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Tutto cambia nel giro di poche ore: il governo Lega M5S sembrava cosa ormai fatta, ma chi si aspettava il nome del premier già in serata dopo l’incontro tra i due partiti e il Presidente Mattarella, dovrà attendere a lungo, forse in eterno. La trattativa, infatti, non procede spedita come qualcuno poteva immaginare. L’ipotesi governo Lega M5S potrebbe saltare da un momento all’altro se non viene trovato un accordo solido. Non tanto per il nome del premier e dei ministri, ma proprio per una questione di contenuti e di distanze sui temi.

Di Maio fiducioso sull’accordo di governo

Il leader del Movimento 5 Stelle si mostra sereno e soprattutto convinto che questo governo partirà molto presto: “Siamo consapevoli delle scadenze internazionali, chiediamo qualche altro giorno per scrivere il programma di governo per cinque anni” – e allo stesso tempo fa sapere – “Sottoporremo il contratto di governo ai nostri iscritti con un voto online che sarà chiamato a decidere se far partire questo governo o no. L’accordo di governo è il cuore di questo governo di cambiamento che siamo intenzionati a far partire il prima possibile”.

Di Maio comincia già a parlare di Terza Repubblica e rivendica il lavoro svolto fino ad oggi: “Sono orgoglioso delle interlocuzioni che ci sono state fino ad ora. Siamo soddisfatti del clima che si respira, ma soprattutto dei punti che si stanno portando a casa sul reddito di cittadinanza, sulla legge Fornero, sul taglio degli sprechi, sui grandi temi che riguardano i beni comuni come l’acqua pubblica, sulla lotta alla corruzione, sul carcere per chi evade il fisco” – e chiosa – “Sono ottimista”. Sembra quasi tutto fatto.

Salvini rimarca le distanze tra Lega e M5S: Trattativa difficile

Dopo l’incontro con Mattarella, Matteo Salvini non si presenta con il sorriso di Di Maio. Il suo volto è serioso e quando prende parola, introduce il discorso esprimendo il suo stato d’animo: “sarò molto schietto”. Il leader della Lega, a differenza di Luigi Di Maio, ammette le grosse difficoltà incontrate in questa trattativa, poiché su qualche punto importante ci sono ancora visione diverse.

“Stiamo discutendo anche animatamente con il M5S sull’idea di Italia che vogliamo. Stiamo facendo uno sforzo enorme, perché se dovessimo ragionare per convenienza e sondaggi, non saremmo qua” – e chiosa – “Il governo parte se può fare le cose. Se capiamo che non possiamo, non cominciamo neanche. Nessuno si scandalizzi se abbiamo chiesto qualche altra ora al Presidente Mattarella” – per poi mettere i puntini sulle i – “Se io vado al governo voglio fare quello che ho promesso e per cui gli italiani mi hanno votato: abolizione della Fornero, evitare l’aumento dell’Iva, ridurre le accise sulla benzina, intervenire sull’immigrazione”.

Poi ricorda che sul tema degli sbarchi Lega e M5S partono da una notevole distanza e annuncia: “Se andiamo al governo vogliamo mano libera per tutelare la sicurezza degli italiani anche con la legittima difesa”. E ringrazia gli alleati Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi per aver concesso la possibilità di tentare di dar vita a questo governo senza spaccare l’alleanza di centrodestra, per poi rincarare la dose: “Voglio che le imprese paghino meno tasse e oggi ho i vincoli esterni che non me lo permettono. O si ridiscutono i vincoli UE oppure è un libro dei sogni”.

E infine chiosa: “O c’è accordo o non c’è accordo, io non voglio un governo fantoccio. Gli accordi un tanto al chilo non fanno per noi, speriamo di vederci presto o perché si comincia o perché ci si saluta”. Il governo Lega M5S non è mai stato così lontano.

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