Reddito di inclusione

Il nuovo Reddito di inclusione, il sostegno economico che dall’anno prossimo andrà ad aiutare le famiglie in difficoltà, è stato confermato definitivamente. Venerdì 9 giugno, dopo che il disegno di legge era stato approvato lo scorso 9 marzo, il Governo ha dato l’ok definitivo al decreto attuativo che disciplina il provvedimento: alle famiglie sotto la soglia di povertà andranno fino a 485 euro al mese.

Ma chi può usufruire nella pratica del Reddito di inclusione, e come si richiede il sostegno economico mensile? Vediamo di fare chiarezza.

Per approfondire, visita la nostra sezione dedicata al Nuovo indicatore Isee.

 

Reddito di inclusione, quanto spetta ogni mese?

Il Reddito di inclusione, che partirà da gennaio 2018, servirà a sostenere economicamente le famiglie italiane che vivono in regime di povertà. I nuclei familiari in condizioni di totale indigenza, quelli che non riescono a raggiungere uno standard di vita accettabile, sono secondo gli ultimi dati Istat ben 1 milione e mezzo: in pratica, l’8% dell’intera popolazione. Gli aiuti del Reddito d’inclusione, tuttavia, potranno raggiungere inizialmente solo circa 400mila famiglie.

Il Reddito sarà versato a partire dal prossimo gennaio su 12 mensilità, per un totale massimo di 18 mesi. La somma potrà raggiungere il tetto di 485 euro al mese per i nuclei familiari formati da almeno cinque componenti, ma in tutti gli altri casi sarà più bassa, fino ad arrivare a soli 190 euro al mese per i single.

I requisiti per ottenere il Reddito

Non tutte le famiglie in condizioni di povertà, come visto, potranno ottenere il Reddito di inclusione. Requisito fondamentale per poter beneficiare dell’assegno, come anticipato anche dal Governo, sarà un reddito Isee inferiore ai 6.000 euro. Il possesso di un immobile di proprietà non porterà all’esclusione automatica dal Reddito, ma il patrimonio immobiliare totale dovrà essere inferiore ai 20.000 euro.

Importante, in ogni caso, ricordare che la priorità nell’assegnazione del Reddito sarà data alle famiglie con almeno un figlio minorenne o con disabilità, a quelle con una donna in stato di gravidanza e agli over50 in stato di disoccupazione.

Il reinserimento lavorativo obbligatorio

Oltre ai requisiti economici e sociali sopra elencati, è bene notare che potranno beneficiare dell’assegno solo i cittadini e le famiglie che accetteranno il complementare programma di politiche attive di inclusione sociale e lavorativa.

Il Reddito prevede infatti che i beneficiari siano inseriti in un progetto personalizzato di inserimento (o reinserimento) nel mondo del lavoro, per il raggiungimento di specifici obiettivi concordati in sede di assegnazione della misura di sostegno. In sostanza, si tenta di mettere il cittadino nella condizione di superare la fase di difficoltà economica in cui si trova con le proprie forze, tenendo conto ovviamente della sua educazione, formazione, situazione sociale e occupabilità.

Come si richiede il Reddito di inclusione?

Sarà comunque relativamente semplice fare domanda di assegnazione del Reddito a partire dal prossimo gennaio. La richiesta andrà spedita attraverso specifici sportelli comunali che verranno istituiti in ogni Regione d’Italia. Gli sportelli trasmetteranno la domanda e tutte le documentazioni necessarie all’Inps nel giro di dieci giorni, ed entro ulteriori cinque giorni l’Istituto dovrà dare la sua conferma o il suo rifiuto. Il Reddito di inclusione sarà elargito, una volta approvato, mediante una carta di pagamento elettronica sulla quale ogni mese sarà accreditata la somma dovuta.

 

Volume consigliato:

Previdenza 2017

Previdenza 2017

Gabriele Bonati - Pietro Gremini, 2017, Maggioli Editore

Il volume rappresenta un vero e proprio instant book, che ha l’obiettivo di offrire un quadro generale e di immediata intuitività circa le ultime novità intervenute nel sistema previdenziale italiano, oggetto di numerosi provvedimenti, di cui...




SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here