Pensione di cittadinanza: ecco in che cosa consiste

Nel contratto di governo Lega M5S viene prevista la pensione di cittadinanza, indirizzata a chi vive sotto la soglia minima di povertà. “La nostra proposta” – illustrano i due partiti – “è rappresentata da un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza”.

Che cos’è la pensione di cittadinanza?

Grazie a questo provvedimento che si troverà all’interno del progetto di Riforma Pensioni previsto dal “Governo del cambiamento”, saranno integrati gli assegni inferiori ai 780 € al mese, perfettamente in linea con i parametri previsti per il reddito di cittadinanza e considerati come soglia di povertà (per singola persona) dall’ISTAT. Questo importo va parametrato sulla base della scala OCSE per le famiglie numerose e se si tratta di una coppia, si parla di un importo pari a 1170 euro. I destinatari dell’agevolazione dovranno rientrare in un determinato limite di reddito e patrimonio, certificato dall’ISEE. Perciò la prestazione spetterà solo a chi non riesce a vivere una vita dignitosa e si trova in una evidente condizione di povertà. Secondo l’INPS, ad oggi il 62,2% delle pensioni ha un importo inferiore ai 750 euro. Solamente il 44,3% di costoro, beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, come la integrazione al minimo, pensioni e assegni sociali, maggiorazioni sociali o pensione di invalidità civile.

Come si finanzia la pensione di cittadinanza?

Dopo aver avviato un dialogo nelle sedi opportune, per  finanziare la pensione di cittadinanza, le risorse dovrebbero essere prese da fonti comunitarie. Precisamente dal Fondo Sociale Europeo, applicando il provvedimento approvato lo scorso 6 ottobre 2017 dal Parlamento Europeo che garantirebbe l’utilizzo del 20% della dotazione complessiva di questo fondo, invitando la Commissione europea a monitorare il suo utilizzo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Cosa dice il Ministro dell’Economia Tria

Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, nella sua prima intervista ci ha tenuto subito a sottolineare come la legislazione sul sistema pensioni richieda soprattutto di non guardare solamente al breve, ma soprattutto anche al medio-lungo termine, specificando che la nostra legislazione può essere migliorata, ma facendo attenzione alla sostenibilità finanziaria del sistema (anche di lungo termine). Infine ha concluso: “Il proposito è quello di apportare miglioramenti previ gli opportuni approfondimenti”.

E ora, rimaniamo in attesa di capire meglio il meccanismo di funzionamento della pensione di cittadinanza che sarà presentato meglio quando verrà elaborato il testo normativo.

Per approfondire consulta il nostro Speciale Riforma Pensioni.

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