Novità in tema di maternità e allattamento. Pochi mesi e le domande di riposi giornalieri per allattamento dovranno essere presentate esclusivamente all’INPS in modalità telematica. A comunicarlo è lo stesso Istituto con messaggio n. 3014 pubblicato il 27 luglio scorso (scaricalo qui).

Maternità e allattamento: come fare richiesta all’Inps 

Salvo ulteriori proroghe o rettifiche, infatti, al termine del periodo transitorio di tre mesi indipendentemente dal soggetto richiedente, il destinatario unico delle domande di allattamento sarà l’INPS attraverso i seguenti canali:

  • Sito web (inps.it) accessibile direttamente dal cittadino munito di PIN dispositivo;
  • Contact Center al numero 803.164 (per chi chiama da telefono fisso) o 06164164 (chiamate da cellulare);

Fino a che non sarà obbligatorio l’inoltro telematico sarà ancora possibile presentare le richieste secondo le modalità tradizionali:

  • Per la madre lavoratrice inoltro della domanda esclusivamente al datore;
  • Padre lavoratore domanda da inviare sia al datore che all’Inps (modello SR90).

Consulta lo Speciale Welfare 

Maternità e allattamento: per chi non vale l’obbligo di invio telematico 

Nulla cambia per le categorie di lavoratrici aventi diritto al pagamento diretto dei riposi da parte dell’INPS:

  • Lavoratrici agricole;
  • Lavoratrici dello spettacolo con contratto a termine o saltuarie;
  • Lavoratrici destinatarie del trattamento di Cassa integrazione anche in deroga con pagamento diretto INPS.

Per queste è già obbligatoria la domanda alla sede Inps di appartenenza (oltre che all’azienda).

Si ricorda che, come previsto dal Testo Unico sulla maternità e la paternità, alle madri lavoratrici dipendenti sono riconosciuti permessi orari in caso di parto, adozione e / o affidamento durante il primo anno di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia del minore adottato / affidato.

Maternità e allattamento: quanti riposi giornalieri? 

La durata dei riposi varia a seconda dell’orario di lavoro:

  • 2 ore di permesso al giorno se l’orario è pari o superiore alle 6 ore giornaliere;
  • 1 ora di permesso al giorno se l’orario è inferiore alle 6 ore giornaliere.

I suddetti riposi si riducono della metà in caso di fruizione dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituita dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle sue immediate vicinanze.

I riposi giornalieri sono riconosciuti anche al padre lavoratore in un elenco tassativo di casi:

  • Morte o grave infermità della madre;
  • Abbandono del figlio da parte della madre;
  • Affidamento esclusivo del figlio al padre richiedente;
  • Madre lavoratrice che non ha diritto ai riposi (lavoratrice parasubordinata, autonoma, libera professionista, a domicilio, domestica);
  • Madre casalinga;
  • Rinuncia da parte della madre lavoratrice dipendente.

Maternità e allattamento: i riposi giornalieri sono pagati? 

Durante i riposi al beneficiario spetta un’indennità conto Inps pari all’intero ammontare della retribuzione. Eccezion fatta per i casi di pagamento diretto da parte dell’Istituto, l’indennità è anticipata dal datore in busta paga e successivamente conguagliata mediante flusso UNIEMENS con i contributi a debito.

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