pensione-anticipata

La procedura per chiedere l’Ape è suddivisa in più fasi e prevede delle notevoli valutazioni sia dall’Inps, che deve certificare il diritto all’anticipo pensionistico, che dal lavoratore, che deve valutare il futuro trattamento dell’Ape.

E’ importante sapere tutti i passaggi utili per chiedere l’anticipo pensionistico nelle varie forme e quindi conoscere nel dettaglio l’Ape volontaria, l’Ape sociale, l’Ape d’impresa e l’Ape part time.

Per saperne di più si consiglia lo SPECIALE PENSIONE ANTICIPATA: COSA CAMBIA 

Ape volontaria, ecco l’iter


L‘Ape volontaria può essere richiesta con almeno 63 anni di età e con 20 anni di contributi pagati e possono richiederla tutti i lavoratori iscritti a:

  • Ago (Assicurazione generale obbligatoria)
  • fondi sostitutivi ed esonerativi
  • gestione dei lavoratori autonomi
  • Gestione Separata

Non possono richiedere l’Ape volontaria i lavoratori iscritti alle casse dei liberi professionisti.

L’assegno può essere erogato per almeno 6 mesi e non deve essere superiore al 90% della pensione che riceverà il soggetto. L’Ape volontaria si ottiene inoltrando all’Inps la domanda di certificazione del diritto alla pensione e del suo futuro ammontare. L’Inps certifica anche l’importo minimo e massimo dell’anticipo.

Dopo aver ottenuto la certificazione è necessario fare richiesta della domanda di attivazione dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica, quindi chiedere il prestito-ponte, cioè quello attraverso il quale viene erogata la pensione. In questa fase il cittadino può scegliere la banca che riconoscerà il prestito e può decidere l’assicurazione per salvaguardarsi dal rischio di premorienza. La domanda di attivazione dell’Ape rimarrà valida per la domanda di pensione. L’assegno sarà erogato con cadenza mensile, entro 30 giorni dall’inoltro della domanda.

Dopo aver raggiunto i requisiti per la pensione, in automatico l’Inps applicherà la restituzione delle rate del prestito, una penalizzazione sulla pensione pari al 4,6% – 4,7%, gli importi decurtati saranno poi girati dall’Inps alla banca. Le somme della penalizzazione saranno detraibili dalle imposte al 50%.

Ape d’impresa e Ape part time: come richiederle?

L’iter per richiedere l’Ape d’impresa è simile a quella dell’Ape. Questa forma di pensione anticipata è per i lavoratori in esubero a seguito di procedure di ristrutturazione dell’azienda.

Nell’Ape d’impresa una parte del prestito è a carico del datore di lavoro, degli enti bilaterali oppure dei fondi di solidarietà, questo comporterà ad avere penalizzazioni più basse.

Questa forma di pensione anticipata può essere richiesta anche per integrare l’orario di lavoro ridotto, e si chiamerà Ape part time. Anche per questa forma le penalizzazioni saranno più basse, perché l’assegno servirà ad integrare solo una parte dello stipendio.

Cosa fare per l’Ape sociale

L’Ape sociale consiste in una vera propria prestazione assistenziale erogata dall’Inps esclusivamente per determinate categorie di lavoratori. Possono fare richiesta:

  • i macchinisti;
  • il personale viaggiante;
  • gli infermieri;
  • i camionisti;
  • gli assistenti di persone non autosufficienti;
  • le maestre d’asilo;
  • i facchini;
  • gli operatori ecologici;
  • gli addetti alle pulizie;
  • gli operai dell’edilizia, dell’industria estrattiva e del settore conciario
  • i disoccupati privi di ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi;
  • i lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%;
  • i lavoratori che hanno accudito per almeno 6 mesi un familiare disabile, portatore di handicap grave secondo la Legge 104;
  • i lavoratori che hanno svolto per almeno 6 anni di vita lavorativa delle attività gravose.

Con l’Ape sociale, è necessario che la futura pensione non sia superiore ai 1.500 euro mensili e i beneficiari potranno svolgere un’attività lavorativa con un reddito massimo pari agli 8.000 euro annui.


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3 COMMENTI

  1. Il TPS DEI DIPENDENTI PUBBLICI CHE SCELGONO L’ APE NON PUO’ ESSERE RINVIATO DI OLTRE 27 MESE ALLA MATURAZIONE DELLA PENSIONE, MA DEVE SEGUIRE IL CRITERIO DELLE DIMISSIONI VOLONTARIE, NEGLI AGGIUSTAMENTI DEVONO GARANTIRE TUTTI I NATI NELL’ ANNO AVENTI DIRITTO ALL’ APE NON DISCRIMINARE PER UN GIORNO, DICO UN GIORNO CHI E NATO IL PRIMO MAGGIO 1955 NON HA DIRITTO ALL’ APE, SECONDO ME LA POSSIBILITA’ DEVE ESSERE GARANTITA ANCHE CON SCADENZA DIVERSA A COMPLETAMENTO DELL’ ANNO 1955 GRAZIE SIGNORI POLITICI CHE NON PENSATE……………….GIACOM0O

  2. Ape volontaria.
    Per garantire il prestito bisogna fare un’assicurazione vita. Si parla direttamente con la Compagnia ?
    E se la persona che vuole anticipare la pensione è malata?
    Chi sà darmi una risposta?
    PAOLO

  3. questo punto chi ci va?; bisogna che ci sia un correttivo della norma sulla liquidaZIONE; capisco l'esigenze di bilancio del governo, ma NON SI PUò CONTINUAMENTE RIMANDARE IL PAGAMENTO DEL DOVUTO dopo maagari 37 38 anni di lavoro, non vi pare?

    trovo veramente discriminante e vessatorio, che per i dipendenti pubblici che optassero per l’APE volontaria,
    stante quello che si legge sui quotidiani e WEB, la liquidazione di fine rapporto di lavoro, si dovrà aspettare la maturazione dell’età pensionabile di vecchiaia; ipotesi: se uno sceglie l’APE volontaria 3 anni prima, la liquidazione con il meccanismo riforma Fornero, quando la percepirebbe? Se fosse considerato l’esercizio dellAPE volontaria come dimissioni volotarie si dovrebbe aspettare 24 mesi se non di più.

    in conclusione la liquidazione per uno che sceglie l’APE volontaria, la vedrebbe 5 anni dopo! lo trovo assurdo spiegatelo bene a chi vorrà esercitare l’opzione APE volontaria; a

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