caregiver

Anche un lavoratore autonomo può essere caregiver e quindi trovarsi nella situazione di dover assistere un proprio familiare disabile. Spesso abbiamo tratto dei permessi previsti dalla Legge 104 per i lavoratori dipendenti in qualità di caregiver familiare, ora vediamo quali sono le agevolazioni previste nel caso si tratti di un lavoratore autonomo.

Ape social per il caregiver lavoratore autonomo

Tra le categorie che possono avere accesso all’Ape social ci sono anche i caregiver che però devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia (pari a 66 anni e 7 mesi nel 2018, 67 anni dal 2019) entro 3 anni e 7 mesi;
  • essere iscritti presso una gestione Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, gestione artigiani, commercianti, ex Inpdap, ex Enpals, gestione Separata…);
  • possedere almeno 30 anni di contributi non coincidenti, anche cumulabili presso casse differenti (ad esclusione delle casse dei liberi professionisti);
  • assistere, almeno da 6 mesi alla data di presentazione della domanda, un familiare convivente entro il secondo grado, portatore di handicap in situazione di gravità.
  •  per le donne è possibile ottenere uno sconto contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, fino ad un massimo di 2, e quindi ottenere l’Ape sociale con 28 anni di contributi.

Ricordiamo che l’Ape social è una misura di anticipo pensionistico che viene erogata nel periodo tra l’uscita dal lavoro e la maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. L’assegno è pari alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Consulta il nostro speciale Legge 104

Agevolazioni fiscali per il caregiver lavoratore autonomo

Se il caregiver è lavoratore autonomo può accedere ad alcune agevolazioni fiscali nel caso in cui il familiare assistito sia fiscalmente a suo carico:

  • detrazione per chi ha figli disabili a carico: per il figlio minore di 3 anni, è pari a 1.620, se di età pari o superiore a 3 anni, è di 1.350 euro;
  • deduzione delle spese mediche generiche come l’acquisto di medicinali e di assistenza specifica sostenute per i disabili come l’assistenza infermieristica e riabilitativa, l’assistenza di base, ecc;
  • detrazione del 19% dall’Irpef sulle spese mediche specialistiche sostenute per il disabile, sull’acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione, sull’acquisto di poltrone per inabili e minorati, di apparecchi correttivi e di ulteriori ausili specifici;
  • detrazione dei costi per l’abbattimento delle barriere architettoniche pari al 36% per ristrutturazione edilizia;
  • detrazione pari al 19% delle spese per l’assistenza, sino ad un massimo di 100 euro l’anno, se il reddito del contribuente non supera 40mila euro.

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