condono equitalia 2016

La legge che rende ufficiale la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali (Legge n. 225/2016), già prevista dal Decreto-Legge n. 193/2016, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale venerdì scorso, 2 dicembre.

Con la nuova rottamazione delle cartelle di Equitalia viene prevista la definizione agevolata, con uno sconto per quanto riguarda le sanzioni e gli interessi di mora, di tutte le cartelle esattoriali che sono state emesse tra il 1° gennaio 2000 e la fine del 2016 (diversamente da quello inizialmente annunciato non del 2015).

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Circa, poi, le modalità di pagamento saranno spalmate in 5 rate da versate entro il mese di settembre 2018.

Come ed entro quando, quindi, si può aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali? Di seguito la guida illustrativa.

Scarica qui il nuovo modulo di adesione alla rottamazione di Equitalia

Rottamazione cartelle esattoriali: istruzioni sulla nuova domanda

Il modulo contenente la nuova domanda di rottamazione delle cartelle di pagamento è stato aggiornato e messo a disposizione da Equitalia.

Come compilare la domanda

Si tratta del modulo “DA1” di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata (clicca qui per scaricarlo). Tale modulo deve essere compilato con i dati personali, le informazioni sulle cartelle interessate e la decisione se procedere al pagamento a rate o in un’unica soluzione.

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Rottamazione cartelle esattoriali: ecco le nuove scadenze

I contribuenti possono pagare le somme dovute ad Equitalia in 5 rate (non più in 4) tra il 2017 e il 2018. Questi versamenti, però,  dovranno coprire il 70% della cifra totale nel 2017, mentre il 30% nel 2018.

Ecco le scadenze, per ciascuna rata:

– la prima rata (entro luglio 2017) dovrà coprire il 24% dell’importo dovuto;

– la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% dell’importo dovuto;

– la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% dell’importo dovuto;

– la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto;

– la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire il restante 15%.

Entro quando presentare la domanda di adesione?

La domanda di adesione alla misura fiscale dovrà essere presentata entro il 31 marzo 2017. La presentazione potrà essere fatta sia direttamente agli sportelli di Equitalia sia inviata alla casella e-mail o Pec della Direzione Regionale di Equitalia di riferimento (insieme ad a copia della carta d’identità).

La nuova rottamazione, a differenza di quanto annunciato inizialmente, copre anche tutte le cartelle notificate nel 2016.

Rottamazione cartelle esattoriali: le somme da pagare

La misura, inoltre, come detto, annuncia uno sconto sulle sanzioni che sono dovute sugli importi e sugli interessi di mora, tuttavia i debitori saranno comunque tenuti a pagare le altre somme. In ogni caso, in aggiunta alla somma di base, sono dovuti:

– gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo;

– gli importi maturati a titolo di aggio, da computare esclusivamente sugli interessi  e sul capitale;

– le spese per le procedure esecutive;

– le spese di notifica della cartella.

Come difendersi dalle cartelle esattoriali

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Nunzio Santi Di Paola, Francesca Tambasco, 2016, Maggioli Editore

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3 COMMENTI

  1. sono d’accordo. ora possono entrare a vedere anche i nostri conti, in rosso, come il mio.
    lavoro ma ritardano i pagamenti e io alla mia età devo essere aiutata anche a mangiare.
    mi vergogno ma poi penso che si debba vergognare chi ci ha ridotto così.
    Io sto subendo umiliazioni a non finire ma resto dignitosa nel mio dolore.
    Morirò piena di debiti.

  2. sono d’accordo. ora possono vedere anche i nostri conti in banca. Io ho solo 18 euro. Devo pagare un sacco di debiti ma non ho soldi. Mi pignorano tutto? Mai conti dei politici chi li vede?
    Sono disperata. Capisco chi si ammazza perchè non ce la fa più.
    Andate a vedere quelli che hanno i soldi non i poveri disgraziati come me.

  3. CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE! Già è scandaloso il tasso di interesse che è applicato e nessuno dei politici si è mai occupato di questo strozzinaggio, ma almeno adesso che ci avete ridotto alla povertà, riducete al massimo gli interessi che gli Italiani siamo persone perbene e vogliamo pagare, ma non farci prendere per i fondelli, tanto ormai non abbiamo niente da perdere e dai politici abbiamo imparato che basta trasferire ad altri i propri beni (chi ne possiede), mentre per noi altri che non abbiamo neanche uno stipendio, non ci resta altro che la nostra dignità. Date un’altra stretta all’aggio. Buon lavoro. Gabriella Ridosso

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