Abolizione Referendum Voucher

Annullato il referendum sull’abolizione dei voucher lavoro: lo ha appena dichiarato il Governo Dopo una riunione del Consiglio dei Ministri. Secondo le imprese, tale drastica decisione avrà conseguenze catastrofiche sul mondo del lavoro. E’ stato disposto un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2017.

Cosa succederà ora?

per permettere alle imprese che hanno già acquistato i buoni lavoro, si concederà una finestra di utilizzo disponibile fino alla fine dell’anno 2017. Tale decisione del Governo ha comportato l’eliminazione degli emendamenti proposti dalla CGIL alla disciplina sui voucher, che sarebbero dovuti essere oggetto del Referendum abrogativo del prossimo 28 maggio, fissato proprio qualche giorno fa.

Patrizia Maestri, relatrice della proposta di legge, spiega che la stessa verrà votata più tardi in Commissione Lavoro della Camera. Il testo dell’emendamento da votare elimina i tre articoli del Jobs Act, il decreto legislativo 81/2015. rientrano nel capitolo VI sul lavoro accessorio:

  • art. 48 relativo alla definizione e campo di applicazione;
  • art. 49 riguardante la disciplina del valore accessorio;
  • art. 50 sul coordinamento informativo a fini previdenziali.

La soluzione che sarà presa dalla Commissione, verrà approvata dal Governo domani, nell’ambito di un decreto già in programma.

E il referendum sugli Appalti?

Il decreto da approvare, poi, dovrebbe includere anche il principio di solidarietà tra appaltatore, committente e subappaltatore, finora estromesso dal Governo Renzi, e per questo oggetto del secondo quesito referendario. Di conseguenza, il referendum del 28 maggio sarebbe annullato anche rispetto alla materia dei contratti pubblici.

Molto preoccupato si dice il vice-presidente di Confindustria, Maurizio Stirpe: “Sarebbe un errore clamoroso, i voucher pesano per lo 0,19% del totale delle ore lavorate, meglio proseguire con la tracciabilità aumentando l’area dei controlli sugli abusi”.

Divisi invece i sindacati: il sistema dei voucher andrebbe modificato, rimuovendo gli abusi dal settore dell’edilizia e dell’agricoltura, facendo così emerge il lavoro nero che con l’abolizione diretta, rimarrebbe comunque diffuso nel mondo del lavoro.

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