Ape Social Invalidità

Pensioni e Invalidità: estendere la Pensione anticipata gratuita a 63 anni per tutti gli invalidi del lavoro con percentuale di invalidità dal 60% in su. È questa la proposta di riforma alla disciplina dell’Ape social attualmente allo studio al Governo. Questo provvedimento potrebbe essere già inserito nel decreto Milleproroghe o nell’Omnibus, e quindi prima dell’avvio ufficiale dell’Ape il 1° maggio 2017.

Ape Social: a chi spetta?

La Pensione Anticipata è la novità più importante introdotta dal “pacchetto pensioni” contenuto nella Legge di Stabilità 2017.

Con essa, dal 1° maggio 2017 i lavoratori dipendenti e gli autonomi potranno andare in pensione a 63 anni (e cioè fino a 3 anni e 7 mesi prima del previsto) facendosi anticipare dalle banche l’importo pensionistico per il periodo che manca al raggiungimento della normale pensione di vecchiaia. La somma anticipata dovrà però essere restituita a rate al raggiungimento dell’età pensionabile e per 20 anni, sotto la forma di trattenute mensili sull’assegno pensionistico.

In particolare, l’Ape Sociale permette, a determinate categorie di lavoratori in situazione di difficoltà, di andare in pensione a 63 anni senza dover ricorrere a prestiti bancari e dunque senza dover restituire alcuna rata (assegno a carico dello Stato). Tuttavia l’ammontare del contributo non potrebbe superare i 1.500 euro mensili.

Ape sociale gratuita: chi sono i beneficiari

Solo determinate categorie di lavoratori hanno diritto all’Ape sociale a costo zero.

Possono usufruire del beneficio:

  • i disoccupati, anche a seguito di licenziamento collettivo, che non percepiscono le prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap grave;
  • gli invalidi civili con invalidità uguale o superiore al 74%;
  • i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose, e che siano stati impiegati in tale attività in maniera continuata per almeno 6 anni prima dell’invio della domanda.

Mentre i lavoratori impiegati in mansioni gravose possono accedere all’Ape solo con un minimo di 36 anni di contributi, agli appartenenti alle altre tre categorie sono richiesti solo 30 anni di contribuzione.

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Invalidità almeno al 60 per cento

La modifica dell’Ape sociale vorrebbe includere nel beneficio anche gli invalidi del lavoro con percentuale di invalidità inferiore al 74%, attraverso un allineamento con i requisiti previsti dall’Inail per tale categoria.

Se tutto andrà come previsto, dunque, l’Ape sociale gratuita sarà estesa anche agli invalidi del lavoro con percentuale di invalidità uguale almeno al 60%.

Attività gravose: cosa succede se il lavoratore è autonomo?

Al vaglio del Legislatore c’è anche una seconda modifica dell’Ape sociale: includere nell’accesso gratuito gli autonomi impiegati in attività gravose.

Allo stato attuale, infatti, possono beneficiare dell’Ape gratuita solo i lavoratori dipendenti che svolgono una delle seguenti mansioni gravose:

  • gli operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia;
  • i conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • i conduttori di mezzi pesanti e di convogli ferroviari;
  • i conciatori di pelle e di pellicce;
  • gli infermieri e le ostetriche con lavoro organizzato in turni;
  • gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • gli insegnanti della scuola di infanzia e degli asili nido;
  • i facchini e il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • gli operatori ecologici.
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3 COMMENTI

  1. perche’ solo gli invalidi del lavoro? Io che sono invalida civile devo lavorare ad oltranza invece?
    non mi sembra giusto.

  2. Non è giusto che nel 2021 o 2022 , con il sistema misto, un lavoratore prende il 20% di meno, di un collega che è andato in pensione due mesi prima di lui, con il vecchio sistema.
    In soldoni c’è una differenza di 250,00 euro.

  3. Sono stato ad una sede Inps in provincia di Roma per avere notizie in merito alla ricongiunzione onerosa, per tutta risposta mi è stato detto di rivolgermi ad un patronato!!! Ho ribattuto sostenendo che la cosa è a dir poco inverosimile, mi rivolgo all’Ente preposto a dare queste informazioni e loro cosa fanno ? Con due parole vorrebbero liquidarti… Ho protestato e sono stato ricevuto da una Funzionaria la quale mi ha fissato un appuntamento per la settimana successiva… (sigh!), quindi ho dovuto prendere uno altro giorno di ferie e, arrivato il fatidico giorno mi è stato detto che loro ancora non ne sapevano nulla,(nonostante ci sia andato dopo che era già stata approvata la Legge di bilancio 2017), l’impiegata mi ha accennato che forse sarebbe stato più conveniente fare richiesta di cumulo contributivo, ma era molto, ma molto lacunosa. La mia domanda era di una semplicità disarmante, volevo soltanto sapere se avrei potuto ricongiungere dei contributi Inps con contributi Inpdap a costo zero, così come paventato dal precedente Governo… Difficile ? Non è dato sapere, non esiste nulla di esplicativo, qualora ci fosse qualcuno in grado di darmi una risposta esaustiva gli sarei veramente grato. In bocca al lupo a tutti quanti, fratelli di sventura….

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