Link tax e copyright

Il 20 giugno la commissione affari legali dell’UE ha dato l’ok (con una maggioranza molto risicata) alla riforma UE sul copyright e link tax che ha scatenato grosse polemiche specialmente nelle ultime settimane. Il 4 luglio sarà proprio votata dal Parlamento Europeo. Da un lato il governo italiano minaccia di non recepirla perché la considera pericolosa, dall’altro lato il presidente del parlamento UE Tajani, passa al contrattacco.

Barricate contro riforma UE su link tax e copyright

Gli articoli che preoccupano maggiormente i più critici della direttiva UE, sono l’articolo 11 e l’articolo 13, definiti dal Vice Premier italiano Luigi Di Maio come “due articoli che potrebbero mettere il bavaglio alla rete così come noi oggi la conosciamo”. Il leader pentastellato, infatti, è intervenuto a gamba tesa contro la riforma UE, da lui definita “un grave pericolo”.

Di Maio critica l’articolo 11 perché “prevede un diritto per gli editori, i grandi editori di giornali, di autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni, introducendo anche una nuova remunerazione per l’editore, la cosiddetta link tax”. E, in merito all’obbligo per chi usa le anteprime di contenuti giornalistici online (snippet) di avere una specifica licenza concessa dagli editori, ha poi aggiunto: “Quando non condividiamo un articolo ed escono quelel tre o quattro righe al di sotto del link, ecco quelle tre o quattro righe verrebbero tassate”.

Non solo la link tax è nel suo mirino, il Vice Presidente del Consiglio bastona anche l’articolo 13 che a suo dire: “È perfino più pericoloso del primo, perché impone alle società che danno accesso a grandi quantità di dati di adottare misure per controllare ex ante tutti i contenuti caricati dagli utenti”. Poi ha proseguito: “Praticamente deleghiamo a delle multinazionali, che spesso nemmeno sono europee, il potere di decidere cosa debba essere o meno pubblicato. Cosa è giusto o sbagliato. Cosa i cittadini devono sapere e cosa non devono sapere. Se non è un bavaglio questo ditemi voi cos’è un bavaglio”. Ed infine ha chiosato: “È inaccettabile e come governo ci opporremo. Faremo tutto quello che è in nostro potere per contrastare la direttiva al Parlamento europeo e qualora dovesse passare così com’è dovremo fare una seria riflessione a livello nazionale sulla possibilità o meno di recepirla”.

Tajani difende la direttiva UE su link tax e copyright

Le parole di Di Maio non sono passate inosservate al Presidente del Parlamento Europeo di Forza Italia Antonio Tajani, che è intervenuto per difendere a spada tratta la riforma Ue su copyright e link tax: “Sostengo la posizione della Commissione competente sul copyright e non condivido le posizioni di chi ritiene di dover avere un sistema Web di piattaforme senza regole. Non condivido la posizione del Vice Primo Ministro italiano e mi auguro che questa non sia la posizione del governo italiano perché danneggerebbe fortemente l’identità europea”. Poi puntualizza: “Noi vogliamo difendere autori e artisti dallo strapotere delle piattaforme che sfruttano le loro opere senza una giusta remunerazione. Senza un’azione decisa per preservare la nostra creatività, a soffrirne sarà tutta l’economia del continente”.

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