fare il punto

Abbiamo appena scavalcato la metà dell’anno, e indipendentemente dalla professione che svolgi e dalle dimensioni della tua attività, fare il punto sullo stato dell’arte dei progetti avviati e sull’andamento dei tuoi obiettivi – adesso – può essere davvero decisivo per cambiare rotta definendo nuove strategie e nuovi passi operativi.

So che lo sai… e che forse di dirò cose scontate… ma è meno scontato farle. So infatti per esperienza che quando si è in pista, tendenzialmente ci si concentra solo sulla gestione giorno per giorno, quella dettata dalle attività che si moltiplicano davanti ai tuoi occhi, e che è più difficile trovare il tempo per fermarsi a riflettere su quanto ci si è lasciati alle spalle, analizzando in maniera distaccata il percorso compiuto e quanto è ancora la distanza fino al punto di arrivo.

Perché non farlo ora?  So che hai altre priorità, so che è caldo, so che stai contando i giorni prima delle vacanze… ma non aspettare settembre! Dedicare un po’ di tempo adesso a questa attività ti darà un grande vantaggio… perché ti consentirà di mettere nella tua mente i semi che germoglieranno durante l’estate, sciogliendo anche i nodi più ingarbugliati.

Esaminare il progresso della tua attività è particolarmente utile se, ad esempio:

  • I progetti che avevi avviato (o avresti voluto avviare) non sono mai partiti o sono stati abbandonati;
  • Non stai ottenendo i risultati che avevi programmato;
  • Non avevi fatto programmi e ti senti in balia degli eventi;
  • È il momento di fare un salto di qualità;
  • Il tuo lavoro sta risucchiando il tuo tempo e la tua qualità della vita ne risente;
  • Ti stai accorgendo che l’ostacolo più grande alla tua realizzazione potresti essere proprio tu.

Sei con me? Allora, prendi carta e penna. Ti consiglio di rispondere per iscritto alle riflessioni che ti propongo qui di seguito, ti porterà maggiori risultati sia perché scrivere ti costringe ad usare maggiore precisione, sia perché rileggere le risposte nero su bianco farà la differenza, soprattutto riprendendole a distanza di tempo.

Ecco 10 passi per prendere in considerazione i diversi aspetti della tua attività:

  1. Adotta un approccio costruttivo: quando si affronta un processo di revisione dei propri risultati, è davvero poco produttivo adottare un punto di vista giudicante, mettendo etichette e cercando il colpevole (magari proprio se stessi). Molto più utile è invece farlo con la mente aperta di chi sta affrontando un processo di apprendimento. Come sostenevano i padri della PNL Richard Bandler e John Grinder, infatti, “non esistono errori”, solo risultati;
  2. Riprendi in mano gli obiettivi che hai definito (non solo quelli numerici, ma anche quelli qualitativi che li determinano). Fai il punto su cosa hai realizzato e festeggia i traguardi raggiunti. Questa è una parte importante e spesso dimenticata di tutto il processo, che ha un effetto positivo sul senso di auto efficacia e sulla motivazione. Poi prendi in esame i progetti mai iniziati e quelli abbandonati per strada.
    Chiediti se, alla luce del contesto, sono ancora attuali e come contribuiscono al conseguimento del macro obiettivo finale. Analizzali anche da un punto di vista delle priorità. Sii sincero con te stesso, presta quindi attenzione anche alle sensazioni che provi leggendoli, e non solo a cosa ti dice la mente. Se non sono più veramente attuali o prioritari, trova un modo per accantonarli temporaneamente (una cartella fisica, ad esempio) o cerca di capire se e come puoi modificarli.  Infine prendi in mano i progetti ancora attuali e non conclusi e verifica se i risultati sono in linea con le aspettative. Se non lo sono, riconsidera se le aspettative erano realistiche e riformula,
  3. Prima di tutto rivedi il modo in cui hai formulato i tuoi obiettivi (se sono S.M.A.R.T., se sono troppo vaghi, se hai perso qualche passaggio), e rivedi anche se li senti davvero tuoi. E forse è scontato chiedertelo: hai fissato dei parametri oggettivi, numerici o no, per capire a che punto sei? All’opposto, ricontrolla se gli obiettivi numerici erano supportati da azioni specifiche e da obiettivi qualitativi per conseguirli, e se questi sono declinati in sotto obiettivi. Poniti interrogativi sulle relazioni causa-effetto,
  4. Verifica la tua motivazione iniziale e attuale. Risali a cosa ha determinato ogni specifico obiettivo, se una visione a lungo termine, o la rincorsa a rispondere a bisogni estemporanei che intercetti di volta in volta, senza una vera strategia dietro (raccontandoti che bisogna essere flessibili). Che tipo di credenza supporta questo approccio?  E soprattutto, chiediti come ti senti adesso facendo quello che stai facendo, e se tutto questo è allineato, a come vuoi sentirti e a chi vuoi essere, o se hai l’impressione di agire per reattività, per paura, per chiudere delle falle, per rincorrere le necessità del momento. Perché agire da questi punti di vista potrebbe portarti a continuare a voler risolvere il problema sbagliato,
  5. Verifica la tua comunicazione, conosci davvero il tuo pubblico? Rifai un check di chi sono le persone della tua community, dei loro bisogni, valori, paure e di come stai contribuendo a creare valore per loro. Chiediti anche se stai comunicando abbastanza, nel modo migliore, se la tua comunicazione è coerente, se parla il linguaggio del tuo pubblico, se tocca le corde giuste.
  6. Verifica il tuo metodo e la tua organizzazione e in che modo stanno impattando sui risultati. Hai un sistema per arrivare all’obiettivo che hai definito (compresi, ad esempio, metodi di monitoraggio delle tue attività, delle interazioni con i tuoi clienti etc…) o stai agendo per tentativi o perseguendo risultati di breve periodo che non potrai capitalizzare? Pensa in termini di offerta, di visibilità, di alleanze, di collaborazioni, ma anche in termini di processi interni, senza dimenticare di verificare cosa fanno la concorrenza e le tue fonti d’ispirazione.
  7. Fai un’analisi SWOT.  L’analisi SWOT è uno dei modelli più conosciuti per l’analisi strategica che può fornire una base chiara per esaminare le tue prestazioni e prospettive di business.  Si tratta di guardare i punti di forza e le debolezze delle capacità del tuo business, e le opportunità e le minacce per la tua attività. Una volta individuati tutti questi elementi, puoi valutare come capitalizzare i tuoi punti di forza, minimizzare gli effetti delle tue debolezze, sfruttare al meglio tutte le opportunità e ridurre l’impatto di eventuali minacce, cercando di capire come trasformarle in opportunità.
  8. Comprendi cosa ti sta rallentando. Sono dei fattori esterni, oggettivi, reali o il risultato delle tue credenze limitanti? Sei tu che ti stai ostacolando raccontandoti delle storie sulla sfortuna o dicendoti che “sei sempre stato così”?  Nel suo ultimo libro “NO LIMITS”, Natascia Pane scrive che il successo non ammette scuse. Quali scuse ti stai raccontando? Dove stai limitandoti? Tariffe, tempo, visibilità, alleanze…. Come hai definito le priorità? Stai agendo deliberatamente di conseguenza o continui a fare come hai sempre fatto, in automatico, indipendentemente da dove questo comportamento ti porterà?  A questo punto dovresti chiederti se ci sono fattori interni che tengono indietro l’attività e, in caso affermativo, cosa puoi fare su di loro?
  9. Integra i nuovi apprendimenti, considera tutto da queste nuove prospettive, ridefinisci gli obiettivi e agisci… questa volta però in modo diverso da quanto hai fatto fino ad oggi. Soprattutto, ti consiglio di ridefinire gli obiettivi chiedendoti quale beneficio a catena possono portare a tutte le aree della tua vita. Ti consiglio di evitare grandi stravolgimenti che rischierebbero di essere abbandonati, ma di fare piccoli cambiamenti alla tua portata e che tu possa portare avanti stabilmente nel tempo.
  10. Trova un Accountability Partner professionale. La accountability è un ingrediente essenziale per aiutarti a rispettare i tuoi obiettivi. Sapere di avere qualcuno a cui rendere conto ad intervalli regolari, che non crede alle scuse che ti racconti, che ti rimette in carreggiata quando deragli, ma ti da un punto di vista distaccato, onesto e disinteressato per sostenerti e farti progredire in maniera stabile. Consideralo un investimento su di te e sul tuo futuro.

Quanto ti sta costando – in termini di tentativi non andati a buon fine, di tempo, di energia, di mancato guadagno, di maggiori costi di organizzazione – non potere contare su supporto adeguato? Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e, se ti fa piacere, rimani in contatto con me QUI. E se vuoi una traccia per ridefinire i tuoi Obiettivi, scarica QUI il mio Workbook.


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here