I lavoratori che vogliono ottenere la pensione anticipata hanno tempo per richiedere Ape social e Quota 41 precoci fino al prossimo 15 luglio. I criteri di ammissione alle due forme di anticipo pensionistico sono molto simili: in tanti si stanno allora chiedendo quali sono le differenze principali tra Ape social e Quota 41 e soprattutto, nel caso di diritto a entrambe le prestazioni, quale delle due conviene maggiormente. Vediamo di fare chiarezza.

Per approfondire, visita la nostra sezione dedicata alla Riforma pensioni.

 

L’Ape social ha più successo della Quota 41

Per ora, i dati parlano chiaro: l’Ape social sta avendo più successo, in termini di richieste, rispetto alla Quota 41 per i lavoratori precoci. Per avere conferme definitive, ovviamente, bisognerà aspettare il prossimo 15 luglio, ma fino alla metà di questa settimana le richieste pervenute all’Inps per l’Ape social sono oltre 7.600, quelle per la Quota 41 circa 3.700. Questo, però, non è dovuto solo al fatto che l’Ape social è considerata più conveniente: i criteri di ammissione ai due benefici non sono infatti del tutto identici.

L’Istituto fa comunque sapere che, delle 11.363 domande ricevute, ben 1.896 provengono dalla Regione Lombardia. Seguono in classifica il Veneto, con 1.177 domande, la Sicilia con 985, il Lazio con 959 e la Toscana con 881.

Chi può ottenere Ape social e Quota 41?

Ma allora quali sono le differenze tra Ape social e pensione anticipata per i lavoratori precoci?

Innanzitutto, la Quota 41 è riservata –per l’appunto– ai lavoratori precoci: con questa espressione la legge intende quei lavoratori che hanno fatto registrare 12 mesi di contribuzione prima dei 19 anni di età.

Ma non solo. Per beneficiare della Quota 41, e quindi andare in pensione con 41 anni di contributi, i precoci devono anche rientrare in una delle seguenti quattro categorie: disoccupati che non percepiscono la prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi; invalidi civili con invalidità uguale o superiore al 74%; lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap grave; lavoratori che sono stati impegnati in mansioni gravose in 6 degli ultimi 7 anni.

Devono appartenere a una di queste quattro categorie anche i lavoratori che vogliono ottenere l’Ape social; questi, però, a differenza che per la Quota 41, non devono essere precoci ma devono avere almeno 63 anni e aver maturato almeno 30 anni di contributi.

Ape social: sono esclusi i lavori usuranti

Ma non è finita qui. Oltre ai lavori gravosi, definiti ed elencati dalla Legge di Bilancio 2017, esistono anche i lavori cosiddetti usuranti, il cui elenco è contenuto all’interno del D.Lgs. n. 67/2011. Svolgono mansioni usuranti:

  • i lavoratori addetti alla linea di catena;
  • i lavoratori che operano in galleria, cava o miniera;
  • i lavoratori che operano ad alte temperature, in spazi ristretti o in cassoni ad aria compressa;
  • chi svolge attività di esportazione dell’amianto o lavorazione del vetro cavo;
  • i palombari;
  • i conducenti di veicoli di capienza non inferiore a 9 posti;
  • i lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate all’anno.

Ebbene, tutti questi lavori danno diritto, al pari delle mansioni gravose e al rispetto delle altre condizioni, alla Quota 41, ma non all’Ape social. Tali lavoratori sono quindi esclusi dalla pensione anticipata a 63 anni a carico dello Stato.

 

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