Si è concluso con l’approvazione del ddl anticorruzione il Consiglio dei ministri di ieri sera: un provvedimento “spazzacorrotti”, messo a punto dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e deciso a dichiarare guerra alla corruzione e ai corrotti nella Pubblica amministrazione.

Tra le misure approvate nel Decreto: Daspo ai corrotti, l’utilizzo di agenti sottocopertura e lo stop ai finanziamenti anonimi per fondazioni e partiti.

Ddl anticorruzione: le parole del premier Conte

E’ un provvedimento che si inquadra nell’ambito delle riforme strutturali che servono al Paese”, ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il cdm.  Con questo provvedimento il governo punta “restituire al nostro Paese competitività. L’Italia ha risorse culturali, economiche e sociali: bisogna cercare di realizzare le condizioni perchè queste potenzialità si sviluppino”.

Ddl anticorruzione: le parole di Alfonso Bonafede

“Con questa legge non ci sarà più alcun margine per la corruzione: da oggi è certo che chi sbaglia paga“. Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha commentato in conferenza stampa il disegno di legge “Spazza corrotti”.

Per condanne fino a due anni, il Daspo può durare da 5 a 7 anni. Quando invece la condanna è superiore a 2 anni il Daspo è a vita, scritto nero su bianco. Il mio messaggio è che da ora in poi non se la cava più nessuno”, ha confermato Bonafede durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. L’agente sotto copertura – ha confermato – “era nel contratto di governo. Ora sarà utilizzabile dall’autorità giudiziaria anche nei reati di corruzione contro la Pa”.

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Ddl anticorruzione: uno spot per le opposizioni

Critiche sono invece arrivate dall’opposizione. Per Walter Verini, del Pd, si tratta “di uno spot, con aspetti, purtroppo, di dubbia costituzionalità ed efficacia”. Per Enrico Costa (Fi) il ddl “stimola i crimini per reprimerli, costringe le forze dell’ordine a partecipare alla commissione dei reati, premia e lusinga chi organizza complotti, e alimenta il sospetto che in ogni imprenditore si nasconda un corruttore ed in ogni amministratore un corrotto a piede libero”.

Ddl anticorruzione: le misure approvate

Ecco le misure centrali approvate assieme al Decreto in attesa che lo scontro approdi in parlamento.

Nel corso della conferenza stampa, il ministro Bonafede ha illustrato i punti principali del testo, tra cui:

  • il “daspo” (l’interdizione dai pubblici uffici) per le persone condannate in via definitiva per un reato di corruzione. Per condanne fino ai 2 anni ci saranno dai 5 ai 7 anni di Daspo, per quelle superiori ai 2 anni invece il Daspo diventa definitivo;
  • l’equiparazione della corruzione ai reati gravissimi come mafia e terrorismo, per cui non si può accedere ai benefici penitenziari;
  • la possibilità per l’autorità giudiziaria di utilizzare agenti sotto copertura anche per i reati di corruzione ai danni della pubblica amministrazione;
  • la possibilità di “pentirsi” (sottraendosi alle pene per corruzione) per i pubblici ufficiali corrotti, in modo tale da “minare alla base il silenzio dietro cui si nascondono i reati” di questo tipo. Perché sia possibile pentirsi è necessario che la confessione sia volontaria e su fatti non ancora oggetto di indagine, che i reati siano stati commessi non più di 6 mesi prima, e che sia esclusa la premeditazione di collaborazione con l’autorità giudiziaria;
  • la confisca dei beni anche per i casi caduti in prescrizione;
  • la procedibilità d’ufficio (senza bisogno di querela di parte) per l’appropriazione indebita aggravata, che “alimenta la circolazione di capitali che possono confluire in fenomeni corruttivi”;
  • la procedibilità d’ufficio anche per la corruzione tra privati, “che spesso riguarda i subappalti”.

Ddl anticorruzione: le parole di Luigi Di Maio

Il vicepremier Luigi Di Maio, ha commentato il disegno di legge definendolo “prima di tutto un cambio culturale del nostro Paese. Questo è uno Stato percepito tra i più corrotti dell’UE – ha aggiunto – perché per anni gli onesti si sono visti scavalcati dai disonesti: con questo disegno cominciamo a dire agli onesti, alle brave persone di questo Paese, che lo Stato è dalla loro parte”. Nell’analizzare i pregi del disegno di legge, Di Maio ha ricordato che questo rappresenta anche “uno stop al segreto per chi finanzia i partiti politici”. Ha infine ribadito che “le norme anticorruzione sono una manovra economica: sono le imprese a chiedere una lotta alla corruzione per ristabilire equità” nel mercato.

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