Il Jobs Act autonomi è stato approvato definitivamente al Senato mercoledì 10 maggio. Con l’entrata in vigore della nuova norma cambiano profondamente le regole che disciplinano il lavoro degli autonomi, dei professionisti e dei collaboratori. Le novità più importanti per tutti gli interessati riguardano le nuove tutele in caso di maternità e malattia, la possibilità di dedurre le spese e l’ampliamento dei diritti previsti dai vari contratti.

Facciamo allora il punto della situazione e vediamo quali sono i nuovi vantaggi per gli autonomi e i collaboratori.

Per approfondire, visita la nostra sezione dedicata al Jobs Act.

 

Jobs Act autonomi: a chi è indirizzato?

Il nuovo Jobs Act autonomi riguarda oltre 2 milioni di cittadini: si tratta, dunque, di una delle riforme del lavoro più importanti degli ultimi anni, diventata legge ben 15 mesi dopo il varo iniziale in Consiglio dei Ministri. Il percorso legislativo del Jobs Act si chiude così con un provvedimento che modifica sostanzialmente il lavoro autonomo non imprenditoriale.

La nuova legge, in particolare, si applica ai lavoratori autonomi, ai lavoratori parasubordinati e ai collaboratori occasionali. Restano fuori, invece, gli artigiani e i commercianti.

Le nuove tutele sui pagamenti

Uno dei punti fondamentali del nuovo Jobs Act autonomi riguarda i pagamenti: la norma vieta infatti esplicitamente tutti i contratti che prevedono retribuzioni per il lavoro svolto con ritardi di più di 60 giorni dalla consegna della fattura al committente. Più in generale, sono illegittime tutte le clausole che di fatto vanno a configurare uno stato di dipendenza economica di una delle due parti rispetto all’altra. Quando queste clausole sono presenti, di fronte alle legge divengono nulle.

Non solo: da oggi sarà possibile scaricare in dichiarazione dei redditi tutti gli oneri sostenuti dai professionisti per la garanzia contro i mancati pagamenti.

Le tutele in caso di maternità, malattia e infortunio

Molto importanti anche le nuove norme sul welfare, finalmente rafforzate anche per gli autonomi.

Le tutele per maternità e congedo parentale, in particolare, sono equiparate a quelle previste per i lavoratori dipendenti. Il periodo coperto sale da 3 a 6 mesi, da fruire entro i primi 3 anni di vita del bambino. Durante la maternità, tuttavia, non scatterà l’astensione obbligatoria dal lavoro.

Ma non solo: in caso di gravidanza, malattia e infortunio i lavoratori autonomi che prestano attività in via continuativa per un particolare committente possono chiedere la sospensione dell’attività per un periodo lungo fino a 150 giorni. È inoltre prevista la sospensione del versamento di contributi previdenziali e premi assicurativi in caso di malattia o infortunio che si protraggano per più di 60 giorni.

Le nuove agevolazioni fiscali

Un’importante novità, infine, riguarda le nuove agevolazioni fiscali previste per i lavoratori autonomi.

Con l’entrata in vigore della nuova legge, infatti, i professionisti potranno ora dedurre, entro il limite annuo di 10mila euro, le spese di formazione sostenute per la partecipazione a master, convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale. È inoltre prevista la deducibilità dei costi dei servizi di certificazione delle competenze e di sostegno all’auto-imprenditorialità erogati dai Centri per l’impiego, ma solo entro il limite di 5.000 euro.

 

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