Il 27 settembre – data di presentazione del Def – si avvicina e la prima Manovra 2019 del governo Lega-M5S potrebbe arrivare a valere circa 28-30 miliardi, dei quali:

  • 12,4 necessari per sminare le clausole sull’Iva;
  • E altri 16 miliardi (non i 10 circolati nelle scorse settimane) per l’attuazione delle misure chiave per i due partiti di maggioranza: fisco, pensione, reddito e pensione di cittadinanza.

Secondo quanto riferito da fonti al lavoro sul dossier, con la sua dote da 8 miliardi la Lega punterebbe a finanziare il pacchetto fisco (senza intervento sull’Irpef) e le pensioni, il M5S l’avvio del reddito di cittadinanza, compresa la pensione di cittadinanza.

Il taglio Irpef sembra dunque destinato a un rinvio, dedicando questo prima 2019 agli interventi per le imprese: Flat tax per i piccoli e la Super-Ires, l’imposta ridotta al 15 per cento per gli utili reinvestiti in azienda.

Manovra 2019: le priorità della Lega

La manovra – si sa- sarà frutto del compromesso tra le due anime del Governo. I leghisti, secondo quanto viene riferito, punterebbero a dedicare la loro dote quasi interamente alle pensioni, visto che le risorse per il pacchetto fisco verranno in gran parte dalla rimodulazione di incentivi esistenti alle imprese.

E’ ancora in corso la stima delle risorse necessarie per introdurre ‘quota 100′ con 62 anni di età (voluta da Salvini), accompagnata da quota 41 e mezzo di contributi senza limiti anagrafici, e molto dipenderà dai paletti che saranno (o meno) introdotti – ad esempio se nel calcolo si potranno comprendere o meno, e in quale entità, gli eventuali anni di contributi figurativi.

Consulta lo speciale Quota 100

Lo staff della Lega che è al lavoro su questo capitolo della manovra avrebbe individuato, per le coperture, almeno 2,4 miliardi recuperabili nel sistema previdenziale, attraverso meccanismi che vengono definiti “accorgimenti tecnici”.

Consulta lo speciale Legge di Bilancio 2019

Manovra 2019: le priorità dei 5 stelle

Sull’altro fronte, quello del reddito di cittadinanza, sono al lavoro invece i 5 Stelle che dovrebbero concentrare su questa misura simbolo tutti gli 8 miliardi a disposizione (cifra molto vicina ai 10 richiesti nelle ultime settimane).

Il nuovo aiuto contro la povertà, come ha spiegato il viceministro all’Economia Laura Castelli in una intervista, partirà da un lato con le pensioni di cittadinanza, le minime da portare a 780 euro.

Anche in questo caso si sta ancora studiando la platea di riferimento, e quindi i costi. Il reddito vero e proprio sarebbe invece anticipato dalla riforma dei centri per l’impiego (si punta all’utilizzo dei fondi europei) che impegnerà i primi “3-4 mesi” dell’anno. Il nuovo strumento potrebbe quindi diventare operativo già a maggio e potrebbe contare intanto sulle risorse residue del Rei, il reddito di inclusione introdotto dai governi Renzi-Gentiloni, che per il 2019 ha già a disposizione quasi 2,6 miliardi.

 

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1 COMMENTO

  1. Milano, 21 9 2018

    Buon pomeriggio,

    Sono un percettore dell’APE SOCIALE (AS) che, stando ad una lettera ufficiale inviatami dall’INPS all’inizio dell’anno, dovrebbe essermi erogato fino al Luglio 2021.

    Con il prossimo avvento del Reddito di Cittadinanza (RdC), non sono poi tanto sicuro che mi verrà ancora regolarmente bonificato, almeno stando ad un trafiletto apparso il 4 Giugno u.s. sul Quotidiano IL GIORNO, a pag. 3, laddove si dichiara che il Ministro del Lavoro DI MAIO sia intenzionato ad abolirlo, a partire dal 1° Gennaio 2019

    Più che un commento, la mia è una preoccupata richiesta di chiarimento, in considerazione soprattutto del fatto che tutti coloro, come il sottoscritto, che beneficiano di questo contributo economico potrebbero venirne privati, senza che venga riformulato o adattato, in subordine, all’implementazione della nuova formula del RdC (come sostenuto dal Ministro TRIA in alcune interviste al SOLE 24 ORE), oltre alla collegata Pensione di Cittad.

    Si aggiunga a questo che l’età avanzata che caratterizza tutti i percettori dell’AS non permetterebbe più un ricollocamento occupazionale, con le conseguenze ben immaginabili.

    Chiedo pertanto lumi in proposito, per non trovarmi improvvisamente in braghe di tela, senza più quel supporto pre-pensionistico che, nel suo spirito originario, funge da accompagnamento alla domanda definitiva della pensione di vecchiaia.

    Cordiali saluti

    Cell 366 4353302

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