La Legge di Bilancio 2018 (ex legge di stabilità, prima ancora legge finanziaria) è entrata in vigore il 1° gennaio e si riferisce al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.

Tra i punti più rilevanti rientrano le misure che riguardano le famiglie. Alcune riconfermate rispetto il 2017, come il voucher babysitter, altre nuove.

Bonus mamma domani

Confermato il bonus mamma domani, rivolto alle donne che entrano nel settimo mese di gravidanza e di importo pari a 800 euro. Introdotto nel 2017 con l’obiettivo di contribuire alle spese necessarie nei mesi immediatamente precedenti alla nascita del figlio, il bonus mamma domani 2018 è richiedibile a prescindere dal reddito della futura mamma.

È valido per le donne al settimo mese di gravidanza, anche se partoriscono prima dell’ottavo mese. È inoltre disponibile in caso di adozione o affidamento preadottivo ed è concesso in un’unica soluzione.

Bonus asilo nido

Anche il bonus asilo nido è stato prorogato. L’agevolazione per le famiglie prevede l’erogazione di un importo fino a 1000 euro per l’iscrizione dei figli al nido. Non sono previsti limiti reddituali: secondo le regole attualmente in vigore, possono quindi richiederlo tutte le famiglie.

L’importo massimo rimborsabile di 1000 euro viene distribuito su un totale di 11 mensilità, per un importo mensile di 90,91 euro. Il contributo viene erogato su base annua per un massimo di 3 anni di iscrizione al nido. Possono presentare la domanda anche i genitori di bambini con meno di 3 anni che non possono frequentare gli asili perché affetti da gravi patologie croniche.

Voucher babysitter

Il voucher babysitter 2018 è un contributo mensile destinato a coprire le spese di una famiglia nel momento in cui deve pagare la babysitter, ma solo nel caso in cui la neomamma, dopo il periodo di maternità, rinunci al congedo parentale. Questo bonus era già stato definito per il 2017. Ora viene confermato: si tratta di un contributo erogato per un periodo massimo di 6 mesi, che scendono a 3 se la mamma è iscritta alla gestione separata o autonoma non subordinata.

Per ogni mese di rinuncia al congedo parentale spettano  600 euro. La stessa agevolazione è riconosciuta anche alle mamme lavoratrici part-time, ma in misura proporzionata all’orario ridotto, in base al contratto. Si differisce dal bonus nido da 1000 euro dato che non è legato alla situazione lavorativa dei genitori nè al loro reddito, e il bambino non deve essere iscritto obbligatoriamente all’asilo nido.

Bonus bebè

Tra le novità introdotte vi sono le nuove regole per richiedere il bonus bebè, che per i nati a partire dal 1° gennaio 2018 durerà soltanto un anno. Il bonus non verrà più corrisposto fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dal suo ingresso nel nucleo famigliare (cosa che ha scatenato non poche critiche).

Le famiglie potranno beneficiare di un assegno pari a 80 euro al mese per un totale di 960 euro, nel caso in cui il valore del modello Isee non sia superiore a 25mila euro all’anno, oppure a 160 euro al mese nel caso in cui l’Isee non superi i 7mila euro. Altri requisiti sono la convivenza con il figlio e la cittadinanza italiana, oppure europea o il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, con status di rifugiato politico o protezione sussidiaria.

Restano le stesse le modalità di presentazione della domanda, per via telematica sul sito dell’Inps. Per ricevere l’assegno con cadenza mensile dal momento della nascita (o dell’adozione) è fondamentale che la richiesta pervenga entro 90 giorni da quella data.

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