a cura di Fabia Vaselli.

 

Se ricevi l’intimidazione di sfratto per morosità, il locatore ti aspetta in tribunale per il mancato pagamento del canone d’affitto. Ecco cosa puoi fare:

chiedere 90 giorni per saldare;

opporti all’ordinanza.

Vediamo insieme i singoli casi.

Sfratto per morosità: chiedo 90 giorni per pagare gli arretrati

Il termine massimo per il pagamento dell’affitto è di 20 giorni dalla scadenza del mese. Ciò significa che il locatore, già dal mese successivo al mancato pagamento, può presentarsi dal giudice col contratto scritto e regolarmente registrato per chiedere l’intimidazione di sfratto. Il giudice fissa l’udienza per la comparizione di entrambe le parti e se per quella data persiste la morosità, dichiara lo sfratto esecutivo.

Come inquilino, per difenderti dallo sfratto di morosità, puoi pagare gli arretrati entro la data dell’udienza. Se non hai i soldi sufficienti, ma conti di rimediarli a breve, puoi chiedere il “termine di grazia”, ovvero un periodo di 90 giorni entro cui pagare: gli arretrati, gli interessi e le spese legali del locatore.

Sfratto per morosità: presento opposizione all’ordinanza

In alternativa, puoi difenderti dallo sfratto di morosità, presentando opposizione all’ordinanza del giudice. I motivi per opporti possono essere:

spese di amministrazione straordinaria che non ti sono state rimborsate;

danni subìti a causa delle pessime condizioni dell’appartamento;

mancata restituzione della cauzione per compensare presunti danni (ricorda che la caparra deve esserti restituita anche in caso di danni all’appartamento);

dimostri di aver pagato dopo l’intimidazione di sfratto;

contesti la somma richiesta se il conteggio non è conforme alla rivalutazione Istat.

In questi casi, puoi richiedere il risarcimento, ma non è detto che tu possa evitare lo sfratto, perché non si compensa l’affitto con i crediti vantati dal locatore.

Sfratto per morosità: il giudice accoglie l’opposizione

Dal momento che ti opponi, il giudice non può convalidare lo sfratto, ma ecco cosa può accadere:

se l’opposizione non è fondata su prova scritta, il giudice fissa una data per l’esecuzione dell’ordinanza;

– tenti una mediazione, presso organi competenti, per conciliarti con il locatore;

– inizi la causa di opposizione.

 

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