Nel pieno di un’incertezza mai vista a pochi mesi dalle elezioni politiche, spunta un’idea che potrebbe spostare  equilibri ormai consolidati del sistema tripolare.

Con i blocchi capitanati da Pd, MoVimento 5 Stelle e l’alleanza leghista-berlusconiana stabili nei sondaggi a dividersi percentuali vicine al 30%, rimangono le briciole per gli altri contendenti. Ma se la soffiata di una lista civica nazionale con a capo Giuliano Pisapia ed Emma Bonino si rivelasse veritiera, allora molti programmi potrebbero andare in fumo, soprattutto nel centrosinistra.

A rilanciare la notizia, nei giorni scorsi, alcune delle principali testate, cartacee e online, convinte nel dare credito a quella che al momento pare solo un’ipotesi, ma che sta scaldando i cuori di una comunità politica sempre più in cerca di rappresentanza. Rilevazioni e analisti parlano con sempre maggior insistenza di partiti che sembrano aver abbandonato la bussola di ideali di riferimento, dando l’impressione di cacciare voti anche a costo di rinnegare la propria provenienza, la propria cultura e la propria storia.

L’idea di una lista civica nazionale a leader bifronte metterebbe in crisi sicuramente il Pd, che si vedrebbe “scippare” il primato di partito plurale in grado di fondere le grandi tradizioni democratiche, quella cattolica liberale e quella laica-socialista. Un partito con a capo Giuliano Pisapia ed Emma Bonino, insomma, si candiderebbe a guidare l’intellighenzia del Paese, che ormai in larga parte fatica a riconoscersi nelle formazioni più in voga, troppo incline ai personalismi. Non sorprende, infatti, se il benestare all’operazione, a quanto si mormora, sarebbe arrivato perfino da Romano Prodi, fondatore del Partito democratico, poi vittima delle congiure interne con la famosa vendetta dei 101 nel corso delle elezioni per il Quirinale.

Una simile forza politica, però, fungerebbe da polo di attrazione anche per la parte moderata dell’elettorato di centrodestra, con la presenza di una figura di spicco come Emma Bonino, radicale, grande conoscitrice delle politiche europee e contraria all’intransigenza verso gli immigrati, che ormai sta diventando il pensiero unico del fronte belrusconiano. Una fiducia che oggi l’elettorato di qualsiasi bandiera sente più forte che mai.

Non stupisce che al progetto guardino con interesse anche figure quali l’attuale ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, personaggio non esattamente vicino a ideali socialisti. E anche lo stesso Pisapia sebbene fortemente ancorato a un background politico e valoriale di sinistra, sembra in grado di riscuotere simpatie trasversali, forte dell’esperienza amministrativa milanese chiusa indubbiamente in attivo per la propria immagine pubblica.

Probabilmente, siamo di fronte a una boutade, un diversivo al solo scopo di irretire i litigiosi e possibili alleati di Pd, Articolo 1 e Sinistra Italiana: una lista di questa portata, infatti, costituirebbe la quasi matematica certezza di sconfitta elettorale dei dem e mancato raggiungimento del quorum  – ancora ignoto – per le sigle più piccole. Ma una cosa è certa: Pisapia ed Emma Bonino sono in pista e chiunque dovrà fare i conti con loro in vista delle elezioni.


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