Aggiornamento quote scommesse elezioni USA. Ci sono delle novità rispetto al mio articolo di pochi giorni fa. Il mercato fa i conti con il cosiddetto e-mail-gate.

La FBI ha riaperto le indagini sull’uso di un server privato per e-mail di lavoro da parte di Hillary Clinton.

I commentatori ci spiegano che il calo dei consensi era già in atto ma vediamo con ordine.


Il 12 settembre, ad esempio, dopo le notizie sui problemi di salute di Hillary, le quote erano: Clinton 1.57, Trump 3.25.

Come riferimento utilizziamo i dati dello stesso sito (betfair.com), quindi sono comparabili nel tempo.

Aggiornamento quote scommesse elezioni USA: i rilevamenti di Infobetting

09 giugno: Clinton 1.39 – Trump 4.20

12 settembre: Clinton 1.57 – Trump 3.25

27 settembre: Clinton 1.45 – Trump 3.35

27 ottobre: Clinton 1.21 – Trump 5.80

29 ottobre: Clinton 1.35 – Trump 3.95

01 novembre: Clinton 1.40 – Trump 3.70

Qui sotto trovate l’istantanea delle quote attuali con i relativi volumi

tabella scommesseAutorevoli giornalisti parlano di mega-rimonta del tycoon newyorkese, dei sondaggi di ABCNews/Washington Post che vedono la candidata dem per la prima volta in svantaggio dal mese di maggio (45% contro 46%). Opinioni rispettabili che si rifanno a dati reali, quelli scaturiti appunto dai sondaggi. Sull’attendibilità però c’è sempre qualche dubbio, soprattutto in un contesto come questo.

Suona quantomeno strano che dove sulle opinioni si devono mettere i denari, presentandosi per giocare 20.000 euro su Trump si trovano porte spalancate con un incasso, in caso di vittoria, di 73.000 euro (guadagno netto intorno ai 53.000 quindi). Per portare a casa la stessa cifra puntando sull’ex first lady ce ne vorrebbero circa 135.000. Una bella differenza e non parliamo di pochi spiccioli. Sono dati attendibili.

Le probabilità di vittoria estrapolate dalle quote che vedete in grafica sono le seguenti: Clinton 71.42, Trump 27.02.

Una partita aperta, ma con una chiara favorita. Hillary non si trova nel punto più favorevole degli ultimi mesi, sempre in base alle quote, ma in passato ha visto il suo avversario avvicinarsi molto più pericolosamente di adesso.

Con l’approssimarsi del voto, in una campagna elettorale così polarizzata, i repubblicani più tradizionalisti, quelli a cui Trump non piace, potrebbero essere tentati di votare comunque uno dei loro e di non astenersi.

L’indagine del Federal Bureau poi non è cosa da poco. Non solo perché potrebbe spostare il consenso degli elettori sfavorendo la candidata dem.

Anche in caso di eventuale vittoria della favorita il panorama si presenta tutt’altro che sgombro da nubi. La presidente-eletta non sarebbe ancora in carica fino al 20 gennaio e allo stesso tempo sarebbe indagata.

Quasi 20 milioni di elettori hanno già votato per corrispondenza e questo fatto potrebbe essere usato da Trump per contestare il risultato finale. Eventualità peraltro annunciata durante uno dei dibattiti televisivi.

Dall’elezione all’effettivo insediamento passerebbero oltre due mesi. C’’è tempo per un’incriminazione con tutto quello che ne seguirebbe.

Non c’è dubbio che questo possa condizionare l’esito della consultazione, che indebolisca l’immagine di Hillary Clinton. Se i numeri contano qualcosa però non si può ancora parlare di un vero e proprio testa a testa.

Stavolta non ci sono solo le quote a indicare la retta via. C’è anche la CNN. Secondo un sistema adottato dall’emittente televisiva statunitense sin dal 1980 la favorita otterrà 332 voti dai grandi elettori mentre il suo avversario solo 206. Come sapete bene quello che conta è la distribuzione del voto perché certi Stati contano molto più di altri.

Partita dunque sempre aperta quella delle presidenziali USA. Troverete i miei aggiornamenti qui o nella sezione dedicata alle scommesse sulla politica del blog di infobetting.


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