Fase 2 Ape Social

I lavoratori precoci e coloro che vogliono usufruire della nuova Ape sociale dovranno presentare domanda all’Inps tra il 1° maggio e il 30 giugno 2017. Lo hanno spiegato ieri i tecnici del Governo ai sindacati nel corso di una delle riunioni che dovrà definire le nuove pensioni anticipate.

Stabilite le date entro le quali si potrà fare richiesta, dunque. Ma la firma finale ai tre decreti attuativi che renderebbe finalmente ufficiale la riforma tarda ad arrivare. Tanto che in molti, tra i sindacati, temono che l’anticipo pensionistico possa subire un ritardo e non iniziare, come previsto, il 1° maggio.

In attesa dell’apertura della Fase 2 della riforma pensioni domani 23 marzo, facciamo allora il punto della situazione e vediamo cosa devono aspettarsi i lavoratori che vogliono andare in pensione anticipata.

Pensione anticipata: le domande a partire dal 1° maggio?

Se tutto dovesse essere confermato, dunque, l’Ape sociale e la pensione anticipata per i lavoratori precoci (cd. “quota 41“) dovrebbe partire il prossimo 1° maggio. Dalla stessa data, e fino al 30 giugno, sarebbe possibile inviare le richieste all’Inps. Per l’anno prossimo, invece, la scadenza per l’invio della domanda sarebbe anticipata alla fine di marzo.

Tutto questo, per l’appunto, salvo intoppi. Ma l’accordo definitivo sui tre decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, già rimandato più volte e sempre dato per imminente, continua a tardare. Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, esprime a viva voce i timori di molti lavoratori: “qui si sta rischiando di arrivare lunghi sulla scadenza di maggio“.

Che cosa prevede l’Ape sociale 2017?

L’Ape sociale è una misura che permette a determinate categorie di lavoratori di andare in pensione a 63 anni senza dover ricorrere a prestiti bancari: quindi, a differenza dell’Ape volontaria, senza dover restituire alcuna rata.

Sono quattro le categorie di lavoratori che potranno accedere alla misura dal 2017: I disoccupati che non percepiscono prestazioni per la disoccupazione da 3 mesi, i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap grave, gli invalidi civili con invalidità uguale o superiore al 74% e i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose da almeno 6 anni.

I lavoratori impiegati in mansioni gravose possono accedere all’Ape con 36 anni di contributi, ma agli appartenenti alle altre tre categorie sono richiesti solo 30 anni di contribuzione.

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La quota 41 per i lavoratori precoci

In cosa consiste, invece, la nuova quota 41 per il 2017?

Come stabilito dalla Legge di Bilancio, la pensione con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età anagrafica, sarà riservata ai lavoratori che, oltre a versare in condizioni simili a quelle previste per l’assegnazione dell’Ape sociale, abbiano maturato 12 mesi di contributi prima del 19° anno di età (cd. lavoratori “precoci”).

Rispetto all’attuale pensione anticipata, dunque, che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, le soglie saranno abbassate di un anno e 10 mesi per i lavoratori e di 10 mesi per le lavoratrici.

Pensioni anticipate: i punti da risolvere prima della Fase 2

Restano, come accennato in apertura, delle questioni da risolvere con i sindacati prima di poter ufficializzare l’avvio di Ape sociale e Quota 41.

Il Governo, fanno sapere i sindacati, dovrà sciogliere in brevissimo tempo le riserve sugli effettivi benefici per i lavoratori precoci e sugli specifici requisiti di accesso all’Ape agevolata per i lavoratori che svolgono attività gravose. Si chiedono, in particolare, criteri meno restrittivi: la paura è quella che migliaia di lavoratori resteranno esclusi dal beneficio, soprattutto a causa della continuità dei contributi versati.

Dati i tempi, molti di questi dovranno essere discussi dopo l’apertura della Fase 2 della riforma pensioni, che partirà domani 23 marzo.

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