Con l’entrata in vigore il 27 dicembre scorso della legge n. 175 del 22 novembre 2017 (c.d. Legge sullo Spettacolo), l’Art Bonus – ovvero l’incentivo fiscale che consente alle persone fisiche e giuridiche che abbiano effettuato erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano di usufruire di un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato, seppure entro alcuni limiti in base al reddito o ai ricavi -, finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione, è esteso anche alle orchestre, ai teatri nazionali, ai teatri di rilevante interesse culturale, ai festival, ai centri di produzione teatrale e di danza e ai circuiti di distribuzione.

Il provvedimento si inserisce in un più ampio riassetto della legislazione culturale che, oltre alla (da più parti auspicata) estensione dell’art bonus, prevede anche l’aumento delle risorse per lo spettacolo del FUS – Fondo Unico per lo Spettacolo, l’estensione del sostegno statale allo spettacolo dal vivo alla musica popolare contemporanea, ai carnevali storici e alle rievocazioni storiche e il riconoscimento del valore di diverse forme di spettacolo, tra cui le pratiche artistiche amatoriali, le espressioni artistiche della canzone popolare d’autore, il teatro di figura e gli artisti di strada.

Tra le novità introdotte, la legge prevede inoltre l’aggiornamento della disciplina delle fondazioni lirico-sinfoniche, che godranno di un fondo specifico governato da nuovi criteri di erogazione dei contributi statali parametrati in base alle risorse ricevute (da attuare con uno o più decreti legislativi del Governo) e la nascita presso il Mibact del Consiglio superiore dello spettacolo, organismo consultivo del Ministro con compiti di consulenza e supporto nell’elaborazione e attuazione delle politiche di settore, nonché nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo.

“Un altro impegno mantenuto: dopo la nuova legge sul cinema ora la nuova legge sullo spettacolo attesa anch’essa da anni e anni”, ha commentato Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ha ringraziato il Parlamento “per aver voluto e consentito un’approvazione in tempi brevi. Mi pare un segno molto importante l’atteggiamento aperto e collaborativo delle opposizioni che ringrazio, anche perché non è la prima volta su provvedimenti che riguardano la cultura”.


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