Le nuove pensioni anticipate previste dalla Legge di Bilancio 2017, l’Ape volontaria e l’Ape sociale, dovevano partire il 1° maggio eppure non sono ancora pronte. La recente bocciatura del decreto attuativo dell’Ape sociale da parte del Consiglio di Stato è stato solo l’ultimo rinvio in una serie di ritardi che il Governo ha accumulato a partire da inizio anno. L’Ape volontaria, la nuova forma di anticipo aperta a tutti, è ancora più lontana dall’attuazione.

La domanda di moltissimi lavoratori è allora adesso una sola: quando partiranno esattamente Ape volontaria e Ape sociale?

Per approfondire, visita la sezione dedicata alla pensione anticipata.

 

Il decreto attuativo dell’Ape sociale

Partiamo dal dato certo più recente. Il decreto attuativo dell’Ape sociale, inviato dal Governo al Consiglio di Stato il 19 aprile scorso, è stato bocciato e rimandato al mittente. Il Governo dovrà ora modificare il decreto prima di poterlo riproporre per l’approvazione.

I giudici di Palazzo Spada hanno stabilito, nello specifico, che gli operai agricoli e tutti coloro che non hanno i requisiti per accedere alla Naspi non sarebbero tutelati dall’Ape sociale così come è formulata oggi. Inoltre, il Consiglio di Stato ha rilevato che la previsione secondo cui il cumulo tra assegno Ape e reddito da lavoro debba essere compresa tra 4.800 e 8.000 euro deve prevedere il taglio della mera “quota Ape”, e non già dell’intero assegno pensionistico.

L’unico modo possibile per ovviare a tali mancanze è, appunto, quello di modificare il testo del decreto attuativo.

Ape sociale: c’è tempo fino al 31 luglio?

Le disposizioni del Consiglio di Stato che maggiormente potrebbero modificare l’Ape sociale nell’immediato riguardano, tuttavia, le date di decorrenza e di presentazione della domanda della pensione anticipata.

In primo luogo, il Consiglio di Stato ha suggerito al Governo di allungare il termine di presentazione della domanda dell’Ape sociale dal 30 giugno fino al 31 luglio. Proprio in considerazione dei ritardi accumulati in sede di approvazione del decreto, dunque, i lavoratori potrebbero usufruire di un mese in più per fare richiesta.

Non meno importante la decisione che riguarda la retroattività del decreto attuativo. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, quanto deciso in Legge di Bilancio e più volte confermato dal Governo deve essere rispettato: l’Ape sociale dovrà decorrere dal 1° maggio. Chi ha i requisiti per richiedere il beneficio, dunque, dovrà percepire il trattamento da tale data a prescindere dall’effettivo giorno di presentazione della domanda.

Quando sarà pronta l’Ape volontaria?

Il fiore all’occhiello del pacchetto pensioni presentato dal Governo Renzi e confermato dalla Legge di Bilancio avrebbe dovuto essere l’Ape volontaria, una forma di anticipo pensionistico aperta a tutti i lavoratori che avrebbe permesso di andare in pensione a 63 anni. A differenze dell’Ape sociale, l’Ape volontaria avrebbe però costretto i lavoratori a richiedere un anticipo alle banche.

Ebbene, l’Ape volontaria soffre di un ritardo ancora maggiore rispetto all’Ape sociale. Non solo il Governo non ha ancora inviato il necessario decreto attuativo al Consiglio di Stato, ma devono essere ancora del tutto definite le intese con le associazioni delle banche (Abi) e delle assicurazioni (Ania). Date certe per l’approvazione definitiva della misura, per ora, non ce ne sono.

Ape sociale: ulteriori ritardi dopo l’estate?

La situazione è resa ancora più complicata dal fatto che Ape e Ape sociale sono, almeno per ora, forme di pensione anticipata sperimentali: i lavoratori potranno richiederle solo nel 2017 e nel 2018. Per estendere la misura agli anni successivi ci vorrà una nuova legge.

Ma non solo: se il Governo non riuscirà davvero ad accelerare tutte le procedure, i termini potrebbero slittare ulteriormente. Dopo la presentazione di tutte le domande, che come abbiamo visto sarà spostata probabilmente a fine luglio, l’Inps dovrebbe infatti stilare entro il 30 settembre la prima graduatoria degli aventi diritto. All’Istituto rimarrebbero quindi solo poche settimane per completare l’operazione, con il rischio di ulteriori ritardi.

 

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