Metodo Cotruvo

La redazione LeggiOggi ha avuto il piacere di intervistare il dott. Giuseppe Cotruvo, uno dei più grandi esperti nazionali di quiz di logica, in merito alla loro formulazione, alla classificazione e alla descrizione di tecniche di risoluzione.

Giuseppe Cotruvo è autore di diversi volumi della collana Concorsi Pubblici, pubblicati da Maggioli Editore, tra questi c’è il volume “Quiz di Logica e Test Attitudinali“, che ha svecchiato in Italia il modo in cui erano presentati e commentati i quiz dedicati al ragionamento logico.

Giuseppe Cotruvo, negli ultimi anni, è stato docente di diversi corsi finalizzati per la preparazione ai test di preparazione alle prove attitudinali di concorsi pubblici, svolti in tutta Italia, maturando un’esperienza di centinaia di ore in merito alla didattica del ragionamento logico-deduttivo, verbale, astratto e matematico.

Abbiamo fatto qualche domanda all’autore per conoscere il suo efficientissimo metodo, che ha permesso il superamento delle prove, e quindi del rispettivo Concorso, a diversi soggetti.

1. In cosa consiste il metodo Cotruvo?

Il “metodo Cotruvo” è un concentrato dell’esperienza maturata in tanti anni di formazione e manualistica concorsuale. Nel mio lavoro ho notato quanto possa risultare importante non tanto mostrare del materiale e nemmeno illustrare le tecniche che adotto nella risoluzione dei quiz; piuttosto è fondamentale guidare i corsisti o i lettori ad un’esplorazione delle loro conoscenze e delle loro competenze, fornendo suggerimenti mirati sulle possibilità di miglioramento delle performance. In tanti anni di attività ho seguito alcune migliaia di persone, analizzando pregi e difetti della loro formazione: in questo modo ho acquisito dati preziosi che mi hanno aiutato ad elaborare delle tecniche di insegnamento tarate sulle reali esigenze dei corsisti.
In altri termini, affinché una lezione risulti efficace è indispensabile:

  • conoscere alla perfezione gli argomenti di cui si parla;
  • conoscere l’utenza a cui ci si rivolge, in termini di pregi, difetti e potenzialità;
  • seguire i corsisti anche oltre le lezioni effettuate.

Questo, in estrema sintesi, è l’approccio che adotto e che fa sì che le mie lezioni non siano mai uguali l’una rispetto all’altra, anche quando gli argomenti di cui parlo sono identici: è fondamentale adeguare il tenore delle lezioni impartite alle persone che si seguono, che sono sempre diverse, con difficoltà e esigenze differenti. È un approccio faticosissimo ma che mi ha consentito di ottenere risultati importanti.

2. Da quanti anni lo sperimenta?

Da parecchi anni: in modo professionale da un decennio circa. Pensa che il mio primo volume Maggioli risale al 2007 ed è stato un libro che è risultato molto innovativo per l’approccio adottato nella spiegazione dei quiz tanto che molti si sono “ispirati” a questo, obliando il buon costume di citare la “musa ispiratrice”. E per il prossimo futuro sono in cantiere nuovi progetti, sia in termini di manuali, sia in termini di formazione, in cui credo molto e che ritengo possano continuare ad “ispirare” molti addetti ai lavori: l’auspicio è che gli addetti ai lavori “ispirati” dalla mia attività abbiano avuto modo di curare le amnesie del passato, perché ci sono molti medici bravi in circolazione, in grado di dispensare rimedi efficacissimi; sebbene quel che più mi importa è il riscontro dei miei lettori e dei miei corsisti, a cui va la mia riconoscenza sincera ed accorata perché quel che sono oggi in buona parte lo devo a loro e a quanti hanno creduto in me (e Maggioli Editore è stato il primo a farlo).

3. Quali sono i punti di forza del suo metodo?

Aiutare i corsisti a comprendere come ragionare davanti ad un quiz, assecondando la vocazione culturale dei singoli. Spesso per risolvere un quiz di logica è possibile adottare approcci differenti. Ad esempio, se il quiz fosse il seguente:

In un cortile vi sono galline e conigli. In tutto si contano 40 teste e 100 zampe. Quante sono le galline e quanti i conigli?

  1. 10 e 30
  2. 12 e 28
  3. 30 e 10
  4. 28 e 12

Il problema proposto si può risolvere in modo diretto, provando ad impostare un sistema. Infatti, indicando con G il numero di galline e con C il numero di conigli, si può scrivere:

punto 1) In tutto si contano 40 teste — > poiché sia i conigli che le galline hanno una sola testa, se ci sono G galline, ci saranno G teste e se ci sono C conigli, ci saranno C teste; quindi complessivamente G + C darà il numero complessivo delle teste che, come suggerito dal quesito, è 40. In altri termini si può scrivere G + C = 40;

punto 2) numero totale delle zampe delle galline — > ogni gallina ha 2 zampe; se ci sono G galline, il numero totale delle zampe delle galline è 2G;

punto 3) numero totale delle zampe dei conigli — > ogni coniglio ha 4 zampe; se ci sono C conigli, il numero totale delle zampe dei conigli è 4C;

punto 4) si contano 100 zampe — > ovvero il numero totale delle zampe (quelle delle galline più quelle dei conigli) è 2G + 4C = 100;

giuliana

E per chi ha pessime conoscenze matematiche, esistono metodi alternativi di risoluzione? Certo.

Ad esempio, partendo dalla supposizione che gli animali presenti siano solamente galline, allora il numero di zampe che si dovrebbero contare sono 40 (perché ci sono 40 teste) per 2 (perché ogni gallina ha 2 zampe), quindi complessivamente 80 zampe; ma il quiz ci informa che il numero complessivo di zampe è 100, ovvero ci sono 20 zampe in più. Ma a chi possono appartenere queste zampe in più? Ai conigli: ogni coniglio ha 2 zampe in più rispetto ad una gallina. Quindi se ci sono 20 zampe in più e se ogni coniglio ha 2 zampe in più di una gallina, impostando l’operazione 20 : 2 si ottiene 10, che indica il numero di conigli; e se i conigli sono 10, le galline sono 40 (il numero totale di animali) meno 10, ovvero 30.

E se qualcuno non dovesse avere né buone conoscenze matematiche, né l’intuizione per procedere come descritto in precedenza?
In questi casi non resta che procedere in modo indiretto, ovvero considerando le risposte e valutando quale sia compatibile con le informazioni fornite nella traccia. Se fosse corretta la risposta A allora vorrebbe dire che ci sono 10 galline e 30 conigli, per un numero totale di 10 x 2 + 30 x 4 = 20 + 120 = 140 zampe (ben oltre quelle indicate nella traccia). Questa considerazione dovrebbe indurvi a scartare la risposta A. Procedendo con la B, 12 galline e 28 conigli avrebbero 12 x 2 + 28 x 4 = 24 + 112 = 136 zampe (ancora una volta un dato molto diverso rispetto alle indicazioni della traccia). Anche la risposta B va scartata. Considerando poi la risposta C, 30 galline e 10 conigli avrebbero 30 x 2 + 10 x 4 = 60 + 40 = 100 zampe: questa è la risposta corretta perché è compatibile con i dati della traccia.

L’esempio proposto è indicativo di come ritengo utile impostare una lezione: mostrare i quiz più significativi e suggerire diverse vie di risoluzione in modo che ciascuno possa avere degli spunti di riflessione utili sulle tecniche da applicare di volta in volta, in modo analogo ai suggerimenti che si forniscono sulla strada da seguire per raggiungere un luogo: poi l’interlocutore, dopo aver ascoltato i suggerimenti, decide autonomamente quale tragitto effettuare, in base ai propri mezzi, e in qualche caso riesce più facilmente ad avere intuizioni per elaborare “tragitti alternativi”.

4. Il suo metodo è adatto a tutti i concorsi?

Adeguo sempre le mie lezioni al concorso che mi accingo a preparare studiando le precedenti esperienze concorsuali dell’Ente che ha bandito la selezione. In questo modo solitamente riesco a fornire delle informazioni mirate e puntuali, molto apprezzate dai corsisti. Quindi è un approccio quasi “olistico”, ovvero cerco di tenere conto sia di precedenti esperienze concorsuali per fornire una preparazione più mirata alla tipologia di domande che è più probabile vengano assegnate, sia non trascuro gli aspetti inerenti all’approccio ai test, alle tecniche di gestione del tempo, alle tecniche di massimizzazione dei punteggi che risultano importanti in tutti i concorsi affrontati; e poi è indispensabile una robusta dose di motivazione: le persone motivate sono quelle che ottengono i risultati migliori, quindi bisogna sempre aiutare i corsisti a credere nelle loro potenzialità, indipendentemente dalle lacune accumulate nel tempo. Un motto latino dice “nihil difficile volenti”. E ho appurato che è proprio così: la differenza tra i più bravi e i meno bravi quasi sempre consta nel tempo dedicato allo studio e nel modo in cui si studia. Ci sono persone che hanno bisogno di più tempo per raggiungere delle prestazioni migliori, a differenza di altri che risultano più “scafati” perché hanno avuto una formazione scolastica migliore o più spesso perché ci hanno creduto di più e hanno investito maggiormente in termini di formazione. Studiando in modo opportuno e avendo pazienza e determinazione spesso, anzi spessissimo, si riescono ad ottenere risultanti brillanti.

5. Quali riscontri ha avuto con i suoi studenti?

Tanti tanti riscontri ottimi, non solo da quanti hanno superato dei concorsi (e ormai sono alcune centinaia), ma anche da chi non è riuscito a centrare l’obiettivo concorsuale, ma che ha tratto grande giovamento dalle lezioni: sono moltissime le persone che mi ringraziano perché hanno capito come potercela fare, come studiare in modo ottimale, come migliorare le loro performance concorsuali. I ringraziamenti dei corsisti vincenti fanno molto piacere, ma altrettanto graditi (a volte anche più graditi) sono i complimenti di quanti non hanno superato un concorso, ma hanno compreso quale sia la strada da intraprendere per raggiungere il successo.

Ringraziamo il dottor Giuseppe Cotruvo, per la sua disponibilità e invitiamo i nostri lettori a continuare a seguire LeggiOggi per conoscere tutti i “segreti” del metodo Cotruvo, oltre alle novità sui Concorsi Pubblici.

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