irpefPresentata come rivoluzione fiscale, potrebbe non esserlo affatto. Tutto perché un terzo dei contribuenti italiani è già sotto la soglia del 15 per cento ipotizzato dalla flat tax, bandiera del Governo giallo-verde.

Per 32,1 milioni di contribuenti irpef infatti lo scaglione dichiarato arriva a 15 mila euro l’anno. Significa che 17,6 milioni di contribuenti pagano un’imposta media del 5,2% mentre lo scaglione successivo, tra 15.000 e 28.000 euro, versa il 14,4%.

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Perché? Tutto merito degli sconti fiscali, che per queste due fasce ammontano a 67,2 miliardi di euro, su un totale di 107,4 miliardi tra detrazioni e deduzioni. Questo dicono i dati contenuti nel rapporto della Corte dei conti sul coordinamento della finanza pubblica, ed elaborati dall’Adnkronos.

Nel dossier, i giudici contabili osservano che l’introduzione di un’aliquota unica ”potrebbe ridurre il grado di progressività del sistema, così come provocare una perdita di gettito complessivo. Questi sono dunque gli impatti di cui occorre avere corretta misurazione nel discutere le proposte di flat tax”.

In totale i soggetti dichiaranti sono 40,1 milioni, per un reddito complessivo di 844,6 miliardi di euro. Il primo scaglione (fino a 15.000 euro) dichiara un reddito pari a 127,6 miliardi e i contribuenti ricompresi hanno potuto godere di deduzioni per 7,3 miliardi e detrazioni di 20,1 miliardi, per un totale di 27,4 miliardi di euro (pari al 25,5% degli sconti fiscali).

Gli appartenenti al secondo scaglione (tra 15.000 e 28.000 euro) hanno dichiarato un reddito pari a 311 miliardi. Hanno ottenuto sconti in deduzioni pari a 12,7 miliardi più altri 27,1 miliardi di detrazioni, per un totale di 39,8 miliardi, che ammontano al 37,1% dei 107,4 miliardi di agevolazioni fiscali.

La terza fascia (tra 28.000 e 55.000 euro) ha dichiarato un reddito di 229,6 miliardi di euro e ha ottenuto 13,5 miliardi di deduzioni a cui si sommano 10,4 miliardi di detrazioni, per un totale di 23,9 miliardi che corrispondono al 22,2% degli sconti totali. Ci sono poi 900.000 contribuenti che appartengono al quarto scaglione (tra 55.000 e 75.000 euro) che hanno dichiarato 55 miliardi e hanno ottenuto 4,4 miliardi in deduzioni e 1,1 miliardi in detrazioni, per un totale di 5,5 miliardi, pari al 5,1% del totale. Infine l’ultimo gruppo, composto da 900.000 contribuenti che hanno dichiarato 121,5 miliardi e hanno ottenuto 9,3 miliardi di deduzioni e 1,6 miliardi di detrazioni, per un totale di 10,9 miliardi (10,1% delle agevolazioni).

I dati sopra indicati dimostrerebbero che la tassa piatta a conti fatti sarebbe vantaggiosa solo per chi dichiara redditi medi e alti. Inoltre, la Corte dei Conti ha posto l’accento sul fatto che l’introduzione di questa tassa provocherebbe anche perdite di gettito complessivo per l’Erario.

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