bolletta della luce

Torna al centro dell’attenzione il tema della bollette ogni 4 settimane. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha effettuato dei controlli su mandato dell’Antitrust alle varie compagnie telefoniche e presso la sede di Assotelecomunicazioni per capire se possa esistere un accordo dietro all’aumento delle tariffe dell’8,6% da parte di queste ultime con il ritorno alla fatturazione a 30 giorni.

Ricordiamo che nel 2017 l’Agcom e il Governo Gentiloni avevano dichiarato illegittima la fatturazione ogni 4 settimane applicata dalle compagnie di telefonia e pay tv nei confronti dei consumatori.

In particolare il Decreto Fiscale ha obbligato queste compagnie a tornare ad una fatturazione ogni 30 giorni entro il 5 aprile, pena una sanzione di 50 euro di risarcimento in favore di ciascun cliente, maggiorato di 1 euro per ogni giorno successivo di ritardo.

In vista di questa scadenza quasi tutte le compagnie hanno annunciato quasi contemporaneamente ai consumatori il ritorno alla fatturazione mensile ma con un aumento delle tariffe dell’8,6% su base annua.

Le associazioni dei Consumatori Altroconsumo e Codacons hanno presentato un esposto all’Antitrust sospettando un tacito accordo tra le compagnie, a danno dei consumatori. Sono quindi scattati i controlli da parte del Nucleo speciale Antitrust della guardia di Finanza e successivamente dell’istruttoria da parte dell’Autorità di garanzia della concorrenza e del mercato su questa “possibile intesa”.

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Il Tar Lazio sulle bollette ogni 4 settimane

Nei giorni scorsi sulla vicenda si sono pronunciati i giudici amministrativi del Tar Lazio che hanno dato ragione all’Agcom, confermando l’illegittimità della fatturazione a 28 giorni, ma sulla questione dei rimborsi hanno rinviato la decisione all’udienza di merito fissata al 31 ottobre).

Il rinvio è stato motivato dal fatto che “il carattere, allo stato, indeterminato della somma da corrispondere agli utenti, per effetto dello storno (nella prima fattura emessa con cadenza mensile) dei predetti importi, appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili dell’azienda”.

Come richiedere il rimborso

Per chiedere il rimborso alla propria compagnia è possibile:

  • rivolgersi ai Co.re.com, ossia i comitati regionali per le comunicazioni,
  • oppure inviare direttamente un reclamo alla propria compagnia telefonica con richiesta di rimborso di quanto versato in eccedenza.

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2 COMMENTI

  1. ESSERE MODERATI!!? quanti utenti sono in grado di quantificare il GIUSTO CONSUMO?
    Se gli accordi ILLECITI fra compagnie e le applicano e non sono legali, mi sembra demenziale che lo facciano rischiando sanzioni!! Questo mi fa pensare che qualche postilla accordata e scritta da qualche parte permette queste decisioni.
    Viva l’Italia! Vogliamo parlare anche delle bollette elettriche di addebitare agli utenti (quelli che pagano regolarmente) le morosità dei centri di accoglienza, (senza l’obbligo e controllo del bilancio) chi purtroppo è rimasta senza lavoro…(sarebbe l’unica solidarietà) e chi fa il furbetti!!?

  2. Ma se non prendono in considerazione le sentenze,cosa può mai fare un povero cittadino?ormai in italia c’è la metastasi del diritto.

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