Per tutti coloro che hanno effettuato, dopo il 31 dicembre 2017 ed entro il 30 marzo 2018, lavori di riqualificazione energetica della propria casa, e che vogliono accedere al famoso Ecobonus – misura riconfermata con la legge di stabilità 2018 – , sfruttando le relative detrazioni fiscali, è online il nuovo portale di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). A questo ente si deve inviare, entro oggi la comunicazione degli interventi eseguiti nella propria abitazione, se si vuole avere diritto all’agevolazione fiscale. Per tutti gli altri – che hanno effettuato interventi dopo questa data – c’è tempo invece fino a 90 giorni dopo la chiusura dei lavori. È possibile farlo mediante il portale dedicato. Senza questa dichiarazione non sarà possibile indicare le detrazioni nel 730

Ecobonus: cos’é e come fare la comunicazione Enea 2018

La comunicazione Enea è una procedura online che spetta a chi ha effettuato in casa lavori di riqualificazione energetica e vuole approfittare dell’Ecobonus, cioè della detrazione Irpef sui costi sostenuti per rendere la propria casa migliore sotto il profilo delle prestazioni energetiche. Detrazione ripartita in 10 quote annuali dello stesso importo fino a un limite massimo di:

  • 30mila euro, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • 40mila euro, per le opere di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti, e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico);
  • 100mila euro, per gli interventi di riqualificazione energetica globale.

In cosa consiste la comunicazione? Per i lavori effettuati a partire dal 2018 e conclusi entro il 30 marzo 2018 (giorno di pubblicazione della nuova piattaforma online) si deve presentare a Enea una dichiarazione mediante la nuova piattaforma Enea https://finanziaria2018.enea.it/index.asp. Per accedere alla procedura di compilazione e invio della dichiarazione di detrazione, occorre registrarsi. È quindi una modalità totalmente telematica di comunicazione.

Ecco i documenti da inviare per beneficiare della detrazione:

  • copia dell’attestato di certificazione o di riqualificazione energetica;
  • scheda informativa
  • perizia redatta e attestante i requisiti di detraibilità delle spese effettuate

inoltre, in fase di compilazione sul portale, è necessario inserire:

  • dati anagrafici del beneficiario;
  • informazioni sull’immobile in cui sono stati effettuati i lavori;
  • tipologia di intervento di riqualificazione energetica eseguito.

La comunicazione deve essere compilata e inviata, e va inoltre stampata e conservata per eventuali verifiche.

Ecobonus: quali detrazioni Irpef

Le percentuali di detrazione apportabili agli interventi sono: 50 per cento, 65 per cento, 70 per cento, 75 per cento, 80 per cento, 85 per cento, in base al tipo di intervento effettuato sull’immobile. Vediamo quali.

Cosa rientra nell’Ecobonus  

Per poter beneficiare dell’Ecobonus, occorre certificare di aver eseguito interventi di riqualificazione energetica rientranti tra i seguenti, ognuno detraibile ai fini irpef, in base alle percentuali di detrazione sopracitate. Elenchiamo i principali.

Detrazione delle spese al 50 per cento per:

  • serramenti e infissi
  • caldaie a biomasse e a condensazione di classe A
  • schermature solari (zanzariere e tende)

Detrazione delle spese al 65 per cento per:

  • caldaie a condensazione A+
  • generatori di aria calda a condensazione
  • pompe di calore
  • scaldacqua a Pdc
  • micro generatori
  • generatori ibridi
  • sistemi building automation
  • coibentazione involucro
  • generatori ibridi
  • collettori solari

Detrazione spese al 70 e 75 per cento per interventi condominiali

Ecobonus: chi ha diritto

Vediamo ora chi può accedere alla detrazione Irpef per l’esecuzione di lavori di riqualificazione energetica. Beneficiari possono essere tutti i contribuenti privati e titolari di impresa, che possiedono l’immobile in cui sono stati effettuati i lavori. Nello specifico:

  • persone fisiche;
  • titolari di partita Iva;
  • contribuenti che hanno redditi d’impresa;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale

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