angry birds

Chi si occupa di comunicazione avrà sentito sicuramente parlare negli ultimi tempi di transmedia storytelling, ovvero il modo di raccontare storie contemporaneamente su più canali o strumenti per promuovere brand, istituzioni pubbliche, nuovi prodotti, ma anche cause umanitarie. Questi racconti interattivi sono dappertutto e si diffondono attraverso i device che utilizziamo e consultiamo quotidianamente, leggendo testi, vedendo pubblicità, film, giochi, serie tv. A volte li abbiamo sotto gli occhi senza percepirli.

“Il transmedia non è solo una “nuova geografia del racconto” tuttavia – spiega Max Giovagnoli, il pioniere italiano dei Transmedia -. È una modalità espressiva e allo stesso tempo un’opzione industriale. Un modo originale e complesso per suscitare emozioni in più audience allo stesso tempo e per interpretare la realtà “incrociando” immaginazione e ricordi, portandoci nei luoghi che ci appartengono, sfruttando i prodotti ai quali siamo legati e i device che teniamo nelle nostre tasche, seguendo i trend che cavalchiamo abitualmente e tutti gli altri spazi di presenza e identità che abitiamo ogni giorno nella “partita” mondiale della comunicazione contemporanea”.

“In questa prospettiva – spiega Giovagnoli nella sua ultima pubblicazione Transmedia Way -, una serie brandizzata e il lancio di un film, una sfilata di moda e un progetto benefico, una campagna politica e un urban game, un’installazione interattiva e un laboratorio universitario possono facilmente essere messi a sistema e interagire come tessere di un unico, gigantesco mosaico, grazie al transmedia”.

In questa rivoluzione continua dei media questo nuovo modo di raccontare e immaginare storie offre una visione più ampia. E comporta anche un cambiamento di chi deve inventare e raccontare queste storie, i creativi, gli autori, i produttori che devono confrontarsi con nuove tecnologie, ma anche nuovi modi di collaborare.

Un esempio di “transmedia” citato da Giovagnoli è Angry Birds, un app creata nel 2009 con oltre 3 miliardi di download e 100 milioni di giocatori attivi ogni mese che si è resa famosa grazie a serie di libri, fumetti, cartoon, videogame, parchi tematici e al merchandise. “Un successo basato sulla semplicità e sull’immediatezza, sul racconto e soprattutto sul design”.

Nel 2016  per catturare una nuova generazione di utenti gli Angry Birds si sono presentati sul “grande schermo”  con un lungometraggio e in occasione dell’uscita la casa produttrice ha ideato una campagna promozionale transmediale da 400 milioni di dollari in 100 Paesi, coinvolgendo più di 50 grandi partner internazionali come Lego, H&M, Mc Donald’s e Citroen.

Per approfondire l’argomento suggeriamo la lettura di

Transmedia Way

Transmedia Way

Max Giovagnoli, 2017, Maggioli Editore

Angry Birds e il Marvel Cinematic Universe, Mr. Robot e Il Trono di Spade, Il Cavaliere Oscuro, Westworld e Hunger Games, Avatar e Assassin’s Creed, LOST e Prometheus, Sin City, Mad Men e Halo, Dexter e Star Wars più brand quali BMW e Burberry, Chanel e LEGO, HBO e Coca Cola, IKEA, Harley...




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