pertinenze imu tasi

Le imposte IMU e TASI si applicano anche agli immobili con destinazione diversa da quella di abitazione. Solo in alcuni casi i soggetti detentori sono esenti dalla contribuzione fiscale: questi non sono determinati dalla tipologia dell’immobile, bensì dalla sua destinazione d’uso.

Definizioni: cosa si intende per pertinenza?

Infatti, l’articolo 817 del Codice Civile definisce pertinenze dell’abitazione principale: “le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa”. Inoltre, si intende per prima casa quella in cui si vive abitualmente e si risiede anagraficamente.

Dalla comprensione di come una pertinenza immobiliare è stata qualificata dal catasto, dipenderà il pagamento di due distinte aliquote: quella ridotta, riservata alle pertinenze dell’immobile di prima abitazione; quella prevista ad hoc per gli immobili diversi dall’abitazione principale.

Pertinenze: quante categorie? Quali aliquote?


Ad ogni modo, il numero massimo di pertinenze della prima casa è di 3. Non solo: le tre pertinenze, su cui si beneficerà dell’aliquota ridotta, dovranno appartenere a categorie catastali diverse, e nello specifico:

  • C2(magazzini e locali di deposito come cantine e solai);
  • C6 (stalle e scuderie, garage);
  • C7 (tettoie chiuse o aperte).

Ciò significa che non si possono considerare come pertinenze dell’abitazione principale una cantina e un solaio, entrambe C2.

Solo nel caso in cui due pertinenze siano state entrambe accatastate unitamente all’abitazione principale, potranno comunque essere considerate pertinenze nonostante l’appartenenza alla medesima categoria (ciò avviene spesso proprio per cantina e solaio).

Tuttavia, in questo caso le altre pertinenze, fino al massimo di tre, dovranno appartenere ad altre categorie.

Cosa succede se una pertinenza è accatastata insieme alla prima casa?

La regola sottesa a tale assimilazione è quella in virtù della quale le porzioni immobiliari non connesse ma accatastate insieme alla prima abitazione ne accrescono complessivamente la redditività.

Nel caso, invece della categoria C6, non sarà possibile considerare come pertinenza dell’abitazione principale ai fini IMU – TASI due immobili della medesima categoria (ad esempio due garage).

Le eventuali pertinenze eccedenti il numero di tre pagano la TASI-IMU ordinaria, non quella della prima casa. Ciò è stabilito per ogni Comune, in quanto la disciplina delle pertinenze è sottratta alla loro competenza discrezionale in materia di aliquote.

In base a quale criterio una pertinenza è ritenuta tale?

Come anticipato, non è la categoria di appartenenza di un immobile di per sé ad assicurare la sua classificazione come pertinenza di un’abitazione principale. Ciò che conta è la destinazione d’uso, ovvero l’effettivo collegamento fisico o utilitaristico che intercorre tra la stessa e la prima casa.

La stessa Corte di Cassazione, con sent. n. 25127/2009, ha ritenuto irragionevole sottrarre alla piena imposizione fiscale immobili che non siano effettivamente e concretamente utilizzati secondo destinazione economica o estetica. Infatti, incombe sul contribuente dare prova dell’asservimento pertinenziale”, e la stessa deve essere “valutata con maggior rigore rispetto a quella richiesta nei rapporti privatistici”, essendo in gioco le casse dello Stato.

Guida completa all’imu - tasi 2016

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Saverio Cinieri, 2016, Maggioli Editore

Negli ultimi anni, la tassazione degli immobili, a livello locale, ha conosciuto un continuo susseguirsi di modifiche, di nuove regole e di ritorno alle vecchie: le ultime modifiche, in ordine cronologico, sono contenute nella Legge di stabilità 2016 (Legge n. 208/2015).Il manuale...




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  1. Nel testo di legge sull’IMU per l’applicazione delle agevolazioni all’abitazione principale,
    all’art. 13 del D.L. 201/2011 si legge: “per abitazione principale si intende l’immobile iscritto o nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare …”; considerato che nel “Glossario delle definizioni tecniche” dell’Agenzia del Territorio il termine viene tradotto con “… singola unità immobiliare di un edificio e o un gruppo di esse” (allegato …) la norma di legge vede chiaramente estese le agevolazioni IMU anche all’abitazione principale composta da più unità immobiliari ove risultino “iscrivibili” in catasto come unica unità immobiliare in quanto possedute dai prescritti requisiti (un unico proprietario, l’essere tra loro contigue e prive di autonomia funzionale) come è nel caso dell’abitazione della scrivente assoggettata agli accertamenti in “Rif.”; in effetti ove il legislatore con il termine avesse voluto in via esclusiva riferirsi ad un’unica unità catastale, avrebbe utilizzato l’interpretazione fornita dal Ministero delle Finanze: “per abitazione principale si intende un’unica unità immobiliare iscritta o iscrivibile nel catasto” (ottenuta mutando “arbitrariamente” l’ordine compositivo del testo di legge e cancellando il termine “immobile”).
    Evidente come la norma nel “testo di legge” salvaguardi il principio di diritto da sempre affermato dai Giudici di legittimità e di merito in materia di benefici abitazione principale: “ciò che conta è l’effettiva utilizzazione come abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato, a prescindere dal numero delle unità catastali che lo compongono” ed altrettanto evidente come l’interpretazione del Ministero delle Finanze, diffusa a mezzo circolari amministrative contrassegnate da assenza di valore giuridico (Consiglio di Stato in sede giurisdizionale con sentenza n.7521 del 15/10/2010) sia stata creata per tentare superare l’orientamento dei GIUDICI e censurare nel contempo la legittima volontà del proprietario che NON intenda unificare in catasto le unità immobiliari tra loro contigue ed unite nella composizione della prima abitazione, per ragioni familiari o di pura convenienza, magari perché in attesa di trasferirsi o per altra motivazione personale.

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