assicurazione auto

Il diritto alla mobilità per il futuro potrebbe vedere dei cambiamenti radicali sulle abitudini di spostamento, che andrebbero ad impattare in modo negativo con le case produttrici delle due e delle quattro ruote.

Auto: gas e metano

Ma sarebbero soprattutto queste ultime a doversi adattare a delle esigenze differenti, che combinano il risparmio di alimentazione e di gestione della propria auto, con la sostenibilità ambientale. Per queste ragioni, secondo uno studio effettuato dalla Navigant Research e diffuso dall’Osservatorio di Federmetano, tra una decina di anni la maggior parte delle auto in circolazione sarebbero alimentate a gas o metano, e gasolio. La più costosa benzina si vedrebbe messa su un piano secondario.

Ciò avverrebbe perché per i trasporti su ruote si privilegerebbe il gasolio, mentre tra privati, ed anche tra le aziende, crescerebbe la domanda di auto alimentate con carburanti econosostenibili.

Gas o metano: si risparmia davvero?


Si tratterebbe quindi di un percorso quasi obbligato che, già oggi, sta però incontrando qualche ostacolo, soprattutto per l’aspetto del risparmio: se è vero che l’alimentazione delle auto costa meno con il metano ed il gpl, è altrettanto vero che è in crescita la tendenza delle compagnie di assicurazione di applicare dei premi molto più cari, a parità di altri requisiti, rispetto al trattamento economico riservato alle auto alimentate in modo più tradizionale (vedi maggiori info su http://www.migliorcontocorrente.org/rcauto.htm).

Da una parte l’Ania sostiene questa scelta, giustificandola con il fatto che le auto alimentate a “gas” vengono usate per percorrere in media più chilometri rispetto alle altre auto, dall’altra i produttori degli impianti a gas sostengono l’esatto opposto basandosi, tra l’altro, su dati certi. Secondo le loro indagini infatti chi guida auto alimentate a metano o gpl sostiene percorrenze che arrivano in media a 15mila chilometri annuali (del tutto in linea con le auto alimentate da altri combustibili).

Inoltre non ci sono dati sulla rischiosità collegata al tipo di prestazioni, così come sostengono alcune compagnie di assicurazione. Indubbiamente però un rincaro che può arrivare fino al 21% rispetto alla rc di auto a benzina o gasolio, difficilmente trova una spiegazione tangibile.

 


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