Rottamazione cartelle scadenza

La data fatidica è arrivata: scade oggi, 21 aprile, il termine per l’adesione dei contribuenti alla rottamazione delle cartelle esattoriali. La scadenza per l’invio delle domande, che un mese fa era stata prorogata per tre settimane dalla fine di marzo, ha permesso ai cittadini che hanno debiti col Fisco di riflettere meglio sul da farsi, decidere per l’opzione più conveniente e aderire alla rottamazione presso gli sportelli Equitalia o tramite servizi informatici.

L’occasione è, almeno sulla carta, di quelle importanti: la rottamazione, o “definizione agevolata”, permette infatti di risolvere i debiti con il Fisco senza pagare le sanzioni dovute sulle somme e gli interessi di mora. Vediamo allora, nell’ultimo giorno utile per l’invio della richiesta, come funziona la procedura, quante sono le rate da pagare e quali sono le scadenze previste.

 

 

Come funziona la rottamazione delle cartelle?

La rottamazione delle cartelle di pagamento di Equitalia è una misura di collaborazione tra il Fisco e i contribuenti che prevede, per i debitori che aderiranno entro oggi, uno sconto sulle sanzioni dovute sulle somme e sugli interessi di mora di tutte le cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016.

Sono inclusi nella rottamazione tutti i ruoli relativi ai tributi, alle imposte, ai contributi previdenziali e assistenziali e alle multe stradali. I tributi locali sono compresi nella rottamazione, ma solo se il Comune in questione accetta di aderire alla misura. Nel caso di multe stradali, lo sconto include le sanzioni e le maggiorazioni previste dalla legge.

Per presentare domanda di rottamazione, ricordiamo, è necessario compilare il modulo “DA1” di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, qui in allegato.

Scarica il modulo di adesione alla rottamazione delle cartelle di Equitalia.

 

Quali somme si devono comunque pagare?

I contribuenti che aderiranno alla rottamazione, tuttavia, dovranno comunque pagare gli altri importi. Sono infatti dovuti, oltre alla somma di base:

  • gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo;
  • le somme maturate a titolo di aggio, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi;
  • le spese per le procedure esecutive;
  • le spese di notifica della cartella.

 

Quali sono i termini di pagamento delle rate?

Le somme dovute a Equitalia e interessate dalla rottamazione potranno essere versate in cinque rate divise tra il 2017 e il 2018. È bene sapere, tuttavia, che la divisione non avverrà in parti uguali: ben il 70% dell’importo dovrà infatti essere pagato nel 2017 e solo il 30% nel 2018. Nello specifico:

  • la prima rata (luglio 2017) dovrà coprire il 24% della somma;
  • la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto;
  • la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire infine il restante 15% della somma.

 

Rottamazione: un grande successo nonostante i rischi

Chi ha aspettato gli ultimi giorni per decidere se aderire o meno alla definizione agevolata avrà fatto bene a riflettere sui rischi che la rottamazione delle cartelle può comportare.

Il rischio principale, ovviamente, è quello di pagare le rate previste in ritardo. La definizione agevolata, infatti, prevede l’esclusione immediata dal beneficio per tutti i contribuenti che non rispettano le scadenze. Ma non solo: il cittadino decaduto dalla definizione agevolata potrà tornare al piano di rateazione originariamente concesso solo in caso di ritardo nel pagamento della prima rata della rottamazione. I contribuenti che non rispetteranno i termini di anche solo una delle rate successive perderanno anche il diritto alla vecchia rateazione.

Nonostante i pericoli, tuttavia, la rottamazione delle cartelle è stata finora un successo: secondo i dati ufficiali di Equitalia, sono giunte all’ente di riscossione oltre 600.000 richieste valide di contribuenti, 500.000 delle quali sono state già lavorate.

 

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