’idea del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza proposta dal m5s a mio avviso è impercorribile, poiché farebbe fallire le casse dello stato ciò, visto i costi di circa 20 miliardi. I soldi, per garantire tali pensioni e reddito di cittadinanza, li possono trovare da subito con un decreto che prevede il dimezzamento degli stipendi e rimborsi da nababbi che incassano mensilmente i Ministri, deputati, senatori e consiglieri regionali con il contestuale dimezzamento dei deputati e senatori. Togliere ai ricchi per dare ai poveri. Volere è potere con le chiacchiere non si va da nessuna parte.

  8. E’ un’altro umiliante schiaffo a chi a lavorato e versato contributi per oltre venti/trenta/quantanni e percepisce una pensione sotto o appena superiore a 750/1000,00 euro mese. Per giustizia sociale dovrebbero aumentare proporzionalmente anche tutte le altre pensioni derivanti da lavoro. O Di che giustizia sociale stiamo parlando? Pensano che tutti accettino in silenzio?

  9. è una truffa per chi come me ha più di 20 anni di contributi versati e sta aspettando dal 2015 la sua pensione e non sa quanto sarà

  10. La pensione di cittadinanza spetterebbe anche a chi risiede all’estero e riceve la pensione italiana minima e nessuna altra pensione nel paese dove risiede?

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