Non è reato controllare il conto in banca dell’ex coniuge ai fini dell’assegno divorzile. A stabilirlo è la Corte di Cassazione  con una recente sentenza (n. 20649/2017), intervenendo sul ricorso dell’ex marito per violazione della privacy.

Quest’ultimo aveva chiesto i danni alla moglie perchè lei aveva chiesto e ottenuto dalla banca il suo estratto conto.

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La Corte di Appello aveva rigettato il ricorso, confermato poi dai giudici della Suprema Corte: la signora non ha violato la legge e non ha tenuto un comportamento fraudolento, inoltre l’ex coniuge non indicato il tipo di danno subito.

Resta da capire se l’istituto bancario fornendo tali informazione di un proprio cliente non abbia violato alcuna legge.

Ricordiamo che lo scorso maggio i giudici della Cassazione avevano stabilito che l’assegno di mantenimento non va riconosciuto se l’ex coniuge che lo richiede è economicamente indipendente o è in grado di esserlo,ovvero:

– se possiede un reddito,

– se possiede patrimoni mobiliari e immobiliari,

– se è in grado di lavorare (valutata in relazione alla salute, all’età, al sesso ed al mercato del lavoro indipendente o autonomo),

– se ha disponibilità di un’abitazione.

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