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Entrerà in vigore dai primi giorni di aprile l’assegno di ricollocazione, il contributo erogato dallo Stato, attraverso i Centri per l’impiego per finanziare il reinserimento professionale dei disoccupati.

La misura introdotta con il Job Act, è stata nei mesi scorsi testata su un gruppo campione di circa 27 mila disoccupati e ora sembra finalmente pronta a entrare a regime.  Vediamo insieme come funziona, a chi spetta, come richiederlo e quanto dura.

Come funziona l’assegno di ricollocazione

L’assegno di ricollocazione è un contributo per disoccupati mirato a finanziare i programmi di formazione che aiutino al reinserimento nel mondo del lavoro, in particolare spetta agli ex-lavoratori dipendenti disoccupati da più di 4 mesi, che beneficiano del sussidio Naspi.

L’assegno non viene incassato direttamente dall’ex lavoratore, ma dall’agenzia o dall’ente di formazione (i Centri per l’Impiego, gli enti o le agenzie per il lavoro accreditate, la Fondazione Consulenti del Lavoro) che lo ha seguito nel suo percorso di reintegro e solamente se è riuscito a trovare un lavoro.

L’importo dell’assegno varia tra 250 e 5mila euro a seconda del profilo di occupabilità del lavoratore e dal tipo di contratto di lavoro ottenuto. Al momento sono stati stanziati 200 milioni di euro che potranno essere utilizzati per il reinserimento di circa 60-70 mila disoccupati.

Come si richiede l’assegno di ricollocazione

Il disoccupato può presentare richiesta volontaria dell’assegno direttamente sul portale internet Anpal.gov.it o presso un Centro per l’Impiego, scegliendo l’agenzia o l’ente di formazione.

Come funziona il programma di formazione

Il titolare dell’assegno inizia il programma di formazione presso l’agenzia o l’ente da lui scelto, attivandosi nella ricerca del lavoro. La durata del programma è di 6 mesi ed è prorogabile di altri 6.

Ogni partecipante ha un proprio profilo di occupabilità che descrive la probabilità di trovare un nuovo impiego sulla base del grado di istruzione e delle competenze acquisite.
Durante il percorso formativo ogni partecipante viene affidato ad un tutor che verifica anche la sua partecipazione al percorso formativo e alla ricerca di un nuovo impiego.

Per ottenere il contributo dell’assegno di ricollocazione l’ente formativo deve riuscire a trovare un contratto di assunzione a tempo indeterminato, o a termine di almeno 6 mesi (da 3 a 6 mesi nelle regioni Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) o un contratto part time al 50%.

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4 COMMENTI

  1. Io non lavoro da ottobre 2017, ho percepito la NASPI solo per un paio di mesi, ad aprile non sarò più percettore, quindi evidentemente neanch’io avrò diritto all’assegno..

  2. Tutte belle le intenzioni ed ancor più belle le parole. Ma chi, come me, destituito dal servizio da 9 mesi, non percepisce la Naspi, come fa a presentare istanza al CPI pur essendone iscritto, per ottenere l’assegno di ricollocazione?
    Come al solito, cittadini di serie A e quelli di LegaPro.

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