agenzia delle entrate

La sentenza della Corte Costituzionale n.37/2015 non certo può dirsi che sia stata scritta in chiave criptica, tanta è la chiarezza con cui sono definiti requisiti e modalità per accedere alla dirigenza. Del resto bastava applicare la legge senza inutili sbavature per evitare l’intervento della giustizia amministrativa e da ultimo quello della Consulta.

Per di più, nelle more del contenzioso amministrativo, furono banditi concorsi dirigenziali con criteri che risultano palesemente in contrasto con quanto stabilito dalla Corte Costituzionale. Alcun rimedio è stato adottato per evitare il sorgere di un nuovo contenzioso. Ed infatti il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare le procedure concorsuali, ormai giunte a conclusione, mandando al TAR di competenza per le valutazioni di merito riguardanti la quota di riserva in favore dei dipendenti, fissata al 50% e non al 30% come prevede la legge, e la valutazione particolare dei titoli.

In pratica l’Agenzia delle Entrate è andata ad incastrarsi in un imbuto dovendo fare i conti con quanto accadrà a fine anno quando cioè scadranno quei palliativi posti in essere per fronteggiare l’emergenza. A questo punto è concreto il rischio che l’azione amministrativa si inceppi pesantemente.


Di certo il blocco deciso dal Consiglio di Stato non può essere considerato un fulmine a ciel sereno. Era da prevedersi che arrivasse un’altra mazzata che la più importante Agenzia fiscale non sembra essere in grado di assorbire senza ulteriori danni.

Tanti gli errori commessi da sempre ma il più eclatante è stato quello di non avere seguito le indicazioni fornite dalla Consulta dopo la decadenza dei dirigenti dichiarati illegittimi ovvero la reggenza ai più elevati in grado e rapide indizioni di rigorose procedure concorsuali che sicuramente ricomponevano la perduta serenità degli addetti ai lavori.

Di qui la necessità di urgenti rivisitazioni, diciamo che serve un cambio di registro da parte dei vertici dell’Agenzia delle Entrate eliminando eventuali soluzioni rabberciate che sicuramente darebbero luogo ad ulteriore caos rendendo ingestibile la quotidianità l’auspicio sarebbe quello che il Ministro dell’Economia facesse di necessità virtù rispolverando le graduatorie degli ultimi concorsi legittimi prorogate per legge fino al 31/12/2010 e giammai prese in considerazione privilegiando nomine “intuitu personae” che nel corso degli anni hanno solo determinato generale malcontento e forte sconquasso nel funzionamento della macchina fiscale con buona pace degli evasori.

Di seguito il video in cui si spiega il totale sfascio dell’Agenzia delle Entrate a seguito degli ultimi provvedimenti


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1 COOMENTO

  1. Argomento spinoso evitato dalla tutta la P.A. Se la Corte dei Conti si svegliasse dal collaudato torpore, si evidenzierebbe il vero volto di ciò che è stato costruito, ricucito e manipolato alla faccia del diritto. Tutto il sistema fiscale gestito dal Ministero delle Finanze ha falle difficilmente sanabili; quello di riscossione di Equitalia e ancora più sconcertante, perché i procedimenti sono stati avviati e conclusi da personale proveniente dal privato, abituato al regime di cui al R.D 639/1910, in aperta violazione dei principi e delle norme intervenute a garanzia del contribuente. Nelle Regioni e nei comuni, con qualche sporadica eccezione, è avvenuto di peggio: il sistema clientelare ha permesso di porre a capo dei Servizi persone munite del titolo di studio della scuola dell’obbligo, ma di sicura garanzia politica. Se si apre il grande libro della contestazione a tutti livelli il sistema Italia finisce sottacqua senza alcuna speranza di salvezza. Dunque va avanti il detto: aiutati che il cielo ti aiuta e colui che non lo fa cade nella cerchia degli “ortolani”

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